L'ECO del Serrasanta

 

N. 11 - 8 giugno 2003

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (57)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

L'inesorabile nuvoletta di Fantozzi

Perché, durante la bella stagione, si formano nubi lungo i rilievi


Quante volte, durante una delle tante escursioni che si fanno d’estate in montagna, vi sarà capitato di vedere il sole improvvisamente oscurato da una nube, comparsa chissà come dal nulla, che finisce per rovinarvi la tintarella, il barbecue o che, nella peggiore ipotesi, vi annaffia fuori programma! Sembra quasi che quella nube da lì non si muova: si è formata apposta per farvi un dispetto. Nell’immaginario collettivo, tale nube è definita "nuvoletta di Fantozzi". In realtà è una cosa per più naturale e molto meno dispettosa. Il fatto è che, specie d’estate, la conformazione del terreno delle zone montuose favorisce di per se stessa la comparsa di ammassi nuvolosi che, in certe condizioni, possono anche dar luogo a rovesci o temporali. Ma perché proprio in montagna? Il meccanismo è semplice.

Una questione di gradiente ...

La temperatura dell’atmosfera diminuisce più o meno costantemente man mano che ci si allontana dalla superficie terrestre. Mediamente, questa diminuzione è di circa 0,65°C per ogni 100 m di altitudine, vale a dire 6,5°C ogni 1000 metri. Ciò significa che, ad esempio, mentre a Gualdo Tadino ci sono 20°C, sulla sommità del monte Cucco, ce ne saranno circa 13,5. Tuttavia, dalla primavera fino all’autunno, tale diminuzione della temperatura, nei primi 800-1000 metri di atmosfera, tende ad essere maggiore: 0,8, 0,9, 1°C ogni 100 metri ed anche più, in certe occasioni. Ora, più questa diminuzione (che in termici tecnici si dice "gradiente termico verticale") tende ad essere elevata, cioè tanto più velocemente diminuisce la temperatura con l’altitudine, tanto più l’atmosfera tende ad essere "instabile". Meno diminuisce la temperatura con l’altitudine, più l’atmosfera si dice "stabile".

Atmosfera stabile ed instabile

Un’atmosfera stabile ostacola in maniera decisa i movimenti verticali dell’aria; un’atmosfera instabile, invece, non solo li consente ma, in certe condizioni, li esalta. Durante le ore più calde della giornata, infatti, specialmente nelle zone montuose e lontane dal mare, la temperatura dell’aria a contatto con il terreno tende ad essere piuttosto elevata, anche perché le rocce si surriscaldano con molta rapidità. Poiché l’aria risulta più calda di quella circostante, lungo i versanti delle montagne si creano correnti ascensionali piuttosto intense (le cosiddette "termiche" - vedi disegno) che, solitamente, vengono sfruttate dai deltaplanisti per raggiungere quote anche elevate. Si creano, insomma, come delle "bolle d’aria" che tendono a "galleggiare" nell’aria circostante e a salire. Man mano che tali bolle salgono, la loro temperatura diminuisce di 1°C ogni 100 m. Se l’aria circostante ha una temperatura che diminuisce di 0,6°C ogni 100 metri, prima o poi la bolla d’aria che sale e l’aria circostante finiranno per avere la stessa temperatura e, quindi, il moto ascensionale si arresterà.

La famosa nuvoletta ...

Tuttavia, bisogna considerare che, raffreddandosi, la bolla d’aria raggiungerà dopo circa 600-1000 m una temperatura tale da far condensare tutto il vapore acqueo in essa contenuta (vedi nel disegno il "livello di saturazione"): a questo punto si formerà una nube che avrà un aspetto particolare, con il margine inferiore piatto e quello superiore gonfio come un cavolfiore: è il cosiddetto "cumulo". Una volta che si forma la nube, la massa d’aria che continua a salire diminuisce non più di 1°C ma di 0,4-0,6°C ogni 100 metri. È qui il punto: se l’aria circostante è stabile, prima o poi il movimento di salita si arresterà e si formerà solamente un’innocua nube. Se, invece, l’aria è instabile, la bolla d’aria risulterà sempre più calda di quella circostante e continuerà a salire, a salire, formando una nube imponente: il cumulonembo. Se l’umidità contenuta nella nube è sufficiente, la nube darà origine ad una cellula temporalesca (una nube lunga dai 10 ai 20 km, con tipica forma a "tre cavoli"). Tale nube si espande fino ai limiti della troposfera, raggiungendo i 12 km di altitudine ed allargandosi poi ad incudine, dando origine a precipitazioni brevi ma intense e anche a grandinate.

Occhio dunque alle previsioni del tempo, perché i temporali, in montagna, possono essere anche molto pericolosi se ci si trova all’aperto. Per questo motivo, durante tutta questa estate, alla pagina www.meteoappennino.it/meteogualdo.html verrà indicato il rischio di temporali con uno speciale indice. Consultatelo se volete fare un’escursione: può esservi molto utile.

Pierluigi Gioia

 

 

Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.

 

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