L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 6 - 23 marzo 2003

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L'inquinamento elettromagnetico

L'attualità dell'installazione di antenne per la telefonia mobile sabato 15 è stata oggetto di una iniziativa del Circolo della Margherita che ha organizzato un incontro su "Onde Elettromagnetiche: nuove tecnologie e inquinamento invisibile".

Vivere esposti alle emissioni di onde elettromagnetiche è un dato di fatto per tutti i cittadini; già da alcuni decenni chi più chi meno siamo esposti alle emissioni di elettrodotti, di strumentazioni mediche, di elettrodomestici, di antenne radio televisive, ma oggi lo siamo ancora di più per le antenne della telefonia mobile. Questa situazione rappresenta un vero rischio per la salute? Sempre? Solo in certe condizioni?

Ma allora i benefici effetti sui processi di guarigione di varie patologie, ottenute con la marconiterapia e la radarterapia che utilizzano le onde elettromagnetiche, sono anche accompagnati da danni alla salute? Oppure ciò non avviene perché l'esposizione è circoscritta ad alcune parti del corpo e limitata nel tempo? Cosa si deve pensare del caso, riportato da alcune riviste, del neurologo di Baltimora che ha citato per danni una casa produttrice di cellulari perché colpito da un tumore all'orecchio al quale da 6 anni appoggiava il suo telofonino? Si è trattato di pura coincidenza oppure?

Molti organismi internazionali già da anni hanno cercato di individuare una relazione - di causa - effetto tra esposizione alle onde elettromagnetiche e sviluppo di tumori o leucemie senza giungere a conclusioni scientificamente valide; c'è da rilevare tuttavia che non si è pervenuti nemmeno alla conclusione che tale emissioni siano innocue. Dobbiamo quindi accettare il principio che l'esposizione alle onde elettromagnetiche è un rischio? Ed allora cosa si sta facendo e cosa si può ancora fare per ridurlo al minimo?

A queste domande hanno tentato di dare una risposta Monica Bellucci dell'ARPA regionale, Maila Strappini dell'Università di Perugia, Luciano Meccoli e Maurizio Conticelli de "La Margherita" in un dibattito coordinato da Giovanni Carlotti.

 

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