L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 6 - 23 marzo 2003

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L'encomio alle forze dell'ordine

In apertura di questo numero è doverosa una precisazione su quello che, nel precedente, può essere stato considerato un "buco" giornalistico, cioè una notizia mancata. Questo giornale non è un quotidiano e per le sue caratteristiche ha tempi di lavorazione lunghi, che non consentono di riportare le notizie con la tempestività cui ci hanno abituato i mezzi informatici.

Sulla prima pagina, a conclusione dell’articolo "Dino Fimati, orrendo delitto", si legge "al momento di andare in stampa apprendiamo che sono stati arrestati due albanesi, ritenuti responsabili dell’omicidio"; due righe dettate per telefono in tipografia.

Nei giorni seguenti, "dai mezzi di informazione" e senza alcun comunicato ufficiale, si è appreso di altri arresti, della individuazione dei responsabili dell’omicidio, dell’encomio che i comandi dell’arma dei Carabinieri hanno espresso nei confronti del comandante maresciallo Paolo Rinaldi e degli uomini della stazione locale, per la efficienza dimostrata, come era già accaduto per il precedente omicidio; un riconoscimento al quale ci associamo, non per atto di piaggeria, ma come doveroso riconoscimento di una efficienza che è doveroso mettere in evidenza. Purtroppo la mancata pubblicazione di queste notizie da parte nostra è dipesa solo dai motivi in premessa e ne siamo rammaricati, per non aver dato a "Cesare quello che è di Cesare", ma soprattutto perché la nostra informazione può essere apparsa incompleta ed insufficiente. Ciò detto tuttavia, non possiamo che confermare la nostra opinione sulla inadeguatezza delle forze di pubblica sicurezza su un territorio che, privato di una sua identità per il calcolo politico di una sua spartizione fra Gubbio e Foligno, ha finito per risultare marginale ad entrambe, con il risultato di un innegabile radicamento della malavita e che "non importa cosa succede in questi piccoli centri".

La pubblica opinione reclama sicurezza, che non è garantita dalla tempestività con cui vengono arrestati certi malfattori, ma da un’opera di prevenzione che i fatti hanno dimostrato non sufficiente, in una realtà caratterizzata da aumento demografico, da flussi immigratori legati alla ricostruzione ed alla imprenditoria fabrianese che ci ha portato la piena occupazione in casa, e ad altri fatti cui è facile collegare la malavita; fatti a fronte dei quali è necessario prevenire non solo reprimere.

 

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