L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 4 - 23 febbraio 2003

NOCERA UMBRA

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario Cerca nel sito

La festività del S. Patrono San Rinaldo

Nocera Umbra ha celebrato domenica 9 febbraio la ricorrenza millennaria del Santo Patrono San Rinaldo. Nel corso delle celebrazioni, presiedute da S. E. Mons. Sergio Goretti, vescovo diocesano, si è ripetuta la cerimonia dell'offerta dei ceri da parte del sindaco per conto dell'Amministrazione Comunale.

Storia e significati di questo gesto simbolico sono stati illustrati dal sindaco Antonio Petruzzi nella seguente nota:

"L'accensione del cero donato dal Comune, durante la solenne celebrazione della festa del Patrono S. Rinaldo il 9 febbraio, è una tradizione recente. Risale al 1989, quando si sviluppò per la popolazione, soprattutto del Capoluogo, un forte interesse tra la propria storia e la propria identità culturale, sfociata poi nel Palio dei Quartieri. Il rituale però richiama consuetudini molto antiche, codificate negli statuti del libero Comune mediovale, compilati nel 1371 dagli otto "statutari", quattro in rappresentanza della città e quattro in rappresentanza del territorio, appositamente eletti.

Nei complessi rapporti tra gli organi della istituzione Comunale e la Chiesa di Roma, che pur manteneva il suo dominio su tutta Nocera, erano previsti, per la pacifica convivenza fra i due poteri, una serie di ammortizzatori non solo formali. Il podestà, ad esempio, titolare delle funzioni giudiziarie del Comune, veniva individuato dal Comune stesso fra personalità esterne, ma doveva avere il beneplacito esplicito del Rettore del Ducato di Spoleto, che rappresentava il Papa a livello territoriale.

Alle " libertates" conquistate dalla istituzione locale, che aveva la facoltà perfino di organizzare il proprio esercito e di battere moneta, facevano riscontro dichiarazioni ripetute di ossequio alla autorità della Chiesa romana e obblighi specifici: tra questi, l'offerta dei ceri per l'illuminazione delle chiese, che dovevano essere donati dagli organi del Comune in occasioni specificamente contrattate ed elencate negli statuti.

Il rituale di oggi assume ovviamente un significato diverso: vuol rappresentare l'unità del popolo nocerino attorno ai valori culturali e morali che caratterizzano la sua identità."

 

12noceraumbra.jpg (10036 byte)

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario Cerca nel sito