L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 12 - 22 giugno 2003

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La povertà nel territorio

 

di Antonio Campioni

La povertà è un mostro terrificante. La fame e la miseria sono assurdità in questa società dell'opulenza e di sprechi. Pochi pensano che possano esserci famiglie e singoli che vivono sotto la soglia della povertà anche a Gualdo Tadino; l'intero "comprensorio" annovera un buon numero di poveri, e a Gualdo Tadino ce ne sono circa un centinaio. La maggior parte della gente o non crede al fenomeno o ne rimane indifferente. Basta, però, andare a chiedere alla Caritas, ai centri di ascolto e alle parrocchie per risvegliarsi con la terribile verità. Non manca giorno, non passa un mese che non giungono a queste istituzioni segnali e richieste di aiuto. C'è gente che spesso non ha da mangiare.

Le rappresentanti della Caritas hanno sottolineato che ci sono anziani che vivono con 400 euro al mese, mamme che non hanno soldi per comprare latte per i figli. Le richieste dei "novelli poveri", gualdesi ed extracomunitari, vanno dai generi alimentari al vestiario. Spesso ai parroci arrivano richieste di denaro per pagare le bollette del gas e della luce che essi pagano al posto delle famiglie in difficoltà.

Le cause della nuova povertà sono molteplici: gli alti affitti, l'assenza di lavoro e di reddito, la pensione al minimo, mentre il costo della vita sale fino alle stelle. La povertà è vissuta in genere con grande vergogna e senso di frustrazione e con enorme peso ci si rivolge ad esempio alla Caritas per ottenere un aiuto. Il problema vero è che si pensa che tutti stiano bene e che nessuno soffra la fame, ma la realtà è più dura e drammatica di quanto si pensi. Ci sono bambini che spesso piangono perché non hanno scarpe, non hanno latte, non hanno giocattoli, il loro mondo è una gabbia; anziani costretti ad elemosinare un piatto di minestra all'ospedale o al Centro Sociale e donne che per la vergogna non escono mai. Tutto ciò non accade in Africa, in Italia, nella Regione ma nel Comprensorio e vicino a noi a Gualdo Tadino. Novanta famiglie e dieci singoli non sono pochi e forse il numero è destinato a crescere.

Per questo è umano e cristiano portare alla Caritas, alle parrocchie e ai Centri di Ascolto il nostro superfluo che aiuti a superare la fame e il disagio della povertà. I cuori aridi e gli indifferenti non vedranno gli azzurri cieli e Dio punirà l'egoismo di tanti, di troppi. Chi aiuta sarà ricompensato.

 

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