L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| URBANISTICA |
Troppe? Poche? Troppo care o prezzi troppo bassi? Com'è il mercato immobiliare a Gualdo Tadino? A cinque anni di distanza dal terremoto, con la popolazione che ha superato i quindicimila abitanti, le case ristrutturate e molti appartamenti nuovi, è interessante tracciare un quadro di massima della situazione immobiliare nella nostra città, sia per quanto concerne gli affitti che la compravendita. Per avere un quadro di riferimento attendibile delle tendenze in atto, abbiamo interpellato la sig.ra Stefania Fumanti, dipendente della Tecnocasa. Il dato più rilevante che si riscontra in questo periodo è un rapporto drogato, una sproporzione tra il costo degli affitti e il valore degli immobili. Vale a dire che mentre le richieste di affitto in un certo periodo (oggi tendono a scendere leggermente anche se si mantengono su livelli molto elevati) si equivalevano a quello di città notoriamente più care come Perugia e Gubbio, il valore degli immobili è molto più basso rispetto a quello delle due città che abbiamo preso come punto di riferimento. Affitti cari quanto? Si va da un minimo di 300 euro per un bilocale a 5-600 euro per gli appartamenti più grandi. Perché un tale lievitazione dei prezzi? Il tutto è avvenuto dopo il terremoto. Le ditte costruttrici hanno avuto la necessità di avere disponibili molti posti letto e si sono sobbarcate anche prezzi elevati perché comunque risparmiavano rispetto ai costi che avrebbero dovuto fronteggiare ricorrendo agli alberghi. Inoltre c'è stato il contributo del comune per l'autonoma sistemazione per quanti hanno avuto la casa inagibile e non hanno scelto il container. La disponibilità dell'aiuto finanziario pubblico ha fatto sì che molti abbiano accettato di pagare anche prezzi esorbitanti pur di avere disponibile un appartamento. E la domanda com'è? Nonostante i prezzi elevati c'è ancora molta richiesta di appartamenti in affitto, domanda proveniente quasi esclusivamente da extracomunitari. E pare che una delle ragioni per le quali il proprietario non si accontenta del giusto sia proprio questa. Sembra che ci sia il timore che dare in affitto la casa ad uno straniero costituisca di per sé un certo rischio essendo gente sconosciuta. Ed allora la soglia molto alta finisce per operare una selezione a priori. Insomma, il proprietario ragiona in questi termini: "Meglio tenerlo vuoto che affittarlo ad un prezzo più contenuto a gente sconosciuta". Ma i rischi ci sono veramente? (quando parliamo di rischi ci riferiamo alla possibilità che l'affittuario non paghi regolarmente). Per Stefania Fumanti la risposta è negativa, o comunque non sono superiori a quelli di tante altre famiglie italiane: "Noi - dice - siamo in contatto diretto e continuo con l'Ufficio Immigrazione. Abbiamo un'esperienza positiva con marocchini, nigeriani, tunisini". E quelli che provengono di là dall'Adriatico? "I Macedoni hanno una serietà eccezionale. Gli Albanesi sono più puntigliosi, più esigenti. Ma anche con loro non ci risultano che esistano problemi". Gli stranieri, comunque, oggi generalmente tendono più ad acquistare la casa che a prenderla in affitto. E questo deriva sempre dal caro-affitti: "Fatti un po' di conti e con la facilità dell'acquisizione dei mutui a tassi molto bassi, hanno capito che è più facile pagare le rate del mutuo per l'acquisto dell'immobile che non quelle dell'affitto. E la maggior parte tende quindi ad acquistare". C'è quindi un mercato molto fiorente nel nostro comune e rispetto alla domanda c'è ancora poca offerta: "Troviamo più difficoltà a trovare gli immobili da vendere che non a vendere quelli disponibili" ci dice Stefania Fumanti. Anche se i prezzi, rispetto a due-tre anni fa, sono lievitati di circa il 10%. Un aumento, comunque, nemmeno tanto eccessivo se si considera che tre anni fa molti degli immobili erano ancora disastrati o ridotti, comunque, maluccio. Ma quanto costa oggi una casa a Gualdo? Parlando in vecchie lire, si va mediamente dal milione e 400/500 mila al mq per le case vecchie ristrutturate, al milione 800 mila/ due milioni 300 mila di quelle nuove. Ma ci sono molte variabili nella determinazione del prezzo di un immobile: la zona, il tipo di costruzione, la tipologia della costruzione, la disponibilità del garage. Uno degli elementi che determina l'aumento o la diminuzione del costo è l'ubicazione. Ci sono zone del comune di Gualdo dove le case costano pregiudizialmente di più ed altre dove costano pregiudizialmente di meno. I costi più elevati sono in viale Don Bosco, zona Cappuccini e via S. Marzio. In periferia si risparmia a Palazzo Mancinelli e Vaccara, mentre i prezzi sono più esosi a San Pellegrino (considerata come una zona residenziale) ed a Cerqueto, una frazione comoda, con molti servizi e praticamente unita alla città. Ed il centro storico? Non tira più: "In passato c'era una grossa richiesta per il Centro Storico, oggi non più. C'è più richiesta per l'immediata periferia" conferma Stefania Fumanti. I motivi? Più comodità (garage, parcheggi) e tipologia di case più consone alle esigenze attuali. Nel Centro Storico si trovano abitazioni generalmente su tre livelli e, dopo il terremoto, la gente vuole abitare a piano terra o, al massimo, al primo piano. I costi? Non ci sono delle grosse differenze e, quindi, a parità di costi, la gente preferisce uscire dalle mura. Un elemento di riflessione significativo a livello politico. Una delle strade obbligate per rivitalizzare il Centro Storico è riportare la gente ad abitarvi. E per riportare la gente entro le mura occorre fornire servizi (garage e parcheggi) ed invogliarla con agevolazioni di carattere finanziario affinché il ritorno entro il cuore della città vecchia costituisca un vero e proprio affare.
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Il mercato immobiliare a Gualdo Tadino Il mercato è molto movimentato soprattutto dagli stranieri - Zone più care e zone meno care - In fuga dal centro storico |