L'ECO del Serrasanta

 

N. 9 - 4 maggio 2003

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Letture

Le fiabe di nonna Mirella

L'oca

09oca.jpg (12967 byte)

 

La signora Alfonsina viveva in campagna, possedeva tanta terra che coltivava con il marito ed i figli. La famiglia era numerosa e perciò era tutto il giorno indaffarata, tra il fare il pane, cucinare, pulire la casa, lavare e stirare.

Il pensiero più grande era per le bestiole che doveva accudire; aveva le galline, i conigli, le papere e pure le oche. Le papere e le oche stavano sull’aia a beccare oppure a cercare vermicelli davanti la casa. C’era anche un piccolo stagno con le rane che gracidavano in estate facendo un concertino. Ma ciò che teneva più occupata Alfonsina era l’oca Lulù; sì, perché era una oca particolare, dispettosa; nascondeva le scarpe che la signora Adelina metteva quando andava nei campi oppure a dar becchime agli animali.

L’oca Lulù non era solo dispettosa ma faceva anche la guardia, come un cagnolino, tanto è vero che il cagnolino dormicchiava tutto il giorno. Era l’oca che starnazzava quando arrivava qualcuno, e quando venivano le amiche della signora Alfonsina si attaccava alle loro sottane con quel becco lungo, e dava anche dei morsi. Così chi conosceva quella birbante di Lulù prima di andare a trovare la famiglia della signora Alfonsina era costretto ad avvertire per non farsi mordere dall’oca, non dal cane!

Non vi ho ancora descritto come era la signora Alfonsina: piccolina, un poco cicciottella, con gli occhiali che ogni tanto si perdeva per rincorrere con un bastone l’oca dispettosa, aveva le gambe secche secche e spesso diceva: "Io e l’oca abbiamo le stesse gambe fine come bastoncini". Spesso, nelle ore più tranquille, tutte e due si mettevano sotto l’ombra di un albero di quercia a riposare. La signora Alfonsina parlava e l’oca vicino a lei sembrava che capisse ciò che diceva.

Le poche volte che andava in città a fare compere era costretta a portarsi anche Lulù, le metteva una cordicella legata al collo e, via, a fare la spesa! Ormai tutti conoscevano l’oca Lulù e quando la vedeva la gente diceva: "E’ meglio star lontani da quell’oca dispettosa". La signora Alfonsina se la portava sempre dietro così che neanche i ladri si accostavano a lei.

Adelina era proprio affezionata a quell’oca anche perché era stata l’ultima della covata; appena uscita dal guscio dell’uovo era proprio bruttina, a parte spennacchiata come lo sono tutte, che non si capiva se era un pulcino, oppure un papero, od un galletto nero come il carbone: Poi con il passare del tempo diventava sempre più bella, con le piume bianche e nere come le Juventus.

Così la signora Alfonsina si era affezionata all’oca e l’aveva viziata e lei, birbante, se ne approfittava.

Mirella Ragni - nonnamirella28@libero.it - http://digilander.iol.it/nonnamirella28/

 

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario