L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15/16 - 3 agosto 2003

ATTUALTA'

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Il terzo convegno sulla qualità della vita nell'Appennino umbro marchigiano

Nel tentativo di valorizzare le risorse del nostro territorio, anche quest’anno, la Pro Tadino ha fatto lo sforzo di organizzare il convegno su "La qualità della vita nell’Appennino umbro marchigiano". Il tema che verrà trattato quest’anno è "la festa", intesa come momento rituale, di aggregazione e di identificazione culturale.

Nell’antichità la festa oltre che un’occasione d’incontro di tipo religioso e culturale è anche un’occasione di tipo economico, nel "santuario" infatti avviene lo scambio delle merci. Forse anche per questo che ancora oggi si è conservata la tradizione di far seguire alle feste patronali la fiera.

La festa, dal latino festum, forma arcaica di feriae, la sospensione dal lavoro in onore della divinità, rappresenta fin dall’antichità un elemento di divisione e di controllo del tempo. La sua origine è da collegare ad un avvenimento mitico di cui si vuole conservare il ricordo nella storia.

Una comunità, celebrando con speciali riti il giorno festivo, segna un momento di separazione di un periodo dell’anno da un altro e differenzia il tempo ordinario delle attività pubbliche e private, da quello straordinario delle celebrazioni e delle commemorazioni.

In origine era il succedersi delle stagioni e il calendario delle attività agricole a scandire le feste più importanti dell’anno. L’alternanza della morte e della rinascita, presenti nel ciclo agrario, si possono ritrovare a livello simbolico in tutte le manifestazioni, sacre o profane, del calendario festivo del mondo pagano.

Con la cristianizzazione si assiste ad un lento e graduale processo sincretico, ad un mimetismo delle feste della Chiesa che spesso si sovrappongono, trovando una ideale continuità, a quelle in onore degli dei. Nel corso dell’anno, nel nostro territorio si svolgono un gran numero di feste, di rievocazioni storiche, di commemorazioni, di processioni religiose, di fiere e sagre; non esiste comune o frazione che non abbia la sua festa patronale, alcune di antica origine, altre più recenti. Molteplici e non sempre chiari sono i simbolismi presenti nelle feste tradizionali, che scandiscono con regolarità il "tempo quotidiano", sopravvivendo faticosamente alla modernizzazione, e che, nell’imporre pratiche e divieti e nella loro spettacolarizzazione, esprimono il sacro e il profano nella forma più immediata e popolare.

Uno degli aspetti essenziali del "tempo festivo" è in ogni caso la periodicità e la eccezionalità dell’evento da festeggiare, che rompe i ritmi della vita lavorativa. La trasgressione e gli eccessi sono ammessi solo in un tempo breve e ritualizzato, come ad esempio durante il Carnevale, festa in cui il caos è ammesso solo in quanto alla fine si ricostituisce l’ordine primitivo.

La celebrazione della festa è comunque un importante elemento di identificazione e di coesione della comunità che, abitualmente dispersa, si ritrova nel giorno stabilito per parteciparvi secondo rituali stabiliti, semplici o complessi che siano.

(m.m.)

 

Si terrà il 6 settembre ed avrà per oggetto "La festa"

 

Atti del convegno

Atti del convegno

L'Associazione Turistica Pro Tadino informa che sono ancora disponibili gli atti delle prime due edizioni del Convegno specificamente sui temi:

"L'uomo e l'alimento" e "Arte e tecnologia nella produzione degli alimenti".

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