L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 9 marzo 2003

FOSSATO DI VICO

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San Benedetto:

struttura ricettiva di qualità?

Alla fine dello scorso anno il consiglio comunale ha approvato un piano attuativo di recupero in variante che comprende la sistemazione urbanistica dell’area di San Benedetto. E’questo il primo segnale che forse veramente il complesso storico-religioso di San Benedetto verrà ristrutturato e recuperato al servizio ed alle attività del Centro Storico. Il "forse" dipende dal fatto che ancora non si è mosso nulla, nonostante che, circa un anno fa, l’Istituto Diocesano per il sostentamento del Clero che ne è il proprietario ha firmato una convenzione con due imprenditori locali per adibire il complesso ad albergo-ristorante, una funzione ricettiva e di ristoro, che potrebbe costituire un elemento di rilancio e rivitalizzazione per il Centro Storico.

La convenzione prevede un contratto gratuito di sei anni, tacitamente rinnovabile per altri dodici anni, a sconto dei lavori di ristrutturazione che verranno effettuati sulla struttura. Di recente la pratica naviga presso la Soprintendenza per la verifica della fattibilità, in quanto l’edificio è vincolato ai sensi della legge 490.

In questo periodo si è molto parlato della destinazione d’uso dell’edificio e molte critiche sono piovute alla diocesi da parte dei cittadini e dei fedeli per la scelta e l’alienazione del bene; ma ormai è di lunga data la polemica sull’uso dell’edificio, ristrutturato nella parte originale e notevolmente ampliato negli anni 50/60 con i cantieri dello stato, sembrava allora, per farne un pensionato per anziani.

Questa destinazione non è mai stata presa in considerazione, suscitando i malumori della gente, per il fatto che il complesso è stato destinato per corsi e scopi spirituali, con un utilizzo parziale e molto limitato. Oggi con questa nuova operazione, per noi molto soddisfacente se ben congegnata, si avvia un’attività di buona prospettiva e di grande utilità per l’economia e la valorizzazione del Centro Storico.

L’edificio infatti ha una valenza storica e degli spazi sufficienti per una iniziativa di qualità e se fosse professionalmente ristrutturato, come tanti esempi se ne vedono in giro, con un progetto di riqualificazione storico-architettonica e vi si installasse un’attività mirata alla cucina ed al soggiorno di livello potrebbe competere nella sua nicchia con i complessi ricettivi eugubini che vanno per la maggiore. Tanto per intenderci un albergo-ristorante a 4/5 stelle.

Dalle voci non sembra che gli obiettivi siano questi. Certo l’investimento sarebbe molto oneroso, ma dalle nostre parti ora è sempre più frequente incontrare imprenditori, rappresentanti, uomini d’affari italiani e stranieri in visita alla nostra splendida realtà industriale, che richiedono servizi di pernottamento e ristoro di lusso e sono dirottati a Gubbio dove questo tipo di offerta è soddisfacente. Dall’altra parte la domanda da porsi è: reggerebbe una struttura di media qualità, messa in concorrenza con altre che hanno accessi stradali e zone di frequentazione sicuramente più agevoli? Comunque se gli intenti del recupero fossero indirizzati nel senso della qualità avremmo soddisfatto la necessità della presenza di strutture di livello nel Centro storico e l’offerta di un servizio e di una attività economica di lungo respiro.

Il complesso di San Benedetto infatti è un vecchio monastero due/trecentesco con una Chiesa abbaziale, dove spiccano elementi architettonici ed affreschi di buon pregio che lo hanno fatto classificare monumento nazionale. La ristrutturazione del complesso è comunque soltanto una parte del recupero storico-urbanistico dell’intera area particolarmente degradata, che attualmente è interessata da un intervento di restauro tramite il P.I.R. delle "Rughe" con i fondi del terremoto e che si trova nelle immediate adiacenze delle mura urbiche.

In passato era molto frequentata perché rappresentava l’accesso principale al castello, con un trivio, un ospedale per i pellegrini ed una chiesetta che sono stati demoliti perché in pessime condizioni. Negli anni scorsi è avvenuto un primo riutilizzo dell’area con la costruzione di garages e nella parte superiore di un ampio spazio pubblico - anche se l’intervento non è proprio il massimo della correttezza stilistica - ora si dovrebbe procedere al restauro delle opere murarie, all’ampliamento e completamento della strada, alla sistemazione degli accessi, alla costruzione dei parcheggi ed alla realizzazione di spazi da adibire a verde pubblico.

Il sindaco Monacelli ritiene l’intera operazione "fondamentale per lo sviluppo del centro storico, che necessita di strutture produttive e ricettive. Questa iniziativa – dice - si colloca nel quadro delle sinergie fra pubblico e privato con il risultato del recupero urbanistico di parti in degrado e la realizzazione di nuove attività che generano occupazione in un contesto economicamente e socialmente depresso".

Ottavio Giombetti

 

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Ripristino e sistemazione urbanistica del complesso storico-religioso

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