L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 9 - 4 maggio 2003

CULTURA

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L'emigrazione raccontata dai ragazzi

07arancmich.jpg (14366 byte)Il 6 maggio, alle ore 9, presso la sala multimediale del "Verde Soggiorno", su iniziativa dell’Amministrazione Comunale, sarà presentato il libro "Le arance di Michele", di Vichi De Marchi, edito dalla Mondadori.

La copertina del libro

Per l’occasione, oltre alla giornalista Vichi de Marchi, saranno presenti il sindaco Rolando Pinacoli e l’assessore alla cultura Marco Ridolfi. Presiederà Alberto Sorbini, responsabile del progetto del museo e dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea ed interverrà Dino Renato Nardelli, responsabile della sezione didattica dell’Isuc: la presentazione, infatti, rappresenta sicuramente un altro passo avanti per l’istituendo Museo Regionale dell’Emigrazione di Gualdo Tadino. Alla cerimonia saranno presenti anche alcuni allievi delle scuole dell’obbligo di Manzano (Friuli), che hanno seguito un percorso didattico sulle tematiche dell’emigrazione che, com’è noto, sono state al centro del proqetto didattico sull’emigrazione, promosso dall’istituendo museo, cui hanno aderito le scuole di Gualdo, tra cui le scuole elementari di San Rocco, di Cartiere, la scuola media "Storelli", presenti ugualmente al "Verde Soggiorno"; e proprio in questo progetto ricade "Le arance di Michele", il romanzo realizzato da Vichi De Marchi, cui abbiamo rivolto alcune domande.

Passare dal giornalismo alla narrativa sembra essere un itinerario piuttosto consueto; ma proprio alla narrativa per ragazzi ... che cosa ha favorito quest’approccio?

"Ho passato vent’anni nelle redazioni dei giornali, di cui oltre dodici all'Unità.Per tanti anni mi sono occupata di politica estera, ho viaggiato in molti paesi per raccontare le cose che vedevo, elezioni, guerre, anche eventi culturali. Poi quasi per caso, mi sono trovata a fare un giornale d’informazione per ragazzi, si chiamava "Atinù", ed è stata un’esperienza molto bella. Successivamente sono tornata a fare l’inviata per le pagine culturali dell’Unità. Attualmente sono una giornalista freelance e scrivo articoli per giornali dall’Unità al Giornale dell’arte. Faccio l’autrice di programmi tv per ragazzi ed è per questo che ho cominciato a scrivere romanzi."

Com’è nata l’idea di scrivere "Le arance di Michele"?

"Un giorno la Mondadori mi ha chiesto: ‘Perché non scrivi un libro per ragazzi? un romanzo di tipo storico?’ L’idea mi affascinava: da tempo mi dedicavo alla letteratura per ragazzi da giornalista e da critica del settore. In fondo il romanzo storico poteva essere il giusto compromesso tra la mia attività di giornalista e quella di neo-scrittrice o romanziera. Del resto, una giornalista racconta e filtra le cose che vede. Chi si dedica al romanzo storico deve comunque tener fede ad una realtà storica, la deve studiare, e poi la deve raccontare anche se in questo suo raccontare inventa storie, avventure, colpi di scena, personaggi mai esistiti."

Che cosa L’ha spinta ad affrontare una tematica così controversa come l’emigrazione degli italiani nel secolo scorso?

"Per disposizione personale, sono più attratta dai movimenti collettivi che dai singoli personaggi. Mi affascina di più raccontare quello che succede in un piroscafo pieno di immigrati piuttosto che le gesta di Napoleone. Forse perché le gesta dei grandi personaggi sono state raccontate in lungo e in largo, mentre quelle della gente comune sono spesso rimaste senza voce né volto. Mi piaceva l’idea di raccontare la nostra emigrazione perché è un argomento che per molto tempo abbiamo cercato di rimuovere. E poi, raccontando le vicende di due ragazzini italiani che emigrano - cioè le gesta di Angela e Michele, protagonisti del romanzo - potevo raccontare anche frammenti della realtà di oggi. Quali sentimenti, difficoltà, paure provano i ragazzini che arrivano in Italia, piccoli immigrati da tante parti del mondo? Forse sono gli stessi che hanno affrontato, un secolo fa, i figli dei nostri immigrati."

Pensa di continuare su questa linea, per il futuro?

"Penso di sì. Dopo la storia "Le arance di Michele", che è già alla seconda edizione, ho deciso di scrivere ed ho scritto un altro romanzo storico, anche questo con tanta gente e pochi condottieri. E' una storia di briganti nell'Italia post unitaria appena pubblicata da Mondadori, dal titolo "Fratelli briganti". E poi, chissà ..."

Pierluigi Gioia

 

"Verde soggiorno": martedì 6 maggio verrà presentato

"Le arance di Michele"

della De Marchi

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