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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (52)
Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino Evitiamo che la vallata diventi una camera a gas Molto spesso, come dice il titolo della nostra rubrica, chi è appassionato di fenomeni meteorologici e climatici tende ad alzare lo sguardo verso il cielo, alla ricerca di nubi, fronti, avvezioni e quantaltro. In realtà, molti degli eventi che caratterizzano il clima si manifestano a pochi centimetri, al massimo a pochi metri da terra. Fra questi, ci sono quelle alterazioni della qualità dellaria che, in unione a fenomeni climatici del tutto naturali, possono compromettere in parte la qualità della nostra vita: uno di questi è linquinamento atmosferico che, specie nella stagione fredda, affligge molte città italiane. Ma non ci culliamo sugli allori: lo sviluppo della zona industriale di Gualdo Tadino, che è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, unitamente al volume di traffico notevole che deve sopportare unarteria come la Flaminia, potrebbero causare notevoli problemi in un futuro immediato. Già però ne esistono: se ne saranno accorti gli abitanti delle frazioni di Vaccara, Palazzo Mancinelli, Pian di Gualdo e, soprattutto, Categge, che non hanno mai visto tanto fumo, polveri e, talvolta smog, come questanno. Una posizione criticaLa posizione di gran parte del centro abitato di Gualdo e delle sue due zone industriali è difatti in un fondovalle piuttosto stretto: è la posizione ideale per creare una "camera a gas". Per capire il motivo, dobbiamo tirare fuori un concetto meteorologico che, lì per lì, può sembrare difficile ma che è in realtà talmente ovvio da essere conosciuto da tutti: linversione termica. Cosè linversione termica?Non è il sole a scaldare laria: almeno non direttamente. È la terra che, riscaldandosi, emette certe radiazioni (dette infrarosse) che vengono poi assorbite da certi gas contenuti nellaria e provocano il riscaldamento. Allo stesso modo, durante le notti serene, fa più freddo perché il terreno, continuando ad emettere radiazione infrarossa, si raffredda e finisce con raffreddare lo strato daria più vicino ad esso. Specialmente in inverno, ma in parte anche nelle fresche notti estive, si crea uno strato daria non più spesso di 100-200 metri più freddo dellaria soprastante. Che cosè successo? Si è invertita la normale tendenza dellaria a divenire più fredda man mano che si sale di quota. Tutti noi sappiamo, infatti, per esperienza che in montagna fa più freddo e più si sale di quota e più fa freddo. Quando, però, è bel tempo (perché cè un campo di alta pressione), questa tendenza si inverte: nelle vallate e sulle pianure, il primo strato di aria ha una temperatura che aumenta man mano che si sale di quota. È questo il motivo, ad esempio, per cui a Palazzo Mancinelli, di mattina, ci sono sempre 2 o 3°C di meno rispetto a Gualdo e fino a 4°C in meno rispetto a San Guido. Questo fenomeno, linversione termica, è una vera e propria gabbia per le sostanze inquinanti. Perché? Esperienze concreteProviamo ad immaginare una mattina fredda dinverno o di primavera, senza vento. Immaginate, ora, il fumo che esce da una ciminiera di una fabbrica. Ci sono 5°C. Il fumo, ovviamente, è più caldo dellaria circostante ed allora sale verticalmente verso lalto. Man mano che sale, si raffredda, sia perché entra a contatto con aria più fredda, sia perché si espande. Però, che succede? Visto che cè inversione termica, laria, man mano che si sale, aumenta di temperatura. Quindi, salendo, laria che contiene il fumo si raffredda, mentre laria circostante si riscalda. Ad un certo punto, laria contenente il fumo e quella circostante avranno la stessa temperatura ed allora, che succede? Il fumo non riesce più a salire e comincia ad espandersi orizzontalmente e si allarga, si allarga, si allarga, fino a raggiungere distanze notevoli, creando una sorta di "cappa" che staziona a 40-70 metri da terra. Lavrete notato molto spesso. Ecco quello che è successo, per gran parte del mese di febbraio, lungo tutta la zona industriale nord. Frazioni "affumicate"Visto che paesi come Palazzo e Vaccara, Genga e Categge si trovano dai 30 ai 70 metri sopra il livello della valle sottostante, hanno beccato in pieno, a seconda delle lievi brezze che spirano di notte, la "cappa" di fumo maleodorante che si allargava e se la sono ritrovata, sotto forma di polvere, sui balconi e sui davanzali, ma anche in casa, sopra i mobili e, come ovvio, dentro i polmoni. Per evidenziarla, basta esporre un lenzuolo bianco: vedrete di che colore diventa dopo neppure un paio di settimane. Ed è di scarsa consolazione che destate la situazione, apparentemente, migliori, perché i gas inquinanti, sotto lazione del sole estivo, possono favorire la comparsa di ozono - gas molto irritante - e le microparticelle solide (il famigerato PM10) risultano altamente cancerogene in ogni stagione. È ora di preoccuparsiOgni comune al di sopra dei 10.000 abitanti è obbligato per legge a dotarsi di centraline per il rilevamento dellinquinamento. Qualcuno le ha viste in giro? Non approfittiamo del fatto che molto spesso, a Gualdo, tira vento. Preoccupiamoci, piuttosto, dei sempre più lunghi periodi di tempo in cui, come abbiamo visto questanno, non tira
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Marzo pazzerello, esci col sole e prendi l'ombrello, recita un noto adagio della tradizione popolare. Marzo, quindi, mese imprevedibile, all'insegna della variabilità. Niente di più strano, allora, che, oltre che piovere, possa nevicare e far freddo, come è successo nei giorni fra il 13 e il 18: 20 cm di neve a Gualdo (a più riprese), 35-40 a Valsorda, dove si sono accumulati spessori di oltre un metro. Il clamore suscitato dall'evento sulla stampa regionale e nazionale ci sembra del tutto fuori luogo: che nevichi a marzo, infatti, anche se non è abituale, non è neppure eccezionale e i gualdesi lo sanno bene. Del resto, marzo è il quarto mese più freddo dell'anno. Più insolito lo sbalzo termico: dai 18°C del giorno 12 ai 2°C del giorno 15! Più difficile, ma non impossibile, che la neve giunga ad aprile, come ben sanno i figuranti della Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo, spesso costretti a sfilare seminudi sotto le raffiche di tramontana e i fiocchi di neve. Da ricordare l'eccezionale nevicata del 25 aprile 1997, quando a Valsorda caddero oltre 80 cm di neve in una sola notte. La neve a maggio è, sì, un evento raro, ma non del tutto irrealizzabile: nel 1999, a fine maggio, un'insolita tempesta di neve granulare imbiancò campi e tetti di Gualdo e mise in crisi il traffico lungo la Flaminia, con auto e camion intraversati. A giugno, la memoria d'uomo non ricorda nevicate a Gualdo, ma solo in alta montagna. Solo se nevicasse a luglio o ad agosto, credo, si dovrebbe urlare al prodigio; ma questo clima sempre più bizzarro dovrebbe presto sfatare anche queste certezze ...
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Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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