L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
|
|
| POLITICA |
Il dibattito organizzato dal Comune sul Patto per lUmbria è stato molto interessante ed istruttivo, ma ha messo in evidenzia questo doppio binario. Sono stati Claudio Carini (Confartigianato) e Mauro Spigarelli (CNA) a mettere il dito nella piaga. "Gli interventi previsto dal Patto per lUmbria - ha detto subito chiaro e tondo Carini - sono a medio e lungo termine. E nel breve cosa succede?". E poi pone una domanda provocatoria con un riferimento preciso inquietante: "Bisogna stabilire se la ceramica è ancora strategica per questo territorio. Anni fa da noi cerano 45 aziende tessili con circa 400 addetti. Ora ne sono rimaste 5 con 50 addetti. La ceramica farà la stessa fine? Non bastano più la fantasia, limpegno la creatività degli addetti per andare avanti. Occorrono interventi strutturali immediati. Le aziende hanno perso liquidità, non hanno più risorse finanziarie per rinnovarsi". Il problema di fondo è costituito dai costi di produzione nettamente superiori a quelli che devono sopportare altri paesi concorrenti che possono, quindi, permettersi di vendere a molto beno prodotti che anche qualitativamente si difendono. Che fare allora? Carini avanza alcune proposte concrete:
decontribuzione degli Istitui Previdenziali (al sud pagano il 10%, noi il 100%); ulteriore proroga per altri due anni almeno per la restituzione della busta pesante (altrimenti non arriviamo a Ntale); riduzione delle tasse locali e stali; le imprese devono fare la loro parte associandosi per ridurre i costi di alcuni servizi". Lanalisi di Mauro Spigarelli non è dissimile da quella di Carini: "I tempi di intervento non devono essere troppo lunghi - spiega - perché altrimenti si rischia di non arrivare in tempo utile". Ed anche dal presidente della CNA arrivano proposte concrete:
Problemi unanimemente riconosciuti da tutti gli intervenuti (il presidente dei Commercianti Duilio Castellani ha ricordato le problematiche legate al centro storico), ma i sindacalisti Pierluigi Bruschi (CISL) e Massimiliano Presciutti (CGIL) non hanno evitato di bacchettare le aziende per le loro responsabilità ed hanno introdotto nuovi elementi di discussione: "Nel Patto per lUmbria - ha detto Bruschi - uno degli obiettivi è lammodernamento dellamministrazione pubblica affinché sia in grado di fornire le risposte adeguate e la qualificazione del sistema produttivo e del territorio. La ricchezza va aumentata dando più valore a quello che produciamo. Non bisogna aumentare il numero delle aziende ma loro dimensione. La precarietà esiste perché cè un sistema produttivo debole". Massimiliano Presciutti ha poi approfondito un tema già toccato da Bruschi: "Gli imprenditori devono fare un salto culturale associandosi, inoltre bisogna superare il concetto di una monocultura settoriale. Va affrontato infine seriamente il problema del credito". Dallintervento di Maria Rita Lorenzetti (presidente della giunta regionale) abbiamo ascoltato, probabilmente, ciò che sapevamo dover ascoltare. Su certe tematiche (questione tariffe ed oneri sociali) non è la Regione che può dare risposte certe, anche se può fare pressioni in tal senso come sulla busta pesante che dovrebbe partire a gennaio con un dilazionamento di 8 rate ("ma proveremo a chiedere di più"). Qualcosa si muove nel mondo del credito: "Abbiamo instaurato un tavolo del credito siglando un patto con gli Istituti di Credito per raggiungere tre obiettivi: a) far rinascere una nuova fiducia tra le Banche e le aziende; b) risolvere insieme certe situazioni di crisi; c) concordare le modalità per mettere a disposizione le risorse finanziarie". Buone notizie, infine, ha annunciato la Lorenzetti per le infrastrutture: si riparla in termini concreti della stazione unica Gualdo-Fossato; a giorni verrà emesso il bando per lappalto della Branca Fossato; i lavori per la realizzazione dei lotti per ultimare la Flaminia e la Perugia-Ancona sono in corso. Insomma, tra quattro o cinque anni questo territorio avrà una rete stradale molto più adeguata.
|