L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 8 - 20 aprile 2003

PRIMO PIANO

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario Cerca nel sito

Disegni inconfessati di amministratori

Nell'ultimo numero Antonio Campioni ha parlato della strada del castagneto e c'è stato chi è andato a controllare con il risultato che il consigliere Walter Biagiotti di quanto ha veduto ha fatto l'oggetto di un comunicato stampa: "La strada montana, che partendo dalla tartufaia attraversa il castagneto fino ad incrociare la strada di Valmare, a monte della frazione di Palazzo Mancinelli, è da sempre funzionale a carretti, motozappe e veicoli fuoristrada. Ora la stessa strada è stata trasformata, a colpi di ruspa, in una sorta camionabile larga fino ad oltre 4 metri.

Forse il prossimo autunno il raccolto del castagneto gualdese sarà tanto abbondante da dover usare dei camion rimorchio per il trasporto delle castagne ? Forse si sta preparando una camionabile attraverso il castagneto per trasportare la pietra che verrà estratta dalla cava Bologna? Cosa altro può aver indotto gli amministratori pubblici a perpetrare l’ulteriore nuovo scempio ai danni della montagna gualdese?

Oltre a tutto, le scarpate create dalle ruspe sono destinate, ai primi acquazzoni, a franare sulla stessa strada e nel bosco sottostante. Ed anche il fondo, in breccia non compattata, è destinato ad essere solcato, anche questo ai primi acquazzoni, da profondi fossi che lo renderanno impercorribile. Non so, ne mi interessa sapere, se il committente sia il Comune o la Comunità Montana anche perché, forse per la vergogna, il nome del "responsabile" non è stato riportato, come tra l’altro imposto dalla legge, nel cartello del cantiere.

L’unica cosa certa è che la montagna gualdese è stata segnata da una ulteriore nuova cicatrice con buona pace di vari gualdesi:

coloro che, per manifesta incapacità, continuano a fare danni;

coloro che, per faziosità, tenteranno di minimizzare la cosa;

coloro che, per non urtare chi ha fatto il danno, faranno finta di nulla;

le associazioni ambientaliste che, da anni, fanno la parte delle tre scimmiette;

coloro che, dopo essersi inutilmente "sfiatati" per denunciare questi continui scempi, scrolleranno le spalle;

coloro che, e purtroppo sono la maggioranza, ritengono che questi problemi non li riguardino".

Sull'argomento ha prontamente replicato l'Amministrazione Comunale con un polemico comunicato dell'assessore Filippetti da cui riportiamo: "l’intervento che l’ente comprensoriale sta attuando, con l’autorizzazione del Comune si rende necessario per creare in una zona a forte valenza boschiva, ma difficilmente raggiungibile, una strada per interventi in caso di incendi. Una strada che tutti gli esperti ci hanno consigliato di realizzare proprio dopo gli incendi degli anni scorsi, quando ci si è resi conto dell’impossibilità di intervenire in quelle zone in caso di incendio. La dimostrazione è stata l’incendio della zona del Razzipante quando sono andati persi oltre 27 ettari di bosco per le difficoltà di accesso alle zona. Difficoltà che per il Castagneto si presenterebbero, secondo gli esperti, anche per interventi con i canadair vista la particolare conformazione del territorio. Una fascia antincendio quindi, che logicamente potrà essere utilizzata anche dagli utenti del Castagneto, che vale la pena ricordarlo è uno degli angoli più caratteristici della nostra montagna".

Fin qui i comunicati: interessati agli interrogativi posti abbiamo cercato di vederci chiaro.

Il progetto del miglioramento della strada è portato avanti dalla Comunità Montana (ce ne parlò l'anno scorso l'assessore Artedia, che avevamo interessato al rifacimento della strada di Valmare, a suo tempo distrutta dall'Ente comunitario allorché costruì la famigerata villa di Valmare).

E fin qui la cosa sarebbe normale, ma in realtà il castagneto e i boschi sono un falso obbiettivo: cosa che gli assessori forse non sanno, è che sulla strada (tra l'altro con alcuni passaggi di estrema pericolosità nel tratto all'interno del castagneto, specialmente in periodo di pioggia) sono appuntati altri interessi: in altre parole, mentre il primo chilometro lato sud, attraverso il castagneto vero e proprio, conserva le caratteristiche originarie, il primo chilometro sul lato opposto (quello che è stato allargato, dal bivio della strada per Valmare al bivio ove si può scendere alle sorgenti di Vaccara) ha il peccato originale di collocarsi nell'ambito del disegno di riapertura della famigerata cava Bologna, secondo un progetto che, per evitare alle due frazioni l'attraversamento con il traffico dei camion che ne deriverebbe, ipotizza la coltivazione della cava usando la strada del castagneto, opportunamente raccordata attraverso "Pian delle quaglie" alle strade già utilizzate per lo sfruttamento delle cave di Colle dei Mori fin presso il Cimitero.

E questo è il disegno inconfessato che si nasconde: di fatti, facendo parlare gli addetti ai lavori, si viene a sapere che il progetto di riaprire la cava Bologna (momentaneamente bloccato per le reazioni che ha suscitato), secondo ipotesi che prevedono asportazione di materiali inerti come minimo per un milione e ottocentomila metri cubi, ma che potrebbero diventare anche tre milioni e seicentomila, (o perché no?) cinque milioni e quattrocentomila, sarebbe considerato un autentico affare. E, poiché l'appetito vien mangiando, se i progetti di minima diventano di massima oltre a risanare la cava, la si potrebbe allargare fino ad inglobare la contigua Valle Martino, si potrebbe eliminare la brulla montagnola alle spalle dei centri abitati di Palazzo e Vaccara, conosciuta come il Lato, ricavandone un grande piazzale di un centinaio di ettari di superficie; un po' più in grande di quanto fu fatto a Fossato di Vico negli anni '70, quando fu autorizzata ad asportare inerti l'impresa Antonnicola con il risultato che, laddove da secoli è esistita una collina, oggi c'è un campo sportivo.

In altri termini si potrebbero asportare dai 50.000 ai 150.000 camion di materiale, ve li immaginate ... Roba da far girare la testa solo a pensarci.

Questo non ce lo inventiamo noi: è quello che si medita in certi ambienti del "Palazzo" e, quantunque il progetto sia momentaneamente accantonato per difficoltà politiche, è legittimo ritenere che sulla sua realizzabilità si misureranno le menti già impegnate nella stesura di futuri programmi e coalizioni elettorali ... (nel bar di piazza Garibaldi o altrove).

Che poi il progetto devasti definitivamente l'ambiente circostante e metta a rischio il sottostante bacino delle sorgenti di Vaccara e Palazzo Mancinelli ... lasciamo perdere.

Tutto questo in barba ai proclamati intenti di tutela ambientale e di rilancio della politica turistica, con buona pace anche degli ambientalisti tedeschi, ricevuti in visita dal Comune in pompa magna per fare scena. Quanto alla fascia antincendio, non ce ne voglia l'assessore, ma sarebbe stato più logico realizzarla rifacendo la strada di Valmare che lambisce la pineta dell'Impero, notoriamente più esposta al rischio incendi che non il bosco ceduo della costa di Sparagaia.

(v.a.)

 

Verità più o meno nascoste fra atti ufficiali e sottufficiali

Valsorda

Quella selva, di pali e tralicci

Quella selva, di pali e tralicci

Caro Direttore,

per qualche anno, scorrendo le pagine de L'ECO, ho letto di progetti di interramento delle linee elettriche che attraversano disordinatamente la Valsorda con una serie di pali e tralicci che, a colpo d'occhio, offendono l'immagine della vallata. Una cosa senza dubbio positiva, un progetto del quale non so più nemmeno quante volte è stato dato per fatto, e del quale non si parla più da qualche tempo; ma, arrivi a Valsorda e cosa trovi? Ancora file di pali e tralicci che danno l'immagine di un bosco, come una decina di anni fa, tanto che mi è sorto un dubbio: vuoi vedere che questo lavoro risulta già collaudato e pagato (anche se i pali ed i tralicci si sono dimenticati di toglierli) ?

Sarei grato per una risposta.

(un lettore)


Risposta: Giriamo il quesito all'Amministrazione Comunale che può fornire i chiarimenti richiesti.

 

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario Cerca nel sito