L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| SPORT |
Abbiamo incontrato Luciano Paccamonti, consigliere federale del comitato regionale umbro della F.I.G.C. e promotore della scuola calcio Appennino che ci ha illustrato alcuni aspetti della stessa. D.: Quale spazio occupa attualmente tale realtà? R.: La capacità organizzativa e la determinazione dei dirigenti della SC Appennino non potevano che raggiungere un livello di presenza cosi importante nella nostra società e nel nostro contesto territoriale. Una società, la nostra, alla quale non interessa il puro valore agonistico da raggiungere a tutti i costi ma più semplicemente comunicare ai ragazzi, ai genitori e a noi stessi che lo sport ed in questo caso il calcio,può essere motivo d'incontro non solo per la partita ma durante tutta la settimana, con i nostri impianti aperti ogni pomeriggio a disposizione dei nostri atleti e simpatizzanti. In questo contesto si sviluppano varie forme dattività anche non calcistiche ma puramente culturali e sociali. è da riconoscere ai nostri dirigenti la compostezza ed il distinguo tra gli altri, di accettare comunque un risultato ingiusto o bugiardo, senza liti o contrasti che impegnano negativamente i ragazzi. D.: Qual è il fine della vostra attività? R.: La nostra attività deve essere a favore dei giovani calciatori che possano dopo la categoria allievi Incrementare le fila delle squadre dilettantistiche della zona, sempre che codeste riescano a superare i soliti problemi di classifica e desistenza; problemi risolvibili solamente alla fine dogni campionato. Ciò comporta il non poter effettuare una giusta programmazione per lanno successivo. La mancata capacità da parte loro di credere in un settore giovanile così composto da investirci un minimo delle loro capacità, ben sapendo che solamente questo può essere il futuro, crearsi i propri giocatori da un vivaio comune, che sarà sempre più risparmioso che acquistare giocatori validi o maturi con lesborso di non so quanti euro. Resta pure inteso che per sopravvivere abbiamo bisogno che le altre società ci corrispondano il giusto premio preparazione (come da norme FIGC) e questo non è un guadagno ma il giusto riconoscimento dopo dieci anni dimpegno verso un giocatore, contributo che verrà nuovamente investito verso i più piccoli che iniziano questa attività. Per questo motivo da questanno siamo tornati ulna società di puro settore , escludendo a malincuore la squadra juniores dalle nostre attività, solamente così possiamo essere cautelati, anche se parzialmente , dal farci depredare dai soliti furbi. D.: I rapporti con le istituzioni come sono? R.: E assurdo che le Amministrazioni Comunali pensino che Associazioni no profit come la nostra possano investire le proprie risorse negli impianti sportivi, noi siamo una società dilettantistica rivolta nel sociale e dovrebbe essere un loro compito sostenerci oltre che con gli impianti anche nella gestione attiva. Sembra assurdo che attualmente, in questo preciso contesto, tutti rivolgono la loro particolare attenzione solamente allaspetto economico, vedi scuole o comuni, tutti vogliono ma niente danno, ed in questo modo restiamo soli, arrecandoci danni che saranno visibili nel tempo.Comunque la fiducia che riponiamo nella nostra Società ci fa sperare di raggiungere nuovi e più audaci impegni futuri, come un campo in erba sintetica per i nostri pulcini(zona da definire) e magari una squadra femminile. Infine auguro a tutti coloro che non possono continuare nel cammino calcistico in Società professionistiche o dilettantistiche, magari di intraprendere la carriera darbitro o di essere inseriti quali dirigenti di società. Questo perché leducazione e la preparazione ricevuta in società di calcio come la nostra potrà solamente che facilitargli la professione. Marcello Bianchini
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