L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 6 - 23 marzo 2003

RICORDO

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Ulisse e Giuseppe Ribustini, pittori

10ribustini.jpg (14135 byte)Faccio seguito a "Restaurata la cappella del Beato Angelo" dell'esimia Cinzia Tini (n. 3 de L'ECO); la notizia mi ha dato l'opportunità di ricordare ai (pochi) vecchi e di fare conoscere ai (molti) giovani gualdesi due illustri artisti, artefici dell'abbellimento e dell'arricchimento pittorico della nostra San Benedetto: Ulisse e Giuseppe Ribustini (zio e nipote).

Di origine marchigiana Ulisse nacque a Civitanova il 26 agosto 1852, mentre Giuseppe nacque a Perugia il 30 giugno 1877. Ulisse diventò cittadino di Perugia a 10 anni di età, quando suo padre vi si trasferì per lavoro. Dimorarono sempre nella loro piccola abitazione di Via della Viola,n.2,ove si spensero: Ulisse a novantadue anni di età il 16 giugno 1944, in un periodo storico un pò difficile, lo ricordo, per cui ci furono problemi anche per il trasporto al cimitero; Giuseppe, molto più giovane, morì il 18 novembre 1957, all'età di 80 anni. Furono perugini di sentimenti, quasi ... campanilisti.

Tutti e due si diplomarono presso l'Accademia delle Belle Arti di Perugia, ove tornarono poi da insegnanti: Ulisse dal 1898 al 1906 fu titolare della cattedra di Pittura e dal l908 al 1913 di Ornato.Furono due gentiluomini, anche se apparentemente fossero di aspetto severo, dal cuore d'oro, molto generosi. Non divennero mai ricchi, vissero nell'arte e per l'arte e sono da ricordare per la loro geniale personalità. Affermo ciò perché ho avuto l'onore di conoscerli fin da bambino, quando mi gratificavano con regaletti.

Le loro opere si trovano disseminate in molte chiese e in altrettanti palazzi in Umbria e fuori regione. In particolare Ulisse prodigò la sua arte, armonizzata da colori vari e spontanei, oltre che ai soggetti religiosi, anche a quelli storici e paesaggistici. Molto apprezzati dalla critica dell'epoca furono i "100 Bozzetti" con i quali illustrò i tre regni danteschi. Per tale impegnativo lavoro fu considerato tra i migliori illustratori della Divina Commedia e valorizzati fra gli artisti più validi del 1800. Ambedue si affezionarono talmente alla nostra Gualdo che vi scelsero le governanti, Nena e Nunziatina (mi sfugge il cognome), dalle quali, tutti e due celibi, furono assistiti fraternamente e fedelmente fine alla loro morte.

Quando Ulisse fu provato da problemi agli arti inferiori, tanto da rendergli difficoltosa la deambulazione e poi da quelli agli occhi, che lo condussero quasi alla totale cecità, infermità queste sopportate con rassegnazione, lasciò degno erede artistico il suo amato nipote Giuseppe.

Dopo ... Gualdo i due artisti mantennero amichevoli rapporti con mio padre, che considerarono il migliore allievo e le ultime lettere a lui indirizzate, "Sor Peppino" le faceva scrivere da una delle sue governanti, essendo stato provato anch'esso da disturbi agli occhi. L'ultima volta che gli andai a porgere i saluti di mio padre ed i miei ringraziamenti per il telegramma in occasione del mio matrimonio, nel lontano 1954 del secolo scorso, fu così felice che mi lasciò un simpatico gradito ricordo: un sue studio giovanile "Il pugilatore" del Canova, su cartoncino, in bianco e nero (ca.55x40) eseguito il 3 maggio 1903. Lo conservo con scrupolo. Sono certo che l'Opera più pregevole e comp1essa dei due Pittori si possa ammirare ne1la nostra bella Basilica Cattedrale.

L'eccezionalità della loro arte fu quella della "Pittura ad encausto" che è una pittura nella quale i colori sono stemperati con cera liquefatta e fissata con il fuoco. Ecco perché i colori sono ancora ben visibili, anche se un po' offuscati dal tempo, ma non...dalle candele che non venivano mai accese in vicinanza delle pitture. L'abside, il presbiterio, la navata, la vasta parete sopra il portone centrale, la cripta del Beato Angelo, la cappella del SS. Sacramento, con il disegno del suo altare di marmo bianco (realizzato poi dallo Scultore Prof. Siro Storelli e da suo padre Michele, marmista, nel 1928), il disegno del pulpito, il disegno del "trono episcopale" ligneo, costruito a Perugia, che, per il suo pregio di armonia, di luminosità e solennità, abbellì l'ampio presbiterio in "cornu epistulae" portano tutti la firma "Ribustini".

Mi si permetta una digressione a proposito del trono, di cui ebbi a parlare in un mio precedente scritto, riportando anche frammenti di una lunga lettera indirizzata a mio padre dal Prof. Ulisse, con la quale si preoccupava del suo trasporto a Gualdo Tadino (l) e dell'applicazione dell'oro zecchino, per la quale si affidava alla sola mano di Nicola. Purtroppo ... non c'è più. Fu eliminato con troppa ... zelante fretta ai tempi del "Concilio". E approfitto per proseguire con un altro inciso: la stessa sorte toccò, precedentemente, al monumentale "catafalco" che si issava nella navata centrale, in occasione di alcuni funerali: venne alienato dal successore, poco compianto, del sempre compianto mons. Antonio Ribacchi.

Ma ... è bene tornare al tema, perché forse ho troppo divagato! Intendo concludere queste modeste, ma non inutili memorie, esaltando il ricordo che i "Ribustini" vollero tramandare, ritraendo sulla già citata parete sovrastante il portone, alcuni benemeriti cittadini che furono protagonisti della vita religiosa gualdese. Mi riferisco al simpatico allegorico affresco che rappresenta "l'offerta della chiesa madre tadinate, rinnovata da vari restauri, all'Eterno Padre, da parte del vescovo diocesano". Vi sono raffigurati: S. E. mons. Nicola Cola, con due canonici e il caudatario Vittorugo Righi, seminarista, i canonici mons. Giuseppe Angeletti preposto, mons. Antonio Ribacchi, arcidiacono parroco e protonotario apostolico, Don Luigi Dolfi, Don Giuseppe Fazi, Don Angelo Delventura che fungevano da cantori, il sagrestano Nicola Lucarelli con la croce astile e i due ceroferari Antonio Schimberni (a sinistra) e Antonio Teodori (a destra).

Peccato che la parete riceva poca luce! Possiedo le fotografie, scattate nello stesso cortile dietro alla sagrestia, ove fu scattata la fotografia dei due Pittori, che servirono da "bozzetto" per la riproduzione.

Chiedo venia se sono stato troppo ... prolisso: penso che ogni tanto tuffarsi nel passato, possa piacere ai vecchi e non faccia male ai giovani.

Angelo Lucarelli

 

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