L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 9 marzo 2003

GUALDESITA'

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Luoghi di culto per islamici e copti

di Antonio Campioni

Novità in vista in campo religioso a Gualdo Tadino, una specie di minirivoluzione che riguarda la presenza di luoghi di culto in città. Il sindaco ha ricevuto due richieste che riguardano l'apertura di nuovi luoghi di preghiera e di incontro. Le due richieste sono state presentate, alcuni giorni or sono, da islamici e copti.

Il responsabile del centro culturale islamico Hedi Kirat ha presentato una specifica richiesta per ottenere un luogo di aggregazione culturale e religioso, una sorta di moschea. E' intenzione degli islamici infatti di abbandonare la loro sede storica nell'area dei giardini pubblici, considerata dai "fedeli" e seguaci di Maometto troppo piccola e inadeguata ad ospitatre la loro attività culturali e religiose. E la richiesta di Kirat fa riferimento ad un'area edificabile in periferia per erigervi una moschea.

La seconda richiesta è stata avanzata da alcuni cittadini copti, di fede cristiana per i quali, (la richiesta sarebbe stata avallata anche dal vescovo), si ipotizza come luogo di preghiera, la chiesa sconsacrata di S. Margherita che è stata di recente restaurata ed era destinata ad iniziative culturali. La comunità dei copti presenti a Gualdo Tadino attualmente è composta da circa 40 persone in prevalenza di nazionalità egiziana.

Le due richieste sono legittime, ma per il loro accoglimento restano alcuni interrogativi cui dare risposta: Santa Margherita, eventualmente, che è di proprietà comunale, sarà concessa (ma sarà concessa?) in affitto oppure gratuitamente alla comunità dei copti? L'eventuale area per la moschea sarà ceduta gratuitamente o a pagamento? Per ora i due progetti sono rigorosamente in fase di studio da parte dei tecnici degli uffici comunali.


Nota: il parere di legittimità sulla richiesta è strettamente personale dell'autore dell'articolo; non esiste infatti alcuna norma che obblighi il comune a mettere a disposizione di associazioni di cittadini stranieri, più o meno temporaneamente residenti, strutture pubbliche, a scopo di culto, associativo o altro. Il tutto è demandato a valutazioni di opportunità degli amministratori comunali, nell'ambito dei loro poteri discrezionali. Del resto, aggiungiamo, quante altre associazioni di cittadini italiani avrebbero titolo a veder soddisfatte eventuali loro richieste in tal senso?

 

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