L'ECO del Serrasanta

 

N. 5 - 9 marzo 2003

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (51)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Il febbraio più freddo dal 1956

Battuti tutti i record; buono l'innevamento in montagna: si allontanano i timori di un'altra crisi idrica estiva


07nevevalsorda.jpg (13372 byte)Come dicevamo la scorsa volta, febbraio resta sempre un mese d’inverno: non bisogna mai dimenticarlo.

Uno scorcio di Valsorda

Quindi, mai abbassare la guardia; mai credere alla primavera prima del tempo. Quest’anno, però, si è andati anche al di là di ogni timore: non solo il mese appena trascorso è stato freddo, ma, a Gualdo Tadino, addirittura il mese di febbraio più freddo dal 1956 in poi. Il 1991 e il 1993, che finora detenevano il record, sono stati ampiamente battuti. Chi ricorda la grande ondata di freddo di quel memorabile anno, sa che la neve e le gelate si ripeterono senza interruzione per tutto il mese, come, del resto nel 1929. Anche il 2003, nel suo piccolo, passerà quindi alla storia, entrando negli annali del clima.

Dati memorabili

I dati sono, effettivamente, sbalorditivi. A Gualdo, febbraio dovrebbe, in media, avere una temperatura media di 5,6°C, mentre, quest’anno, si è fermato a soli 1,7°C: sono ben 4°C sotto la norma! Si tratta di un’oscillazione in negativo ben al di là di quelle normalmente registrate. Non basta: mentre le temperature massime risultano solamente (si fa per dire) 3°C sotto la norma, le minime si trovano ben 5°C sotto la media (- 3°C anziché + 2). Ma il dato più sbalorditivo è il numero delle gelate: su 28 giorni ben 23 hanno registrato una temperatura minima inferiore allo zero, con la punta del freddo toccata il giorno 7 con – 9,3°C registrati a valle. Non si tratta di un freddo record per intensità ma per durata: quattro settimane. Si immagini, poi, che le medie della prima decade del mese (+ 0,7°C), sono le stesse che si registrano normalmente in questo periodo nel sud della Svezia!

Cominciamo ad abituarci

Dovremo abituarci a questa situazione: sembra che uno degli effetti più bizzarri dei cambiamenti climatici in atto sia proprio il verificarsi di periodi di tempo estremamente stazionari che, durante la stagione invernale, significa essenzialmente una cosa: freddo secco, poca neve, molte gelate e, d’estate, ondate di caldo lunghissime, anche in periodi solitamente non caldi (si pensi al giugno dello scorso anno). Quest’anno, in effetti, è stata sbalorditiva la durata della zona di alta pressione di origine siberiana che ha resistito per ben quattro settimane agli attacchi a ripetizione delle perturbazioni atlantiche: è stato un combattimento titanico che ha visto spesso l’anticiclone in lieve cedimento, ma mai in maniera netta. Il risultato è stato quello che, in fondo, si era verificato fra il 2001 e il 2002: poca neve, molto gelo.

Difatti, come le temperature, anche le precipitazioni di questo febbraio sono ben al di sotto della norma, con un ammanco di almeno 40 mm, anche se, in tre o quattro brevi nevicate, sono caduti, all’incirca, 51 cm di neve. Anche l’umidità media è stata bassissima (solo il 64%), a riprova del fatto che l’aria che è giunta su di noi per un mese era di origine russo-siberiana, quindi molto secca.

Neve abbondante: acquedotti al sicuro

A guadagnarci sono state soprattutto le montagne, dove, a causa del vento, ma anche per le precipitazioni più intense sul versante marchigiano, si sono accumulati da un minimo di 20 ad un massimo di 150 cm di neve. La zona di Chiavellara, in effetti, risulta ben innevata. Quando, fra qualche giorno, il cambiamento delle correnti favorirà lo scioglimento graduale di tutto il manto nevoso, penetreranno nel terreno da un minimo di 20 ad un massimo di 150 litri d’acqua per ogni metro quadrato. Si tratta di un buon contributo al ristabilimento completo delle falde acquifere sotterranee, parzialmente compromesse dalle scarse piogge del primo semestre del 2002 e dagli eccessivi prelievi. Se non si verificheranno altre anomalie, quest’anno dovremmo davvero stare tranquilli: se mancherà l’acqua non sarà colpa del cielo!

Pierluigi Gioia

Rilevamenti febbraio 03

Gualdo centro

Palazzo

Mancinelli

Media

(1971-1988)

temp. max (°C)

14.9

13.9

---

temp. min. (°C)

-6.1

-9.3

---

media max I decade (°C)

5.3

5.5

8.0

media max II decade (°C)

3.7

3.7

9.1

media max III decade (°C)

12.1

11.2

10.6

media max mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

6.5

(+2.7)

6.5

(-2.7)

9.2

media min I decade (°C)

-2.7

-4.0

1.3

media min II decade (°C)

-2.0

-2.1

2.1

media min III decade (°C)

-0.8

-2.3

2.8

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

-1.9

(-3.9)

-2.8

(-4.8)

2.0

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla norma)

2.3

(-3.3)

1.8

(-3,8)

5.6

giorni di gelo (media <0°C)

7

7

nd

giorni di pioggia

2

3

10

giorni di neve

7

6

nd

precipitaz. cumulate (mm)

(differenza rispetto alla norma)

67

(-34.3)

64

(-37.3)

101,3

max pioggia /24h

27.5(5/02)

23 (5/02)

nd

temporali

1

1

nd

pressione atm. media (hPa)

nd

1016.4

nd

grandinate

1

1

nd

giorni con nebbia

0

0

nd

umidità relativa media

62

63.6

nd

velocità max. vento (km/h)

nd

59.6

nd

direzione prevalente

NE

NE

nd

In sintesi : un mese di febbraio " svedese ", con minime e massime ben al di sotto della norma, specialmente fuori della città. Un vero record per Gualdo Tadino!

 

 

Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.

 

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