L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| TERRITORIO |
Abbiamo riportato nel nostro n.8 del 20 aprile un autorevole intervento del prof. Franco Rambotti, noto ed affermato operatore turistico nocerino, nonché profondo conoscitore del nostro territorio, della sua storia e delle sue peculiarità, il quale, partendo da una analisi della situazione socio-politica determinatasi nella zona per motivi sui quali non è il caso di soffermarsi, lancia l'appello e la sfida di ricostituire una entità appenninica come asse portante di sviluppo economico e turistico. Come lo stesso prof. Rambotti ha messo in evidenza, il frazionamento del territorio fra Entità sovracomunali diverse, dopo che è diventato di moda parlare di "area vasta", vede una parte del nostro territorio con la Valle Umbra Sud e l'altra con l'Alta Umbria (sì, perché dire Gubbio significa dire Alta Umbria e Città di Castello, è inutile mettere la testa sotto la sabbia per non vedere la realtà), dividendo le entità locali che vanno da Nocera Umbra a Scheggia e che hanno un comune patrimonio ambientale, storico ed economico, impedendo la redazione di comuni programmi di sviluppo. Nella sua nota il prof. Rambotti denunzia che "senza che vi sia stato un pur minimo tentativo di riflessione sulla possibilità di creare un sistema turistico appenninico", si sia resa problematica quella promozione unitaria che sarebbe indispensabile per i comuni che hanno nell'asse del Sentiero Italia, tratto peninsulare della rete E 1 uno specifico motivo di interesse e di fruizione dell'Appennino Umbro-Marchigiano che ha già risonanza europea nel mondo dell'escursionismo. Il prof. Rambotti fa appello alla disponibilità del giornale ad impegnarsi in questa battaglia, dedicando all'argomento un'apposita rubrica, alla quale assicura la Sua disponibilità a collaborare; poiché gli stessi temi sollevati dal prof. Rambotti sono non da oggi uno dei cavalli di battaglia di questo giornale, i nostri spazi sono a sua disposizione, con l'auspicio e la speranza che l'autorevolezza del caro professore trovi miglior accoglienza nelle stanze del potere, dove le "menti pensanti" che si è scelto il popolo sovrano troppo spesso sono solleticate da interessi che non sempre corrispondono a quelli della collettività. Per parte nostra ci limitiamo ad aggiungere alle motivazioni del prof. Rambotti un'ultima considerazione non di poco conto per "ricostituire" l'entità appenninica: tutto questo territorio, oltre che da legami ambientali e storici, oggi è unito anche da forti vincoli economici, dopo che su di esso si è allargato l'espansionismo economico fabrianese; pertanto la redazione di programmi organici di sviluppo per tutta la dorsale appenninica, più che con l'Alta Umbria e la Valle del Tevere sarebbe più logico studiarli insieme alle popolazioni del versante marchigiano del nostro Appennino, anche se questo comporterebbe di dover uscire dai ristretti orticelli che i politici dell'Umbria sono soliti coltivare. E, per avere dimostrazione di quanto avremmo da guadagnare su questa strada è sufficiente una comparazione sullo stato di conservazione ambientale fra i due versanti dell'Appennino: una escursione da Valleremita ad Esanatoglia, dove la parola parco ha contenuti concreti e non solo velleitari, potrebbe risultare estremamente istruttiva.
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Raccogliere l'invito del prof. Franco Rambotti, guardando anche a Fabriano |