L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 8 - 20 aprile 2003

L'INTERVISTA

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario Cerca nel sito

Voglia di comprensorio

03rpinacoli.jpg (14335 byte)Con i provvedimenti adottati dalle istituzioni sta sbollendo l’allarme criminalità dopo i gravi fatti di sangue degli ultimi tempi.

Riemergono i temi dello sviluppo economico e sociale ed in particolare si guarda al territorio dopo che l’INAIL ha approvato il progetto dell’Ospedale Unico di Branca, un’occasione eccezionale per riprendere i fili, recisi da un antagonismo esasperato ed ha segnato una precisa volontà di riprendere a discutere sulla politica comprensoriale. Galeotto dunque fu l’Ospedale unico di Branca. Ognuno aveva i suoi mal di pancia: Gualdo Tadino marginalizzata da Foligno, dopo la scelta di dividere l’USL; Gubbio con Città di Castello, per avere perso la sua autonomia di gestione. Da allora, tutte le forze istituzionali del territorio sono coinvolte per riannodare i fili del dialogo, magari su basi nuove e pronti a fare uno sforzo per compiere un passo avanti e ridisegnare i nuovi obiettivi di rilancio comprensoriale. Gubbio e Gualdo Tadino sono destinati a litigare, ma anche a convivere insieme perché il futuro incrocia sempre di più i loro destini. Oggi comunque si respira una nuova aria di collaborazione e di apertura: una voglia di comprensorio.

Perché sindaco Pinacoli?

R.: Perché questo comprensorio ha molto in comune: risorse, infrastrutture, servizi. Il problema è, semmai, organizzare un progetto vero per l'ottimizzazione e l'utilizzo pieno di queste risorse. Penso all'ambiente, alle potenzialità turistiche, alla gestione dei servizi, alle infrastrutture, all'ospedale unico e ad i servizi per la medicina di base.

D.: Comprensorio sì, ma a Gualdo negli ultimi tempi è scoppiata la questione della sicurezza e l’ordine pubblico e ti sono state responsabilità personali. Che cosa rispondi?

R.: I due delitti hanno destato sgomento e legittimo allarme nei cittadini. Qualcuno vi ha speculato sopra e sono state dette nei miei confronti falsità, maldicenze, astrusità. Secondo queste il sindaco avrebbe favorito l’insediamento di extracomunitari, di tanti albanesi, a cui avrebbe assegnato le case popolari, privilegiandoli nelle graduatorie a danno dei gualdesi. Sempre secondo queste fantasie avrei assegnato agli extracomunitari un contributo di un milione per ogni insediamento. Dico soltanto sono semplici fantasie strumentalizzate dall’opposizione e un modo cinico ed incivile di fare politica. I due tragici fatti di sangue sono stati perpetrati, il primo da soggetti residenti a Gualdo Tadino da più di un decennio, il secondo da albanesi residenti a Gubbio e Umbertide nell’ambito di gruppi malavitosi del traffico e dello smistamento illecito di stupefacenti, nei confronti dei quali sono state prese tutte le misure necessarie, in coordinamento e con le forze dell’ordine e con la Prefettura. Ne è dimostrazione la tempestiva cattura dei responsabili, che ci indica anche che il fenomeno è stato individuato e circoscritto, dunque sotto controllo, come del resto hanno confermato il prefetto, il generale dei C.C. ed il questore. Il problema sicurezza comunque esiste su tutto il territorio nazionale e bisognerebbe chiederne conto al governo Berlusconi, che ne ha fatto un cavallo di battaglia elettorale.

D.: Si dice comunque che qualche agevolazione agli extracomunitari sia stata fatta ...

R.: Sfido chiunque, per restare sul tema, a denunciare alla Procura della Repubblica un solo caso di privilegio. La legge impone delle regole che sono state scrupolosamente rispettate. Le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari sono stilate da una commissione regionale presieduta da un giudice del tribunale. Il contributo di un milione è pura fantasia. Io, tuttavia, non assumerò mai gli atteggiamenti del Sindaco leghista di Treviso, Gentilini, che si diverte a mettere cocci e vetri taglienti sui muretti dove siedono abitualmente gli extracomunitari.

D.: Si attribuisce la causa di questa robusta immigrazione all’ansia di superare il limite fatidico dei 15 mila abitanti ...

R.: La popolazione immigrata, come in tutto il resto d’Italia, è arrivata per un flusso autonomo, dovuto a movimenti e logiche sovranazionali non arginabili, se non con i mezzi della razionalità e della solidarietà. La stragrande maggioranza di albanesi e nordafricani sono povera gente, venuta per lavorare nelle nostre fabbriche di ceramica e nelle ditte edili; sono venuti qui per avere possibilità che il loro paese di origine, evidentemente, non gli offre. Questo non esclude che in mezzo possono esserci delinquenti e criminali. E’ accaduto in tutte le grandi migrazioni. Il sottoscritto non ha svolto alcun ruolo. Se una responsabilità mi si può ascrivere, è di aver creato le condizioni per lo sviluppo di un’economia talmente cresciuta che non riesce più a soddisfare le offerte di lavoro delle aziende con lavoratori del posto e deve rivolgersi all’immigrazione extracomunitaria, e non solo, da cui tutti, sottolineo tutti, traggono vantaggi. Ma di questo vado orgoglioso.

D.: Riprendiamo l’argomento comprensoriale. In questi ultimi tempi i temi del confronto sono stati scuola e sanità. Quali sono stati i risultati?

R.: Se manca, un progetto, un programma vero per il comprensorio, gli argomenti sono oggetto, purtroppo, di una discussione settoriale e municipalizzata, ragion per cui è più facile, perdendo di vista il contesto di una collaborazione globale, scontrarsi, specie con Gubbio, su questioni particolari. Per quanto riguarda la sanità, è chiaro che il ritardo dell'Inail nell'approvazione del progetto dell'ospedale unico ha di fatto messo ancora di più in crisi soprattutto l'ospedale di Gubbio e gli stessi eugubini, che hanno mostrato una certa chiusura, costringendo Gualdo a rivolgersi sempre di più a Foligno. Mi spiego meglio: con la Asl di Foligno l'ospedale Calai ha un ruolo ed è inserito in un programma aziendale soddisfacente. Con Gubbio non c'è un'intesa di integrazione, e manca una linea della Asl n. 1 per l'ospedale Calai, che in questo momento è visto come una "riserva" dell'ospedale eugubino, da prosciugare e utilizzare a vantaggio di Gubbio. Si tratta di un grave errore, perché due mezzi ospedali non danno la garanzia che quello di Branca sarà un ospedale di qualità e di livello. Bisogna mantenere e potenziare quello di cui disponiamo sia a Gubbio che a Gualdo Tadino (per esempio a Gubbio l'emergenza, a Gualdo la cardiologia). Le professionalità acquisite dal personale medico e paramedico devono essere nel frattempo potenziate, non mortificate.

La scuola è un altro esempio concreto che senza un programma di sviluppo il comprensorio non ha un grande futuro. Due licei identici nel giro di venti chilometri fanno decadere la capacità di offerta, abbassano il livello qualitativo, mentre si dovrebbe puntare alla specializzazione scolastica, che non può che generare vantaggi per la formazione degli studenti e per la professionalità del corpo insegnante.

D.: Se le realizzazioni in atto vanno in porto senza intralci fra 4 o 5 anni saranno pronte le infrastrutture viarie (Flaminia, Perugia-Ancona, Osteria del Gatto-Gubbio). Cosa significherebbe nel rapporto fra le due città?

R.: A lavori finiti fra 2 o 3 anni per raggiungere Gubbio ci vorranno 10 minuti. E' ovvio che la facilità dei collegamenti avvicina le città del comprensorio e alimenta il nostro contatto, ma non solo. Soprattutto la trasversalità interregionale della rete viaria - la Perugia-Ancona, la nuova Flaminia, la Osteria del Gatto-Gubbio - fa di questo territorio uno snodo centrale, che offre potenzialità di sviluppo interessanti sia in ambito industriale, sia rispetto all'incremento del turismo. A questo si aggiunge l'ospedale unico, un altro fattore primario in una futura politica di sviluppo del territorio. Penso poi al progetto di una nuova stazione ferroviaria baricentrica, che potrebbe avere una funzione determinante in un disegno comprensoriale di modernizzazione e sviluppo.

D.: Quali possibilità di collaborazione ci sono nell’ambito dei servizi comunali (Acqua, smaltimento rifiuti, etc ...)?

R.: Con Fossato il risultato è già acquisito. Siamo, poi, nella stessa Ato con Gubbio. Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, invece, con l'amministrazione eugubina non c'è ancora un accordo. Questa mancanza di intese su questo specifico punto costituisce uno svantaggio, poiché sarebbe interesse di tutti e due i comuni trovare una forma di collaborazione, ipotizzabile anche mediante l'impiego della nostra società, la Esa.

D.: Con lo sviluppo della zona industriale di Fossato, l’area industriale gualdese si è allungata verso Gubbio. Quali sono le possibilità di collaborazione sui temi dello sviluppo economico?

R.: In relazione soprattutto alla prospettiva dello sviluppo della rete viaria, è chiaro che non si potrà più programmare un'azione politico-amministrativa in forma locale e particolaristica, ma saremo obbligati a forme di collaborazione e cooperazione, che passeranno anche attraverso l'elaborazione e l'adozione comune di strumenti urbanistici e progetti di pianificazione delle aree industriali. Appare, inoltre, evidente che l'omogeneità del territorio consentirebbe forme di collaborazione sul turismo, fonte economica prevalente per Gubbio, che si potrebbe coniugare ottimamente con la capacità gualdese di una produzione artigianale di alto livello. Il connubio fra turismo e artigianato di qualità potrebbe essere una linea direttiva di grande interesse e ampia potenzialità.

D.: Che ruolo ha Fabriano per queste nostre realtà?

R.: Fabriano ha un ruolo evidente. L'azienda Merloni è fabrianese e altre aziende del territorio hanno il proprio centro direzionale a Fabriano, realtà, come è noto, che gode della massima occupazione. Vanno, dunque, agevolate tutte le forme di confronto con questa città, e va tenuto conto, nell'impostazione dei piani economici e urbanistici del nostro territorio, della possibile canalizzazione di investimenti provenienti da Fabriano, che è sempre possibile se esistono condizioni favorevoli. In più, con Fabriano è possibile instaurare anche rapporti di tipo culturale, rispetto ad una molteplicità di iniziative.

D.: Che cosa ne pensi della classe politica e delle leaderships locali?

R.: Non credo di dover stilare pagelle. Per quanto riguarda la maggioranza, posso dire che è con il contributo positivo di tutti che si sta portando a compimento il programma e i suoi principali obiettivi. Riguardo il centro destra, non mi pare che abbia espresso idee o progetti. Gli esponenti dell'opposizione si sono limitati a cavalcare polemiche, spesso pretestuose, e a rumoreggiare nel tentativo vano, di raccogliere improbabili consensi. Per quanto mi riguarda non intendo ricandidarmi a sindaco, se la legge lo permettesse. Non intendo neppure rientrare in consiglio comunale. Ciò non significa, naturalmente, che mi ritirerò a vita privata.

Ottavio Giombetti

 

Ospedale unico, scuola, viabilità, acquedotti, nettezza urbana, sviluppo economico ed anche stazione unica - La situazione della sicurezza è sotto controllo, tantoché gli autori dei due delitti sono stati presi subito - Sull'immigrazione sono state dette calunnie e falsità - Comunque vada, non mi ricandiderò per la terza volta nemmeno a consigliere comunale.

Ricandidarsi a sindaco

IL PESCE D'APRILE DEL 3° MANDATO

Uno scherzo giornalistico mette a soqquadro la politica locale

Il pesce d'aprile del terzo mandato

La notizia è arrivata quando nessuno o pochi ci pensavano: il 2 aprile un giornale regionale ha pubblicato la notizia che la Camera dei Deputati avrebbe approvato un disegno di legge che consentirebbe la ricandidatura a sindaco anche per la terza volta consecutiva.

La notizia è stata presa subito sul serio in certi ambienti politici locali dove sono già cominciati i giochi in vista delle amministrative, che avrebbero avuto il terreno sgombro da uno dei motivi di contrasto, prima che la bufala si sgonfiasse. Intanto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 aprile il decreto dell'ISTAT n. 81 che ufficializza i dati del censimento della popolazione.

Con la pubblicazione del decreto il comune di Gualdo Tadino ha superato anche ufficialmente i 15.000 abitanti per cui, fin dalle prossime elezioni amministrative, se ne registreranno le conseguenze per i prossimi dieci anni, anche se la popolazione nel frattempo dovesse diminuire: aumento del numero di consiglieri da eleggere da 20 a 30, sistema di votazione in due turni con ballottaggio fra i due candidati a sindaco che riportano il maggior numero di voti (il ballottaggio sarà evitato soltanto se uno dei candidati raccoglierà il 50% più uno dei consensi alla prima tornata).

 

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