L'ECO del Serrasanta |
|
Ambiente |
CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (54)
Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino A Gualdo il primato del freddo Era da mezzo secolo che, ad aprile, non si toccavano i -8°C, come nella nostra città Come purtroppo temevamo già due settimane fa, quando è uscito il precedente articolo di questa rubrica, il mese di aprile si è mostrato meno temperato del previsto, almeno per ciò che riguarda i primi dieci giorni. Nel complesso, la prima decade di aprile è stata molto più fredda della media: 6,5°C contro gli 11,1°C della norma, vale a dire oltre 5°C al di sotto. Basse le temperature minime (1°C contro 6,4°C normali) come le massime (11,9°C contro 15,7°C). Siamo di fronte alle medie di febbraio, più che a quelle di aprile. E il tempo lo ha dimostrato. Un autentico record da brividoUn record, cui sicuramente avremmo fatto a meno, è stato quello battuto la mattina dell8 aprile. Poco prima delle 7,30, si sono registrate temperature bassissime: - 5,7°C nel centro Gualdo Tadino, mentre a Palazzo Mancinelli la colonnina di mercurio ha toccato i - 7,6°C. Temperature certamente non insolite per questa zona, ma in inverno; ad aprile no! Si tratta della temperatura più bassa registrata ad aprile in Italia negli ultimi 40 anni in località al di sotto dei 1000 metri di quota. La nostra città, dunque, entrerà negli annali della cronaca meteorologica e climatica del nostro paese. Le nevicate, poi, del 6,7 ed 8 aprile - anche se fenomeni del genere si sono altre volte verificati nelle zone appenniniche - sono risultate particolarmente abbondanti ed intense per il periodo. Almeno a memoria duomo non se ne ricordano. Unalta pressione fuori posto
Perché tutto questo? Per unanomalia che si è verificata in maniera insistente a partire dallinizio del mese di febbraio (che è infatti risultato il più freddo dal 1956 in qua): la presenza di un poderoso anticiclone di blocco sullEuropa centro-occidentale (nel disegno contrassegnato con la lettera A). Questo ha di fatto arrestato le correnti atlantiche, umide e temperate che, generalmente, rendono piovosi ma non troppo gelidi i nostri inverni: queste ultime sono state dirottate molto più a nord, lungo il bordo occidentale dellanticiclone, mentre lungo quello orientale sono giunte, ad ondate successive, gelide correnti artiche (fredde ed umide) e siberiane (fredde e secche). Insomma: a parte qualche breve intervallo, linfluenza dellOceano Atlantico non si è fatta sentire ed è per questo che è come se, dincanto, il nostro clima fosse divenuto simile a quello di località come New York, dove gli inverni risultano assai rigidi per la mancanza degli effetti mitigatori di un mare caldo come il bordo orientale dellOceano Atlantico. Un anticiclone "vitaminizzato"Unaltra anomalia sta anche nella struttura della zona di alta pressione. Solitamente, gli anticicloni freddi (come quello siberiano) sono limitati ai primi 2-3 km dellatmosfera mentre, a medie altitudini, tendono ad essere sostituiti da zone di bassa pressione. In realtà, a causa della saldatura fra lanticiclone siberiano(freddo) e quello delle Azzorre (caldo), si è venuto a creare un poderoso anticiclone "dinamico" (cioè esteso a tutte le quote dellatmosfera) in grado di respingere con forza tutti i tentativi del ciclone dellIslanda di riprendersi il suo posto. Questa robustissima zona di alta pressione ci ha regalato tempo secco, spesso sereno, ma estremamente gelido. Solo nel momento in cui si esaurirà, lasciando di nuovo la parola allAtlantico, potremo dire che questo lungo inverno è finito.
|
Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
|