L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 12 - 22 giugno 2003

POLITICA

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario Cerca nel sito

Di quel 70% del 1999 restano solo i cocci

 

a cura di Angelo Pucci

02sandra.jpg (8664 byte)D.: Le ultime vicende riguardo all’acquisto di una quota di Gualdo Tv 23 da parte del comune hanno creato maretta all’interno della maggioranza. Cosa ne deduce l’opposizione?

R.: L’opposizione continua a ripetere dal 1999 che i compiti dell’amministrazione comunale, per la molteplicità dei problemi che riguardano i cittadini amministrati, sono ben diversi da quelli che attengono al coinvolgimento in società televisive il cui ritorno, in termini di utili e di servizi, è basato soltanto su ipotesi fantasiose ed avventuristiche.

Gravi peccati di arroganza

La crisi che si è generata nella maggioranza ed è esplosa con questa vicenda, ha tratto sicuramente origine dal gesto istintivo del sindaco che nel pretendere, per accordi precedentemente assunti, l’unanime e consueta condivisione della sua maggioranza sul punto in oggetto, ha dimostrato, con il ritiro delle deleghe al vice sindaco Campioni, di non avere affatto gradito il dissenso da lui manifestato con l’uscita dall’aula. (Figuriamoci cosa sarebbe successo se invece di uscire avesse deciso di votare contro!)

Reputo comunque che quanto accaduto, abbia rappresentato l’occasione per portare a galla le ormai troppe conflittualità esistenti all’interno della maggioranza. Sono stati talmente tanti, in questo quadriennio, gli errori ed in modo particolare i gravi peccati di arroganza commessi dal sindaco e dalla sua amministrazione, da riuscire persino a compromettere l’eccezionalità del risultato elettorale conseguito nel 1999. Oggi, ad un anno dalle elezioni, di quel 70% dei consensi più volte sbandierato, rimane soltanto il clamore di una maggioranza a pezzi.

Un sindaco uscente troppo ingombrante

D.: Come valuti le posizioni dei vari partiti della maggioranza rispetto alla crisi che si è determinata?

R.: La Margherita e RC, da tempo hanno manifestato la loro insofferenza rispetto all’attuale andazzo amministrativo, pertanto ciò che suscita perplessità è l’atteggiamento di chi, in questa fase, pur passando per "politico navigato", ha, con eccessiva protervia, abbondantemente sottovalutato il diffondersi di nervosismi, inevitabilmente destinati ad accentuarsi con l’approssimarsi della scadenza elettorale. Il ritiro delle deleghe al vice sindaco Campioni rappresenta un fatto politico di eccezionale gravità e contestualmente una formidabile occasione offerta alla Margherita, a patto che ora sia consequenziale nelle sue azioni, per prendere le distanze dai tanti errori amministrativi e da un sindaco uscente decisamente troppo ingombrante. Tale situazione le consente inoltre, ricoprendo il ruolo di parte offesa, di rifuggire, a ragione, dalla facile accusa di avere rotto una alleanza.

RC, dal canto suo, ha subìto a lungo i tentativi di separazione tra "buoni" e "cattivi" e pure quelli riguardanti la rappresentatività, messi in atto da Pinacoli, allo scopo più che evidente di rendere irrilevante la diversità della posizione consiliare più volte manifestata. Ora sembra bearsi di questo momento, e non nasconde affatto il tentativo di tenere sotto ricatto l’esecutivo gualdese. In questa situazione convulsa della crisi della sinistra occorre aggiungere quanto sta accadendo nel granitico partito dei DS locali, che nei giorni scorsi ha prodotto documenti sostanzialmente contradditori tra di loro riguardanti l’analisi della attuale situazione e le responsabilità.

Il successo elettorale dell’UDC

D.: Le ultime elezioni amministrative parziali hanno visto prevalere le forze del centrodestra. Anche in Umbria, in particolare a Passignano, è emerso un risultato per molti versi inatteso. Come lo spieghi?

R.: Sono molto soddisfatta per il risultato elettorale conseguito dall’UDC su scala nazionale. Sommando complessivamente i voti delle città e province nelle quali si è recentemente votato, l’UDC ha ottenuto un risultato pari al 12-15%, sono state toccate, in questa consultazione elettorale, anche punte di eccellenza, come in Sicilia dove con il 20%, è stata addirittura superata FI. Ciò che è accaduto a Passignano era davvero inimmaginabile sino ad alcuni anni fa, ma negli ultimi tempi una pesante crisi politica amministrativa ha portato prima alle divisioni tra i partiti della sinistra, poi alle dimissioni del sindaco e al successivo commissariamento del comune. Sono stati da una parte gli errori della sinistra e dall’altra l’individuazione di una proposta politica alternativa e convincente da parte del centro-destra a risvegliare le coscienze di chi riteneva immutabile il quadro politico-amministrativo di quel comune. In uno dei suoi capisaldi la sinistra ha perso per le divisioni e per avere trasformato la politica in tentativo di affare.

D.: Pensi che quanto verificatosi a Passignano possa accadere anche a Gualdo Tadino?

R.: La vittoria di Passignano rappresenta, a mio giudizio, una svolta nella vicenda politica umbra.

L’esasperata arroganza dell’esecutivo

D.: Quali sono i rimproveri maggiori che la minoranza rivolge all’amministrazione?

R.: L’assoluta mancanza di dialogo e di confronto, ha caratterizzato la condotta dell’esecutivo gualdese, di fatto blindato in una forma esasperata di arroganza. L’ossessione del consenso ha finito per turbare e condizionare qualsiasi scelta amministrativa che ne è scaturita. Basti ricordare la scarsa attenzione verso lo sviluppo urbanistico del nostro territorio! L’occasione eccezionale fornita dalla ricostruzione post-sismica, ha evidenziato errori clamorosi destinati a segnare in maniera indelebile la nostra città (le case popolari della Monina, la costruzione sulla salita dei Fiammiferi, quella di Santa Margherita). Sono accresciute le problematiche e le disattenzioni legate alle questioni dell’ambiente: le cave, il verde pubblico, la Valsorda, la Rocchetta, la gestione delle acque, ovvero un’infinità di situazioni dove responsabilità e colpe sono talmente evidenti da lasciare senza possibilità di scusa questa amministrazione.

La lotta alla criminalità garantisce italiani e extracomunitari

D.: Gualdo ha vissuto in questi ultimi mesi una situazione precaria dal punto di vista dell’ordine pubblico. E’ tutto da imputare all’aumento dell’immigrazione nella nostra città?

R.: A Gualdo Tadino è stato a lungo sottovalutato il grido d’allarme che in più di una occasione era stato lanciato sia dall’opposizione consiliare che dalle forze politiche del centrodestra. L’amministrazione comunale ha continuato a ripetere testardamente che a Gualdo la situazione era sotto controllo e la criminalità non era in aumento. Tale affermazione è stata purtroppo, però, smentita dai due omicidi verificatisi nella nostra città in appena due mesi. Dopo essersi diffuso prepotentemente tra la gente un senso di paura ed incertezza, anche con il coinvolgimento dei nostri parlamentari (Ronconi, Benedetti Valentini, Asciutti) abbiamo organizzato una manifestazione pubblica e una petizione popolare, volta a garantire una maggiore sicurezza nel nostro territorio. Gli obiettivi che abbiamo raggiunto sono stati notevoli. I night club sono stati quasi tutti chiusi e sono state ottenute garanzie circa il potenziamento della locale stazione dei carabinieri. Il centrodestra ha conseguito questi risultati, mentre il sindaco e la sinistra ci accusavano di demagogia e di razzismo. Un’accusa evidente solo nella loro fantasia, perché sempre abbiamo affermato che il vero limite della tolleranza fosse il rispetto della legalità e non la nazionalità di origine. La lotta che abbiamo fatto e continueremo a fare contro la criminalità rappresenta, a mio giudizio, il tentativo di restituire ad ogni cittadino la certezza del diritto e della sicurezza.

Una vera alternativa per i Gualdesi

D.: Tra un anno i Gualdesi saranno chiamati ad eleggere il Consiglio Comunale. Con quali aspettative guardi a questo appuntamento?

R.: L’attuale scenario politico e la crisi interna alla sinistra, che è stata indubbiamente determinata anche dalla incisiva opposizione consiliare del Rosone, induce a pensare che possano esserci serie possibilità di cambiamento politico amministrativo anche per la nostra città. Ritengo che in questa situazione, molto possa dipendere dalla capacità di dialogo con il quale le forze politiche, intenzionate a voler cambiare il modo di amministrare, si avvicineranno ai problemi. Dinanzi ad un centrosinistra inconcludente e litigioso, occorre che il centrodestra sappia mostrare, soprattutto in questa occasione di essere una coalizione unita e coesa, disponibile ed attenta, perché forti sono le sollecitazioni che stanno emergendo da ampi strati della popolazione. Potrebbe essere davvero questa, l’occasione storica per offrire al maggior numero di cittadini gualdesi una vera alternativa per il governo della città.

 

Intervista a Sandra Monacelli, capogruppo consiliare del Rosone e segretario regionale UDC

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario Cerca nel sito