L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| CULTURA |
Lorigine delle attuali Università degli Studi risale ad epoca ben lontana. Scuole di elevato livello culturale esistevano già nellantichità classica, ma solamente nel tardo medioevo si gettarono le prime basi sulle quali si svilupperà quel complesso apparato organizzativo e strutturale che a tuttoggi sovrintende alla gestione burocratica e didattica del più alto grado di istruzione riconosciuto. Vocaboli quali "rettore" o "matricola" furono foggiati proprio allora e come allora identificano soggetti rimasti immutati ed immutabili nei secoli. Fu Bologna la sede primigenia dove si sviluppò luniversità moderna e questo suo primato le fece meritare il prestigioso titolo di "città dotta". Infatti nessunaltra scuola di pari o più antica origine, si pensi ad esempio alla scuola medica salernitana, arrivò mai a dotarsi di strutture assimilabili in qualche modo a quelle universitarie. Si ritiene, quasi unanimemente, che tutto ebbe inizio nel secolo XII, quando un celebre giurista di nome Irnerio prese ad impartire lezioni private ad alcuni giovani desiderosi di apprendere i principali canoni del diritto romano. Luogo di studio era la casa del maestro ove gli allievi, qualificati con lappellativo di "uditori", si limitavano ad ascoltare il docente mentre leggeva e commentava antichi testi come i "Digesta, le Institutiones" ed il "Codex repetitae praelectionis", parti fondamentali di quella grande opera voluta da Giustiniano e passata alla storia come "Corpus Iuris Civilis". Alla morte di Irnerio alcuni suoi fedeli allievi vollero continuare lopera del loro caro istitutore e furono gli artefici della costituzione di altre "scholae". Si chiamavano Bulgaro, Martino, Jacopo e Ugo e passarono alla storia come i "quattro dottori". I loro nomi raggiunsero una celebrità tale da indurre lo stesso Imperatore Federico Barbarossa a volerli incontrare per domandare loro quali "iura regalia" fossero di spettanza della corona imperiale. In merito alle prime "scholae" va detto che una sorta di convenzione regolava il rapporto tra il professore e gli studenti: il primo che si obbligava ad impartire ai secondi le proprie conoscenze giuridiche in cambio di un compenso denominato "collecta". Linsegnante prendeva il nome di "domino" mentre linsieme degli studenti, detti anche "socii", costituiva una "comitiva". Per tutto il XII secolo e parte del XIII il "dominus" controllava la preparazione dei suoi allievi attraverso colloqui quotidiani e non era previsto alcun esame finale per il conseguimento del primitivo dottorato. Anche il decorso degli studi non aveva una durata prestabilita essendo esclusivamente correlato alle possibilità economiche degli allievi. Soltanto con lincremento del numero degli studenti cominciò a consolidarsi la prassi che prevedeva, al termine degli studi, un colloquio pubblico, archetipo fondamentale della attuale discussione di una tesi di laurea. La prova doveva svolgersi quasi sicuramente in una chiesa, dato che occorreva un ambiente abbastanza capiente da ospitare i tanti studenti, professori, dignitari ecclesiastici e laici che, in misura sempre crescente, chiedevano di poter assistere alla singolare cerimonia; ed è importante sottolineare quella presenza di autorità civili e religiose a riprova del ritrovato valore del diritto in generale e di quello romano in particolare, quale fondamentale strumento di regolamentazione dei rapporti sociali e di organizzazione della vita politica ed amministrativa dei costituendi liberi comuni. Questa rinnovata attenzione per il diritto romano riportò in auge le sue complesse costruzioni giuridiche imperniate su fondamentali istituti quali "dominium", "possessio", "servitus", "obbligatio", "testamentum", "imperium", che Giustiniano volle immortalare come modelli eterni ed immutabili attraverso la ricerca semantica di una linearità, astrattezza e ripetibilità infinita, espressione autentica di quelle geniali figure teoriche rimaste troppo a lungo dimenticate o patrimonio esclusivo di pochi fortunati dotti. Intanto, col passare dei decenni gli studenti aumentarono ancora di numero, provenendo ormai da ogni parte della penisola italica, per non dire da ogni angolo dEuropa. A poco a poco incominciarono a raggrupparsi nelle cosiddette "nationes" a seconda della loro etnia ed in base a comunanza di lingua, usi, costumi. Infine ogni natio si diede un capo denominato "rector". Saranno proprio queste nuove entità studentesche a promuovere, con intese e trattative, la nascita della prima "universitas scholarium". Nei primi decenni del XIII secolo sono già attive due distinte universitates: quella degli "ultramontanorum", ossia degli studenti provenienti doltre Alpe e quella dei "citramontanorum", costituita dai giovani delle regioni italiche. Altre importanti università nasceranno poi in varie città dItalia ed il fenomeno si estenderà rapidamente alle principali capitali europee. Importanti scuole di diritto fioriranno nella Francia meridionale ed in particolare a Montpellier, perla culturale della bassa Linguadoca e prestigiosa sede di una celebre università di medicina.
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La nascita delle università |