L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 6 aprile 2003

OPINIONI

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Lettera aperta a Oriana Fallaci

In merito al suo articolo, comparso sul "Corriere della Sera" del 14 marzo, dove Lei si fa paladina, novella Giovanna d'Arco, dell'intervento armato contro l'Iraq, elencando ragioni più o meno valide, vorrei dire la mia, certamente da un gradino molto più basso di quello che Lei ha giustamente conquistato nel corso della sua lunga carriera giornalistica.

Lei, gentile signora, nel suo articolo "La rabbia, l'orgoglio e il dubbio", plaude all'intervento armato nel Golfo Persico definendolo "non una guerra di liberazione, ma una guerra politica, a sangue freddo, per rispondere alla guerra santa dichiarata dai nemici dell'Occidente". E allora, adesso che la guerra che Lei riteneva giusta, necessaria e tardiva ha fatto le sue vittime, si sarà messa il cuore in pace e si calmerà ancora di più al pensiero che tutti gli sforzi diplomatici del Mondo intero non siano andati a buon fine.

Lei, signora, vede dappertutto nemici di Bush: in Europa, in Italia, persino in Vaticano nella persona del Papa (che, dica la verità, le piacerebbe vedere con l'elmetto in testa) come se ci fosse una coalizione ed il mondo fosse oscurato da fosche tinte antiamericane. E questo, se lo lasci dire, è certamente falso.

Tutti abbiamo pianto le vittime dell'11 Settembre e tutti, presi da quell'evento abbiamo sottolineato la giustezza della ragione del governo americano per la risposta in Afganistan, ma da qui a far guerra al mondo intero ce ne corre, cara signora. Perché non attacchiamo anche la Corea, visto che ha dichiarato di avere armi di distruzione di massa? Perché non facciamo una guerricciola alla Cina o alla Russia che ha già dimenticato di aver firmato un trattato di non proliferazione di armi nucleari solo pochi giorni fà?

Parlando di guerra, cara signora, si parla di morti e non è Lei che ci deve ricordare che gli Americani, venendo in nostro aiuto, nell'ultima guerra mondiale, hanno lasciato, sul terreno centinaia di migliaia di morti, insieme però a quelli di tutte le nazioni belligeranti. Di questo non possiamo che essergliene grati per l'eternità, ma è proprio perché non si ripeta una tale ecatombe, da una parte e dall'altra, che ci si deve ricordare dell'assoluta inutilità della guerra.

Lei li ha certamente visti quei cimiteri in quelle località che cita: e allora non può non sapere che vicino a quei cimiteri ce ne sono altri che, forse, Lei non ha visitato e che accolgono i resti dei soldati tedeschi, italiani, scozzesi, inglesi, ebrei, a volte affiancati insieme, perché la Morte non ha bandiere e, sotto un metro di terra, unisce tutti in un unico destino ed un solo pianto.

E questi cimiteri, cara signora, non Le insegnano niente? Questi cimiteri, nel loro profondo silenzio, gridano, urlano, tutti i giorni, a tutte le ore, e c'è chi, come Lei, da lì senta solo un richiamo di guerra e chi, come me e tanti altri, un monito alla pace. No, non l'abbiamo dimenticati quei morti, signora Fallaci; la verità è che non vorremmo vedere il proliferare di altri cimiteri, pieni di giovani corpi martoriati, siano essi americani, inglesi, italiani o iracheni.

Lei ha detto che l'America ha molti nemici, secondo me il peggior nemico di Bush è proprio Bush, specialmente se, come pure Lei sospetta nelle sue ipotesi, questa guerra viene anche fatta per vendicare il padre che non poté finire l'opera intrapresa nella guerra del golfo nel 1991.

Sono convinto che una delle ragioni sia anche questa, ma voglia il cielo che non sia la più forte per il verificarsi di un conflitto, altrimenti si cadrebbe davvero nel ridicolo e tutti ne dovremo rispondere, se non al nostro Dio, come predica il Papa, almeno ai nostri figli ed alla storia.

Pochi vogliono la guerra, la maggior parte dei cittadini si schiera per la pace, ne sventola le bandiere e si butta dalla parte dei disobbedienti, tanto che ho i miei dubbi che, in una ipotetica votazione elettorale, l'attuale Governo manterrebbe la maggioranza e Lei non può dire, cara signora, che questi sono tutti dalla parte del torto, perché gelosi, invidiosi e pieni di livore per quel Paese.

Bisognerebbe, quando Lei pensa che tutti gli orologi vanno male e solo il suo segna l'ora giusta, dare una controllatina anche al suo ... forse potrebbe essere quello veramente guasto.

Carlo Biscontini

 

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