L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 9 marzo 2003

PRIMA PAGINA

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario Cerca nel sito

Pax albanese, o altro?

Così, per due volte in meno di un bimestre, la tranquilla Gualdo Tadino dei ricordi ha aperto le cronache nazionali, o meglio la peggior cronaca nera sui mezzi d'informazione nazionali: dopo la faida tra albanesi che aveva insanguinato il giorno di Natale, una autentica esecuzione in piena regola, anche se consumata alle porte di Assisi, ha fatto di nuovo tremare di paura i gualdesi: un altro delitto che, per la ferocia dell'esecuzione ha richiamato il precedente, con la sola variante di essere stato perpetrato lontano da occhi indiscreti ed in aperta campagna.

Anche se il vice sindaco, ai microfoni della TV regionale, ha sottolineato che "tutto è tranquillo" e la situazione è sotto controllo, la gente pensa diversamente e l'accusa di omertà, rivolta ai gualdesi l'indomani del primo delitto, oggi si ritorce verso chi l'ha formulata; la gente aveva diritto ed ha diritto di aver paura e di essere preoccupata, non sentendosi garantita e protetta dalle Istituzioni; la vicenda di Dino Fimati ne è la prova.

Su Dino, i suoi precedenti, la sua vita e le sue vicende, le cronache hanno ormai detto tutto quello che si poteva, e forse anche di più; quando uscirà questo giornale a più di quindici giorni dalla sua uccisione, non spetta a noi farne la cronaca, ma trarne utili elementi di riflessione e di valutazione, per la città e per chi di dovere.

Che ad infierire sul suo corpo a colpi di coltello e di spranga siano stati degli albanesi o dei nostri connazionali non cambia nulla: una pallottola, quando giunge a destinazione, produce sempre lo stesso effetto, sia che parta da una mitraglietta di fabbricazione cinese o cecoslovacca.

Il fatto invece ripropone a chi di dovere di prendere coscienza che "nel terzo polo di sviluppo industriale della Regione", non è più il tempo di affidare l'ordine pubblico e la sicurezza a pochi Carabinieri, peraltro oberati da altre incombenze. Se questo schema di organizzazione della sicurezza sul territorio poteva andar bene quando eravamo un povero paese di emigranti, non va più bene oggi che siamo diventati terra di immigrazione e dove sono stati aperti ben sei sportelli bancari nell'ultimo quinquennio.

Per garantire la presenza dello Stato in questa zona marginale della Regione non basta far girare per le strade le autovetture dei vari corpi di polizia, è tempo di chiedere l'istituzione permanente di un Commissariato di Pubblica Sicurezza.

 

Tragica conferma della inadeguata presenza dello Stato sul territorio; indesiderati espulsi, trafficanti arrestati, ed infine sequestrato un chilo di droga: ma fino ad oggi?

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario Cerca nel sito