L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 8 - 20 aprile 2003

ATTUALITA'

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Cinque anni dopo

A cinque anni dal terremoto la presenza dei sindaci dei comuni molisani terremotati, San Giuliano di Puglia, Antonio Borrelli, Montelongo, Giuseppe Sabbusco, Campolieto, Mariano Giovanni, nonché dell’assessore regionale alla ricostruzione, Vincenzo Riommi ha fornito l'occasione per una conferenza stampa in cui è stato fatto il punto sulla ricostruzione. Il sindaco Rolando Pinacoli ha ricordato come fondamentale il passaggio della partecipazione che ha portato alla stesura delle leggi sulla ricostruzione e il confronto con le istituzioni. "Nessuno credeva che in 5 anni si potesse ricostruire. Un dato che inorgoglisce i gualdesi e gli umbri in genere".

Il sindaco di Montelongo, Sabbusco, che ha ricevuto una prima parte dei fondi raccolti dai gualdesi 14 mila euro per la palestra della scuola, si è augurato che anche in Molise possa avvenire per la ricostruzione quanto accaduto a Gualdo Tadino e in Umbria in genere. Il collega di Campolieto, Mariano, ha introdotto invece il tema della mancanza di sicurezza di finanziamenti e dell’assenza di una legge certa, nonché di un certo black-out dei mass media sui terremotati molisani. Un discorso ripreso anche dal sindaco di San Giuliano Antonio Borrelli, che ha sottolineato le difficoltà dei suoi concittadini colpiti anche dalla tragedia umana.

L’importanza di una legge sulla ricostruzione è stata sottolineata anche dall’assessore regionale Riommi che ha ricordato gli spunti salienti che hanno permesso all’Umbria di giungere a una fase avanzata della ricostruzione a poco più di cinque anni dalla prima scossa.

Questi i dati forniti nel corso della conferenza stampa:

Il terremoto del settembre ’97 colpì le zone di San Lorenzo, Busche, Voltole e la parte bassa del centro storico, causò molti danni e per fortuna nessuna vittima, soprattutto in quelle frazioni, tanto che furono emesse 1464 ordinanze di inagibilità per altrettanti edifici. La scossa dell’aprile ’98, che ebbe come epicentro la frazione di Rigali, acuì la situazione di difficoltà delle zone colpite dalle prime scosse di sei mesi prima, ma concentrò i suoi effetti soprattutto su Cerqueto, che fu reso inagibile per la sua quasi totalità, e su San Pellegrino. Furono emesse 1786 nuove ordinanze di inagibilità, totali e parziali; il totale fu quindi di oltre 3000 su un patrimonio edilizio di 6500 abitazioni, secondo i dati del censimento ‘91.

Circa 1300 famiglie rimasero senza casa, di queste, 500 usufruirono dei campi container; di esse il 98 % è tornato a casa visto che rimangono solo una decina di famiglie, che tra l’altro hanno rifiutato ogni soluzione alternativa per motivi personali. Sono invece oltre 700 le famiglie rientrate nelle loro abitazioni dall’autonoma sistemazione. Rimane praticamente un 4% di coloro che rimasero senza casa ancora fuori dalla propria abitazione a poco più di cinque anni dalla prima scossa. Un dato fisiologico legato soprattutto a difficoltà con le ditte incaricate, tenendo anche conto che a Gualdo Tadino non sono state istallate casette di legno.

Fondi assegnati per la ricostruzione

Per la ricostruzione delle abitazioni sono stati concessi finora contributi per oltre 157 milioni di euro (304 miliardi di vecchie lire), 37 milioni per l’ordinanza 61, 61 milioni per la ricostruzione fuori Pir, 58 milioni nei Pir; con la ricostruzione leggera praticamente conclusa (99%).

 

Terremoto

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