L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 8 - 20 aprile 2003

OPINIONI

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De profundis per la pace

Chiudi gli occhi, ascolta il tuo cuore, lasciati guidare dalla speranza. Ora sei pronto a partire, guardale ... sono centinaia, migliaia, milioni di persone; destinazione: terre lontane, terre di missione, terre lontane dove intere popolazioni, piccoli villaggi, bambini, ragazzi, uomini e donne, chiedono aiuto. Chiedono un futuro in cui credere, una possibilità di sviluppo, una vita dignitosa.

Promuovere la conoscenza e la comunione dei popoli, costruire l’unione, la fratellanza e lo faranno edificando scuole, laboratori, chiese, oratori, ospedali, perché sia una vera festa della pace. Una pace alla maniera di Don Bosco, fatta di concretezza, di buone azioni quotidiane, di opere di lavoro a favore di chi non ha nulla. Una pace che necessita di gesti generosi.

Giovanni Paolo II non ha esitato a richiamare Bagdad e gli USA all’urgente bisogno di collaborazione con la comunità internazionale per eliminare un possibile ricorso alla forza, ma nelle sue accorate suppliche si è dimenticato la "storia della Chiesa" che molti secoli fa attaccava il mondo islamico promovendo crociate per liberare "dagli infedeli" il Santo Sepolcro.

Il presidente francese Chirac, che in un’intervista televisiva a Cnn e Cbs ha spiegato agli americani la posizione francese, sostenendo che la guerra era evitabile, ma dimenticando la storia del suo paese, quando, nella prima metà del 1400, la Francia addirittura si alleò con le forze musulmane del sultano di Costantinopoli. Presa di posizione comune del vescovo e sindaco di Terni contro quella che, in una dichiarazione congiunta, hanno definito "la guerra ingiusta" contro l’Iraq, e affermando che anche da Terni deve levarsi alta la testimonianza forte, l’impegno a fare fino all’ultimo, e anche oltre, tutto il possibile per evitare la guerra, e aggiungendo che "bisogna far pace in Terra Santa" non la guerra in Iraq; ma anche questi illustrissimi signori si sono dimenticati quando a Terni si costruiva "il cannone più grande del mondo" e guarda caso lo si costruiva per Saddam Hussein.

Il primo maggio ad Assisi si metterà in strada un corteo che raggiungerà la Rocca, storico luogo d’incontro del pacifismo. Aver deciso di svolgere ad Assisi la celebrazione della festa nazionale del lavoro e dedicarla alla pace assume, specie in queste ore drammatiche, per il mondo intero, un significato di particolare importanza che testimonia come questa terra è ormai universalmente riconosciuta come luogo ideale per la promozione del dialogo fra popoli. E così, mentre nazioni, contrarie alla guerra, vendono sottobanco armi all’Iraq, mentre intere popolazioni (vedi i Curdi), rischiano di essere spazzati via dalla faccia della terra, noi "metteremo al centro del primo maggio comizi per la pace".

Intanto in Umbria, terra di San Francesco, terra della pace, episodi inquietanti d’antisemitismo sono avvenuti a Spoleto e Perugia, ove accanto alle scritte inneggianti all’odio razziale si è anche verificata l’aggressione ad una coppia d’anziani ebrei. Pace, cosa non si fa in tuo nome! Da quando la prima bomba americana ha fatto sentire la propria triste ed assurda voce in terra irakena, non passa ora che non si assiste ad una manifestazione. Nulla contro chi chiede la Pace, lo urliamo! ma la pace dovrebbe essere la stessa sia in Irak sia nei paesi africani ed a volte invece non è proprio così. Altrimenti non si spiegherebbe come mai nella notte del 26 marzo, qualche benpensante ha deciso di staccare una targa "inneggiante al popolo americano", dal palazzo comunale di Giove, mentre c’è invece chi ha rischiato la vita per issare una bandiera della pace a Narni (l’inventore delle bandiere, che costano sette euro, quanto avrà incassato?).

Le aggressioni e le scritte antisemite sono atti di viltà e di teppismo, certamente non saranno quei pochi a rovinare il lavoro di tanti, ma, questa nostra "benedetta Umbria", alla luce di questi avvenimenti è veramente Terra di Pace? Non credo che tutto sia finito, che l’ONU, non possa avere una voce che si alza contro la guerra. Non sarà che trincerandosi dietro un velato "no alla guerra", sotto, sotto, vi siano altre grandi manovre ... e intanto in Italia sfiliamo ... contro chi non si sa, ma sfiliamo.

Giuseppe Pellegrini

 

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