L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| GUALDO TADINO |
Il Dr Michele Provvidenza, responsabile del Centro Recupero Infartuati di Gualdo Tadino, se nè andato. Da venerdì 23 maggio ha lasciato lospedale Calai per assumere un incarico di prestigio nella riabilitazione cardiologica in Versilia. I motivi che lhanno indotto ad abbandonare, dopo 20 anni, una creatura che ha guidato nella sua crescita ce li spiega in questa intervista: "Mi è stata ventilata la possibilità di assumere la responsabilità della riabilitazione cardiologica che nascerà in Versilia ed ho accettato". Va a fare lo stesso lavoro che fa qui, quindi, utilizzando tutta lesperienza che qui ha acquisito? "Certamente. Il direttore generale di quella Asl mi ha detto che aveva bisogno di una scarpa per far camminare un piede. Era unattività che mancava in quella realtà". E una decisione definitiva da parte sua oppure prende unaspettativa per ritornare eventualmente a Gualdo Tadino? "Io dovrò andar lì per iniziare un lavoro con una veste apicale. Passando di grado ritengo sia difficile tornare indietro. Indubbiamente la parentesi gualdese per me si chiude". Con quale stato danimo lascia Gualdo Tadino? "E una parentesi che si chiude con molto dispiacere perché io a Gualdo Tadino sono stato bene, ho difeso i colori dello stesso Gualdo con il calcio ed ho avuto un ottimo rapporto con le persone. Laffetto con il quale i miei pazienti mi hanno seguito in questo periodo è motivo di grande soddisfazione ma anche di profondo dispiacere in questo momento". Al momento di decidere ha chiesto, per restare, alcune condizioni agli amministratori della nostra Asl per rimanere, oppure ha deciso di andare via e basta? "Il discorso parte da molto lontano, da quando se nè andato lex primario della cardiologia di Gualdo. Allepoca si fece un discorso di programmazione e lazienda aveva tutto linteresse a che Gualdo prendesse in mano le redini della riabilitazione in Umbria e si qualificasse come centro di riabilitazione di terzo livello. Poi delle situazioni politiche hanno portato ad una revisione di questa prospettiva. Ricorderete che il Dr Pagliacci disse che nessuno poteva sostituirlo tra i suoi aiuti. Questo progetto sfumato ha fatto sì che io rivedessi i miei piani decidendo di assumere decisioni più consone a quelle che sono state sempre le mie funzioni sul posto. Diciamo che cè stata nel passato una dicotomia tra quella che era una prospettiva aziendale e quella che era una prospettiva dei politici locali. La cosa più importante, e lo dico nel momento in cui lascio, è che Gualdo Tadino esca da un discorso ambiguo. Il ruolo della riabilitazione, che poteva assumere un ruolo cardine nella Regione, in questa situazione dà spazio ad altre possibilità e questo dispiace. Se la volontà politica fosse stata coincidente con quella organizzativa dellazienda che aveva previsto, anziché la RSA, un centro riabilitativo di terzo livello, cioè primo in Umbria, che ci avrebbe permesso di mantenere tutta la tecnologia che attualmente lospedale possiede, sarebbe stato motivo di ripensare una decisione che invece ho preso". Possiamo quindi dire che la sua partenza dipende da due fattori: la possibilità di fare carriera in unaltra Asl ed il fatto che non vede un grande futuro per la riabilitazione a Gualdo Tadino: "Non voglio gettare cenere sul capo di chi mi sostituirà. Grazie allesperienza maturata mi si offre di andare oltre ed è questa possibilità che ha fatto la differenza. Parto con rammarico per lasciare un posto dove sono cresciuto e mi approssimo ad andare in un posto dove questa esperienza mi servirà per poter gestire una situazione diversa dallattuale, più concentrata su quelle che sono le caratteristiche di espansione che vengono riconosciute oggigiorno alla riabilitazione. E una gratificazione professionale che accetto di buon grado". La Rsa e la riabilitazione cardiologica non sono conciliabili? "Sono due cose distinte e diverse. Bisogna fare chiarezza su dove si vuole andare. Ipotizziamo che venga costruito lospedale unico. E chiaro che bisogna sapere che cosa resta in una struttura nata per essere un ospedale. Se guardiamo allinterno della ASL n° 3 la scelta della RSA sembrerebbe una scelta non positiva perché allinterno abbiamo lONPI che è la RSA ufficiale della Asl e che è molto più grande di quella di Gualdo Tadino. Se al contrario potesse rimanere sul posto una struttura autonoma riabilitativa con un riscontro regionale avrebbe tuttaltro peso. E chiaro che, se questa scelta non è stata fatta, anche la RSA va bene. Non è che siano inconciliabili. Si tratta di capire in quale direzione si vuole andare nella programmazione sanitaria. LUmbria è una piccola Regione e le risorse a disposizione per la sanità sono tali che richiedono una programmazione autonoma. Gualdo Tadino non sarebbe costato, anzi sarebbe stata una voce attiva della Asl 3, se avesse puntato in questa direzione. Se non è stato fatto sarebbe un peccato, perché significherebbe vanificare tutto il lavoro che è stato fatto in questo periodo". Perché non è stato fatto, secondo lei, dopo che per anni la riabilitazione è stata sbandierata come un fiore allocchiello? "Perché nel passato si è creato un equivoco: cardiologia-riabilitazione. E bene uscire da questo discorso. Se la decisione che è stata presa è quella di andare verso la cardiologia si vada verso la cardiologia. Avendo per primi partorito in Umbria la riabilitazione, lulteriore sviluppo era quello di allacciare, attraverso la riabilitazione degenziale, quindi ospedaliera, la riabilitazione territoriale con una comunicabilità con i medici di famiglia, trasferendo lesperienza riabilitativa come prevenzione e profilassi secondaria in prevenzione primaria. Ad esempio siamo andati nelle scuole per spiegare quale stile di vita favorisse lallontanamento di queste patologie. Ed anche nellattività sportiva con il Gualdo abbiamo cercato di lanciare questo messaggio. Bisognava crescere su questa direzione, ed invece cè stato un ridimensionamento e si è andati verso il potenziamento della cardiologia. Il fatto ad esempio che lapparecchio di emodinamica verrà rinnovato sembra che confermi questo discorso. Ciò è dovuto a scelte regionali o localistiche, volutamente politiche, e non ha nulla a che fare con la programmazione. Se un tecnico vede che si continua a dire che è importante ma poi si fa poco per sostenere questa importanza è inevitabile che prenda altre strade". Potenziando la cardiologia inevitabilmente si depotenzia la riabilitazione? "Sì, perché corrono in forma unita ma parallela. La cardiologia deve seguire degli standard ben definiti. Il problema è che più passa il tempo più i costi della sanità aumentano e più è importante essere specializzati in un settore. Questo è un settore che nessuno ha voluto curare quanto labbiamo curato noi. Per cui tra lo scegliere qualcosa che probabilmente ci sarà e qualcosa che cè io preferisco scegliere quello che cè". Lei è stato un punto di riferimento fondamentale per il centro riabilitativo. Quando vengono a mancare i punti di riferimento si può creare qualche scompenso? "Spero di no. Penso che la struttura a Gualdo possa offrire sempre riferimenti importanti ai pazienti. Non è un problema di tecnici ma di come i tecnici si trovano a lavorare allinterno della struttura. Quanto più la linea politica segue quella programmatica tecnico sanitaria tanto più i tecnici sono in grado di dare risposte perché camminano su una linea definita dove giungono risorse. Se esiste una discordanza tra queste due linee non è luscita di Provvidenza che può creare disservizio, ma questa dicotomia. Se al contrario si riferisce alla mia disponibilità nellessere vicino ai pazienti questa coincide con quello che io sento debba essere il rapporto professionale in una piccola struttura che vive di questo rapporto di vicinanza. Spero di aver dato unimpronta in questo senso e spero che chi mi sostituirà proseguirà su questa strada".
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OSPEDALE CALAI: CENTRO RECUPERO INFARTUATI Il Dr Provvidenza assumerà un ruolo di primaria importanza per avviare la riabilitazione cardiologica in Versilia |
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Noi siamo stati i primi, altri centri nelle regioni vicine sono nati con la nostra collaborazione. Ora è importante non disperdere questa esperienza che ci ha qualificato sia a livello nazionale che internazionale. Lesperienza della maratona di New York fu unesperienza fondamentale per promuovere le donazioni dorgano. La nostra attività, inoltre, ha promosso la consapevolezza dellimportanza della riabilitazione. Alcuni dati: noi abbiamo 150.000 nuovi casi ogni anno di malattie di cuore e copriamo soltanto, in tutto il territorio nazionale, una quantità pari a 36.000 pazienti. Ne restano fuori tanti, quindi. Inoltre fare riabilitazione significa anche fare prevenzione. Grazie a questa esperienza nella stessa Gualdo Tadino è cambiato un certo stile di vita. Molte persone oggi sono più guardinghe nei riguardi dei fattori di rischio.
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Sono venuto a Gualdo Tadino nel 1982 in sostituzione della Dr.ssa Mandorla che andava negli Stati Uniti. Lanno successivo andai io in Inghilterra e poi ci siamo alternati fino all85, quando la dr.ssa Mandorla è partita per Perugia ed io sono rimasto qui impegnandomi nel Centro di riabilitazione.
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