L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 11 - 8 giugno 2003

URBANISTICA

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Un sogno irrealizzabile?

In questi giorni pare che si stiano definendo le pratiche per l’appalto dei lavori degli edifici della piazza lesionati dal terremoto, in particolare del settore che coinvolge il palazzo dei Rosi, con la sottostante Farmacia Comunale (ora provvisoriamente trasferita), l’edicola di Zuccarini, l’Aci, ecc.

Nell’apprendere questa notizia mi è tornato alla mente il tentativo fatto nel 1991 dal sottoscritto, allora assessore alla cultura, per coinvolgere i proprietari in un sogno fantastico: quello di ridare ai gualdesi la piazza così com’era prima del 1500, prima che il Cardinal Dal Monte la dimezzasse facendovi costruire trasversalmente dei palazzi, con la scusa forse del riparo dai venti che qui soffiano impetuosi, ma in realtà per accontentare presumo qualche amico che teneva ad avere casa e commercio proprio nella piazza principale.

Comunque stiano le cose, sia in buona che in malafede, il risultato è stato di togliere a Gualdo una delle più belle piazze dell’Umbria, perché questa di oggi, pur con tutto il rispetto, non è una piazza, ma solo un tratto di strada un po’ più ampio.

Se dovessi esprimere un desiderio direi ai proprietari di rinunciare al contributo del terremoto e di vendere tutto per far demolire almeno gli edifici addossati a San Francesco, anch’essa peraltro in fase di ristrutturazione.

09piazza.jpg (20930 byte)Ho allegato un bel disegno che mi aveva gentilmente preparato l’architetto Daniele Mancini convinto assertore di questa operazione (purtroppo scomparso di recente), in cui si evidenzia la maestosità della piazza una volta liberata dagli edifici, scoprendo così tutta l’Abside di San Francesco e la Torre dell’Orologio ...

Chi legge vedrà anche un foto della piazza dall’alto, presa dal deltaplano, con la cortesia (e la perizia) dell’amico Lorenzo Bonci, liberata approssimativamente dagli edifici che l’hanno occlusa (foto anch’essa del 1991).

09piazza2.jpg (30933 byte)Radere al suolo gli edifici non è naturalmente cosa molto costosa e non richiede tanto tempo ... il problema è l’acquisto dei medesimi da parte del Comune o di apposita fondazione pubblica-privata.

Io non credo che i proprietari avrebbe qualcosa da eccepire, perché anche a chi non è disposto a lasciare la piazza o a vendere per ritirarsi in pensione, si può garantire la ricostruzione in altro punto del paese o addirittura a confine con la piattaforma.

Si parla naturalmente di molti miliardi, ma la consapevolezza del raggiungimento di un traguardo storico e culturale senza precedenti non dovrebbe sensibilizzare chi ci governa e gli stessi concittadini che in qualche modo potrebbero contribuire all’operazione?

Non credo che in Umbria ci siano stai interventi simili, forse da qualche parte in Italia, ma sono convinto che Il Ministero dei Beni culturali, vari Enti Pubblici e lo stessa Amministrazione Comunale, in un concerto di sinergie, coadiuvate anche da sponsor privati, potrebbero far diventare realtà quello che finora è solo un sogno di molti gualdesi.

Immaginate, guardando il bozzetto e la foto, a come sarebbe bella la piazza di Gualdo liberata da quegli edifici, a come sarebbe eccezionale la manifestazione dei Giochi de Le Porte, a quanto interesse susciterebbe in Italia e nel Mondo una simile operazione…ma soprattutto a come sarebbe più vivibile il salotto buono di Gualdo, a quante attività e manifestazioni estive, a come rivivrebbe il centro storico con una piazza finalmente adeguata…e a tanto altro ancora.

Lo so che è un sogno, ma la cosa che più mi tormenta è la consapevolezza che per una volta tanto sarebbe un sogno forse realizzabile, perché al limite il denaro si troverebbe, basta solo che noi tutti ci impegnassimo a renderlo concreto, in primo luogo l’Amministrazione con il consenso dei concittadini, e la disponibilità dei proprietari (ma questa penso che non mancherebbe).

Se questa operazione fosse lanciata, anche attraverso i canali televisivi, per essere meglio propagandata e accolta, io credo che da tutta Italia e forse anche da oltre mare, arriverebbero i contributi per la sua realizzazione.

Resta in me il rammarico che forse ormai è troppo tardi anche parlarne, visti i tempi tecnici per la ricostruzione e i contributi erogati, ma alle volte è bello immaginare a quello che sarebbe stato questo paese se visto con gli occhi della fantasia, attraverso anche la foto e il disegno allegati.

Sono peraltro convinto che se non si sogna e non si pensa in grande, non si riuscirà a fare mai nulla, neanche le cose che sembrano più facili….

Voglio sperare che se non ora, magari fra dieci, cento, mille anni, questo che sembrerebbe un sogno, possa trasformarsi in realtà perché qualcuno più illuminato e più capace di noi, l’avrà voluto e realizzato…per amore di Gualdo.

Carletto Fiorucci

 

Si può fare, ma solo a metà

Si può fare, ma solo a metà

L’idea di abbattere il palazzo "Rosi" (tanto per intenderci) per allargare piazza Martiri non è poi tanto campata in aria. Tanto è vero che ci si sta lavorando. L’input l’hanno dato alcuni proprietari rivolgendosi al sindaco che ha accolto l’idea con interesse. Il primo atto è stato un incontro in comune dei proprietari con la giunta quasi al completo. Per iniziare il percorso c’era da verificare la praticabilità dell’idea con la Sovrintendenza ai Beni culturali, ed un incontro con la Dr.ssa Garibaldi ha aperto uno spiraglio. Non c’è nessuna possibilità di abbattere l’intera stecca del palazzo, da San Francesco a via Calai perché costituisce un’impronta architettonica del ‘500 che non può essere cancellata del tutto. Ci può essere, però, la possibilità di ottenere l’autorizzazione per demolire una parte della costruzione, quella tra San Francesco e l'arco, perché consentirebbe di riportare alla luce l’intera facciata Est della chiesa di San Francesco. Ed è su questa ipotesi che si sta lavorando.

Il comune fa preparare da un tecnico le necessarie schede che verranno inoltrate alla Comitato Tecnico Scientifico del Ministero dei Beni Culturali (deputato a dare l’autorizzazione o meno). Dopodiché, nell’eventualità di una risposta positiva, comincerà il percorso delle trattative con i proprietari e la ricerca dei soldi necessari. I tempi? Un paio di mesi: uno sarà necessario per predisporre le schede ed un altro occorrerà al Comitato Tecnico Scientifico per esaminare la pratica e dare una risposta.

Il sindaco ha parlato di questo progetto come "un’idea di grande fascino che potrebbe dare a Gualdo Tadino una piazza tra le più belle d’Italia". Gli ostacoli? La volontà unanime dei proprietari, la reperibilità dei soldi necessari (ma contatti sono già stati presi con la Regione per trovare insieme la strada più percorribile per formare un cartello di finanziatori) e l’autorizzazione della Sovrintendenza. Sul palazzo in questione c’è un finanziamento per il terremoto ed il cantiere verrà regolarmente attivato. Il comune non vuole correre il rischio di ritardare inutilmente i lavori. Nel caso in cui l’operazione andasse in porto i lavori verrebbero bloccati per cambiare obiettivo.

(R. S.)


Nota della redazione: la parte che verrebbe abbattuta è quella storicamente più importante, come provano testimonianze lapidee sulla facciata e documenti di archivio ...

 

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