L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 6 - 23 marzo 2003

GUALDO TADINO

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La stagione di prosa al teatro Don Bosco ... quasi un bilancio

07fvaleri.jpg (21675 byte)La stagione di prosa, fortemente voluta dall’UniGualdo, che ne ha curato anche gli aspetti organizzativi, realizzata in collaborazione con il Comune, l’Ente Teatro Italiano (E.T.I.), il Teatro Stabile dell’Umbria, sta volgendo alla sua conclusione ed è quindi il momento di fare un bilancio dell’iniziativa culturale.

L’ultimo spettacolo, programmato per il 4 aprile, vedrà in scena la grande attrice Franca Valeri in "La vedova di Socrate". Si tratta di una novità assoluta e la Valeri, con la sua strepitosa ironia, interpreterà il ruolo della povera vedova che si sfoga su tutto quello che le hanno fatto passare gli amici del marito, una masnada di buoni a nulla, a cominciare da Platone.

Pur nelle difficoltà dovute alla novità dell’esperienza, è il primo anno che il Tetro Stabile dell’Umbria porta i suoi spettacoli a Gualdo Tadino, c’è piena soddisfazione tra i Gualdesi che, per alcuni spettacoli, hanno risposto alla grande: va ricordato il grande successo di pubblico fatto registrare dal "Recital" di Giobbe Covatta; altrettanto si può dire de "Il berretto a sonagli" di cui è stata apprezzata la scenografia, l’uso delle luci, la raffinatezza e l’originalità della sceneggiatura che ha riportato nel testo tracce linguistiche, immagini, simboli presenti nella versione in dialetto siciliano. L’"Amleto" al Teatro Morlacchi ha visto 116 spettatori gualdesi trasferirsi a Perugia, per l’occasione, con un autobus messo a disposizione del Comune e con mezzi propri. Il grande interesse del pubblico si è potuto costatare anche nello spettacolo "Stasera mi ha preso un blues", nuova produzione del Teatro Stabile dell’Umbria. Oltre agli spettacoli citati , non va dimenticata la grande qualità artistica de "Il mio nome è Caino" e de "Le serve".

Va sottolineata con soddisfazione la presenza di tanti giovani, molti dei quali alunni sia dell’Istituto di Istruzione Superiore R. Casimiri, sia del Liceo della Comunicazione dell’Istituto Bambin Gesù. Ciò vuol dire che un progetto culturale qualitativamente valido è in grado di attrarre un pubblico giovane e dà una risposta al bisogno di ridare slancio alla cultura nella nostra città.

Anche l’Amministrazione comunale, nella persona del sindaco, esprimendo la sua soddisfazione per il buon andamento della stagione di prosa, ha promesso un maggior impegno economico per le prossime stagioni.

Un grazie va rivolto all’UniGualdo, in particolare a Marcella Viventi e Fiorella Angeli, che ha ormai creato le condizioni perché l’attività teatrale diventi un appuntamento fisso. Occorre a questo punto non disperdere tutto questo interesse di pubblico che è stato costruito attorno a questa forma di comunicazione, utilizzata fin dall’antichità greca e romana come veicolo di cultura e le osservazioni che seguono vanno in tal senso.

Certamente l’opportunità di fare stagioni di prosa sempre più importanti sarà anche legata ai tempi di restauro del Teatro Talia e alla possibilità di avere spazi scenici più ampi di quelli che attualmente garantisce il Teatro Don Bosco. Gli spettacoli teatrali moderni fanno ormai ricorso a scenografie e ad effetti di luci particolari, forse sarebbe il caso di coinvolgere nella fase di restauro del Tetro Talia anche chi calca le scene tutti i giorni, l’offerta di consulenza gratuita offerta dal Tetro Stabile dell’Umbria dovrebbe essere presa al volo, senza alcun indugio. Le scelte organizzative non possono solo riguardare i tecnici: la decisione dell’amministrazione comunale di voler restituire alla città uno spazio per gli spettacoli teatrali, potrebbe assumere un maggiore spessore politico se il progetto venisse portato all’attenzione di tutta quella gente che, nella nostra città, non si accontenta più di essere semplice fruitore di cultura, ma si propone come vero e proprio animatore culturale in maniera spontanea e disinteressata.

 

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