L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 9 marzo 2003

COSTUME & SOCIETA'

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Noi e la TV

di Carlo Biscontini

Leggevo, un po' di giorni fà, che la nostra televisione è agli ultimi posti, per quanto riguarda il palinsesto, di una ipotetica classifica europea secondo il parere espresso da vari giornalisti esteri nei loro quotidiani. Apriti cielo ... subito i responsabili dei programmi delle varie reti si sono messi a controbattere, con argomenti più o meno validi questa sentenza e a denigrare la programmazione di questa o quella rete o canale che, secondo loro, poteva essere alla base del convincimento di quei giornalisti stranieri.

Non ho l'abitudine di guardare molto la tv, fatta eccezione per gli eventi sportivi e per il telegiornale che seguo quotidianamente, visti i tempi che viviamo e quelli che ci aspettano, ma se è vero, come è vero, che milioni d'italiani, la domenica non hanno niente di meglio da fare che vedere un Maurizio Costanzo, sulle reti Mediaset, sempre uguale a se stesso che propone sempre gli stessi ospiti, gli stessi giochini, con, infine, un' Alba Parietti che invece di porsi per quello di cui il Padreterno l'ha fornita, fa l'opinionista insieme a D'Agostino o Platinette ed una Mara Venier, in rete Rai contornata sempre dagli stessi ospiti e giochini più o meno d'azzardo che, ancora, alla sua età, si preoccupa se Giucas Casella, con i suoi esperimenti "a rischio", ce la farà a sopravvivere o a renderci incolume un Paolo Villaggio, sbattuto di qua e di là, beh, devo dire, che, forse, quei giornalisti tutti i torti non ce l'hanno.

Evidentemente ai più, questi programmi d'evasione piacciono, se, dopo circa vent'anni, ancora ce li propongono e continueranno a farceli vedere, anche per i prossimi venti, perché l'audience resta alta. Mi dicono che, in questi giorni, è tornato "il grande fratello" per il terzo anno consecutivo, che attrae, sul canale dove è programmato, milioni di telespettatori a serata che hanno l'opportunità di assistere a ciò che si svolge in una casa, dove per settimane, rinchiudono dei giovani che saranno poi spiati da telecamere messe dappertutto. Ammetto che l'idea possa anche essere buona se le immagini non fossero condite da parolacce di ogni genere e da atti che, fatti in pubblico, non sono il non plus ultra dell'educazione per i nostri ragazzi che poi saranno tentati di imitare questi nuovi idoli, creati ad arte.

Nei pomeriggi feriali sono relegati parecchi programmi culturali e le cose migliorano un po', ma ahimé, il problema è sempre "l'audience" che è insufficiente per poter cambiare la loro collocazione ed i loro orari ed allora restano confinati insieme ad altri programmi d'evasione, che prevedono la partecipazione del pubblico protagonista che si erge ad arbitro sui problemi dei singoli, delle coppie o addirittura della società.

Mi scuserete se io penso sempre ai nostri ragazzi, che, seguendo quelle trasmissioni, non potranno che avere delle linee guida di comportamento molto approssimative, viste le false indicazioni che certi programmi portano nelle nostre case quotidianamente, intercalati da quello che per la tv è un male necessario: la pubblicità.

E qui va fatto un "distinguo". Parlando di pubblicità, ve ne sono alcune indubbiamente intelligenti e gradevoli a vedersi, ma altre, purtroppo, che lasciano l'amaro in bocca per i mezzi che usano per reclamizzare un prodotto a danno spesso degli spettatori più piccoli che poi sono quelli più indifesi e quindi più facilmente suggestionabili da questo o quel personaggio famoso, interprete dello spot e quindi, secondo loro, giustificabili, se, per ottenere una cosa, usano gli stessi mezzi dell'attore in questione.

La tv è un'arma potentissima e chi è preposto alla sua programmazione lo sa ... e allora facciamoci furbi. di gente che segue la tv, dalla mattina alla sera, ce n'è tanta: basta pensare agli anziani, cui può far compagnia solo il rumore dell'apparecchio, le casalinghe, i malati negli ospedali, il televisore costantemente acceso nei bar, negli esercizi pubblici, i pensionati e tanti altri che, insieme a noi, fanno "audience" e purtroppo l'audience è padrona del sistema. Dalla rilevazione dei dati risulta che il programma è seguito? Allora il programma resta per anni. c'è un calo di presenze? il programma viene cancellato. L'arma a nostra disposizione è il telecomando. Se i programmi restano per decenni invariati, la colpa è soprattutto nostra che non cambiamo canale o addirittura non spegniamo il televisore ed andiamo a fare una passeggiata con i nostri figli. Ci guadagneremmo in salute e non ci faremo riempire il cervello da quel diabolico apparecchio che si chiama televisore che condiziona, volenti o nolenti la nostra vita e le nostre abitudini, se ancora ce ne resta qualcuna.

Il brutto e che noi, purtroppo ... glielo consentiamo, anzi ... ci paghiamo sopra un canone.

 

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