L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 11 - 8 giugno 2003

TERRITORIO

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I frutti della montagna

 

di Tobia Cav. Beni

A mille metri la primavera arriva in ritardo, a maggio inoltrato, ma due mesi di fiori dipingono ogni angolo facendoci dimenticare il lungo e rigido inverno. Però, puntualmente, come ogni anno, arrivano i "frutti della montagna".

I primissimi sono gli asparagi; nel periodo dal quindici aprile al 15 giugno, si trovano nelle zone assolate, fino agli ottocento metri di altitudine. Poi è la volta delle "fragole di bosco" e delle "carline", queste per tutto il mese di luglio, dai novecento a milleduecento metri.

Le "bacche di ginepro, i prugnoli dalla spina nera, i perelli rossi del biancospino", si trovano fino al mese d’ottobre; a novembre concludono la stagione "le ghiande" fino a settecento metri, in dicembre "la leccia", fino a novecento metri, e le "Nocchie", comunemente chiamate "nocelle o vellane".

Infine parliamo di funghi: questi vanno dagli spignoli bianchi di maggio, alle ferlenghe di novembre, con una pausa nel mese d’agosto per la siccità; i prataioli sono la qualità predominante, molto buoni e saporiti e costituiscono una decina di specie. Essi si trovano nei mesi di giugno, luglio, settembre e ottobre. In questi ultimi due mesi arrivano i funghi del bosco e qui le specie si moltiplicano ulteriormente, tanto che c’è l’esigenza di farli controllare ad un esperto, o, in alternativa, raccogliere soltanto quelli che si conoscono, altrimenti ...!

Più di ogni altro frutto un merito particolare va alla "rosa canina", che si trova ovunque, fino a mille metri. Migliaia d’animali e altri uccelli vivono nel periodo invernale, grazie alle caratteristiche di questo frutto. E’ una spina a cespuglio, fiorisce a giugno ed il suo fiore è una piccola rosa a quattro o cinque petali color rosa pallido. I suoi frutti sono verdi fino ad ottobre e per la festa di Ognissanti diventano rossi, hanno la forma di una piccola ciliegia ovale e restano così, duri, senza crescere ne cambiare colore fino ai primi di maggio dell’anno seguente. Mediamente, ogni cespuglio ne porta a maturazione quattro o cinque al giorno, per sei mesi.

E’ un frutto molto buono, dal sapore dolciastro, quando è maturo diventa morbido e poi cade. Proprio quelle sono le bacche mature al punto giusto. Anche gli uccelli le preferiscono così perché sono le più buone, ma, coglierle in mezzo al cespuglio spinoso non è cosa facile.

 

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