L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 14 - 20 luglio 2003

SIGILLO

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Jurassic Park ... a Monte Cucco

18jurascucco.jpg (28758 byte)Non è una finzione cinemato-grafica, come potrebbe sem-brare, ma vera realtà! Steven Spielberg non è sbarcato a Sigillo accompagnato da troupe, effetti speciali e grossi "pupazzi" di dinosauri; molto semplicemente sono le rocce, silenziose e nello stesso tem-po maestose, del nostro Monte Cucco a raccontarci una storia antichissima, che si perde nella notte dei tempi.

Ma non sveliamo le sorprese anzitempo e andiamo per ordine.

La nostra storia comincia in un giorno qualsiasi di 190 milioni di anni fa (proprio così, centonovantamilioni!), all’inizio del giurassico. A quel tempo il Monte Cucco non c’era, non c’era neppure l’Appennino e neanche le Alpi; al loro posto c’era inveca un bel mare azzurro, trasparente, poco profondo (al massimo qualche decina di metri), e molto caldo, popolato da una miriade di organismi quali alghe, molluschi e coralli. Qua e là spuntavano bassi isolotti sabbiosi bordati da spiagge di un candore accecante e ospitanti una vegetazione lussureggiante dominata da fitti palmeti. Un vero e proprio paradiso terrestre, come quelli reclamizzati dalle agenzie di viaggio; Maldive, Caraibi, Bahamas, ecc.

Proprio un gran peccato che a quel tempo non ci fosse essere umano!

E’ incredibile pensare che quei bianchi calcari del Monte Cucco, disposti in spessi banchi a più di 1500 metri di quota, si trovavano nel lontano giurassico sul fondo di un caldo mare tropicale, stretto tra Africa ed Europa, presso l’Equatore.

Queste favorevoli condizioni ambientali si protrassero però solo per pochi milioni di anni in quanto si verificarono grossi mutamenti per tutta la superficie terrestre: le masse continentali, fino a quel momento unite in un unico enorme continente (chiamato Pangea) iniziarono a separarsi ed allontanarsi tra loro lasciando che lo spazio tra esse interposto venisse occupato dapprima da stretti bracci di mare e quindi da larghi e profondi oceani.

Allo stesso modo Europa ed Africa iniziarono a separarsi e a migrare, l’Europa verso Nord, l’Africa verso Sud, in questo modo l’originario caldo mare tropicale compreso tra esse lasciò gradualmente il posto ad un oceano, sviluppato in direzione Est-Ovest, chiamato "Tetide". Nel corso del Giurassico le nostre rocce si sono formate su un fondale marino relativamente profondo posto ai margini del vero e proprio oceano Tetide. Esso era compreso tra la Tetide che si sviluppava a Nord e il margine settentrionale del continente africano a Sud.

Questo antico mare ospitava una vita rigogliosa che ha lasciato impresse nelle rocce le testimonianze indelebili della sua presenza: i fossili.

Le nostre roccie giurassiche sono ricche di testimonianze fossili di vario tipo che ci informano su quel passato così lontano; tra esse, per la loro abbondanza ed importanza in geologia, segnaliamo le ammoniti, conchiglie di antichi organismi marini estintisi insieme ai dinosauri 65 milioni di anni fa, al termine dell’era mesozoica.

E’ questa, in breve, la favola giurassica del Monte Cucco, così come possiamo leggerla negli strati rocciosi e tramite i fossili in essi contenuti; strati che le immani forze che modellano la superficie terrestre hanno fatto emergere da quegli antichi fondali e sollevato a costituire montagne.

Un patrimonio storico di notevole importanza, che è già tutelato da leggi dello Stato e che deve essere salvaguardato e rispettato da tutti; e non: "un patrimonio da riscoprire e da valorizzare, all’interno dell’area del parco del Cucco", come qualcuno ha detto. Poiché le mani dell’uomo non servono a valorizzare, ma spesso, troppo spesso, a distruggere.

 

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"Un patrimonio da custodire e conservare dal degrado umano"

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