L'ECO del Serrasanta

 

N. 7 - 6 aprile 2003

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Letture

Le fiabe di nonna Mirella

Pisellino

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Pisellino? Voi bambini direte: "Chi sarà questo Pisellino? Non sarà mica uno di quei piselli che si mangiano?" No, Pisellino era un bambino di cinque anni, un poco cicciotello, la faccetta tonda tonda e piena di lentiggini, con le pappe rosse, sempre colorito. Era un bambino dolce e grazioso ma aveva un grande difetto che era la disperazione della mamma e del babbo. Pisellino non voleva mai dormire, né di giorno né di notte, per lui dormire era come perdere tempo!

La mamma lo chiamava ripetutamente: "Pisellino, vieni che è ora della nanna!" Ma lui, niente, non voleva nemmeno sentire la parola nanna. Sua madre gli contava le pecorelle gli cantava canzoncine e raccontava delle favole noiosissime, ma non c’era verso che Pisellino si addormentasse. La mamma era distrutta e faceva anche fatica a restare in piedi. Un giorno, d’accordo con suo marito, decisero di portare Pisellino dal mago Zelindo. Mamma e figlio si incamminarono di mattino presto perché il mago viveva lontano in una casetta in mezzo al bosco.

Quando arrivarono bussarono alla porta, sentirono una voce cavernosa rispondere: "Entrate, vi stavo aspettando". Quando Pisellino vide quell’uomo alto, con un lungo cappello in testa ed un largo vestito, con le scarpe nere con le punte rivolte all' insù, una bella barba lunga e bianca come la neve, potete immaginare la sorpresa e lo spavento. Il mago Zelindo lo tranquillizzò. Gentilmente disse loro di sedersi e chiese alla mamma il motivo per cui erano venuti da lui. La signora, disperata e piangente, raccontò al mago ciò che accadeva con Pisellino.

Il mago Zelindo non si meravigliò di ciò che raccontava la signora, fece un infuso con camomilla, biancospino e tante altre erbe raccolte nel bosco. Fece bere a Pisellino la pozione magica e poi disse: "Signora, io ho ascoltato con attenzione, ora voi dovete ascoltare me. Vi dovrete fermare qualche giorno qui così vi potrete riposare ed io penserò a Pisellino".

Il giorno dopo il mago chiamò Pisellino e gli disse: "Oggi faremo una bella passeggiata nel bosco". Detto fatto, partirono tenendosi per mano. Camminarono per i sentieri del bosco; ogni tanto si vedevano scoiattoli, apparivano uccelli strani, lucertole, gli alberi a volte sembravano tronchi attorcigliati fra loro. Il bambino sgranava gli occhi nel vedere tutte quelle cose che non era abituato e vedere e faceva delle domade alle quali il mago rispondeva con modi semplici. Camminarono e camminarono. Pisellino cominciava a sentire la stanchezza e pregò il mago di farlo riposare. Si sedettero sopra un tronco d’albero spezzato, fecero uno spuntino e poi il mago con dolcezza disse che era ora di rimettersi in cammino. Pisellino, sentite queste parole, cominciò a lamentarsi: "Oh, come mi fanno male i piedi e le gambe. Sono stanco. Voglio dormire!" Il mago Zelindo gli rispose: "Su, coraggio ... dobbiamo rifare la strada per ritornare a casa ". A fatica il bambino riuscì a camminare e quando vide da lontano la casetta del mago ne fu felice, corse dalla mamma che l’aspettava sull’uscio e le disse: "Mamma, sono stanco. Voglio andare a letto". Si addormentò e dormì per tre giorni di seguito.

Il mago Zelindo però non si dette per vinto e perciò al quarto giorno riportò il bambino a camminare nel bosco. Fecero tanta strada, camminarono sino al tramonto e quando arrivarono a casa era quasi buio. Il bambino stanco neanche mangiò, si mise subito a letto e dormì come un ghiro. La mamma era incredula nel vedere che il suo bambino, senza medicine e senza canzoncine e pecorelle, dormisse. Allora la mamma domadò al mago Zelindo: "Come avete fatto a guarire il mio bambino?". "Cara signora – rispose il mago – voi dovete ascoltare i miei consigli. Il bambino deve fare lunghe passeggiate, giocare con i bambini della sua età ai giardini, andare sull’altalena, giocare a nascondino, andare in bicicletta; non tenerlo sempre in casa da solo ad annoiarsi". La mamma ringraziò il mago ed insieme a Pisellino se ne tornò a casa.

I saggi consigli del mago Zelindo furono preziosi perché Pisellino non si fece più pregare per andare a letto, stanco com’era alla sera! Felice fu suo padre, ma più di tutti sua madre perché anche lei poté finalmente fare dei sonni tranquilli.

Mirella Ragni - nonnamirella28@libero.it - http://digilander.iol.it/nonnamirella28/

 

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