L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
|
|
| LETTURE |
Carlo Lucarelli, Almost blue
"Per questo mi
piace Almost Blue. Perché è una canzone che si canta a occhi chiusi. È difficile, molte volte, descrivere sensazioni che proviamo solo noi, in maniera del tutto personale, unica. Vedere un mondo diverso da quello che la gente vede, arrivare dove la gente non arriva, ascoltare ... ascoltare una melodia che costruisce un universo intorno a te. Credere in regole in cui solo tu credi, canoni che tu hai prefissato e che solo tu puoi seguire. Carlo Lucarelli ci insegna che spesso, credere in quello che veramente sentiamo e non in quello che ci impone la gente, vuol dire essere soli. Soli come una canzone, come un blues, come un dannato. Soli come chi non ha mai visto il modo attraverso i suoi occhi, ma lha percepito attraverso il cuore, attraverso la musica ... una musica tutta sua, con le sue regole e i suoi inganni. "Io di amici non ne ho. Per colpa mia. Perché non li capisco. Parlano di cose che non mi riguardano. Dicono lucido, opaco, luminoso, invisibile. Come in quella favola che mi raccontavano da bambino per farmi dormire, in cui c'era una principessa così bella e con una pelle così fine che sembrava trasparente. Ci ho messo tanto, tante notti sveglio a pensare, prima di capire che trasparente voleva dire che ci si poteva guardare dentro. Per me significava che le dita ci passavano attraverso." Lautore elimina la parola "massa" per esaltare la soggettività, lindividualità dei suoi personaggi che sembrano magicamente prendere vita, tanto è lo zelo con cui i loro sentimenti vengono descritti. Dal dubbioso inizio e dal glorioso finale, Almost Blue incarna un universo parallelo, o almeno un universo che è presente ma al quale nessuno presta attenzione: il mondo interiore. La frenesia della vita non lascia spazio allascolto, allascolto di se stessi, delle proprie paure, dei propri dolori, del proprio amore, cosa che porta ad un lento ma costante declino in una non vita, in un utopia di se stessi che illude e non lascia basi, solo ombre. Ombre a cui diamo unimportanza tale da dimenticare il resto, tale da dimenticare che unombra resta sempre unombra, pur scura o crudele che sia. Questo ci incatena, ci intrappola in un circolo vizioso di paure e mutismi, ci incatena in una finta dimensione, in un finto mondo che ci porta ad azioni non nostre, ci trasforma in persone, mostri che non ci somigliano e che non vorremo essere ma ai quali ci abbandoniamo per paura. Paura di qualcosa che sembra anche lontanamente- più grande e forte di noi. Paura di qualcosa che alla fine scopriremo essere solo una mera illusione, creata, tra laltro, da noi stessi e dai nostri timori. "Certe volte la mia ombra è più nera delle altre. Me ne accorgo quando cammino in strada e vedo che comincia a macchiare il muro che ho di fianco, a lasciare strisciate sempre più nette sui cartelloni, sullintonaco o sul sasso. La vedo che diventa sempre più scura e sempre più densa e ho paura che qualcuno se ne accorga e allora vorrei correre via ma è difficile perché si allunga e fila, appiccicosa e nera e mi tiene attaccato al muro e al marciapiede"
|
Libri Einaudi Tascabili, prezzo 7,23 |