L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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Nella valle dello Scirca e sulle colline che circondano Sigillo si rinvennero testimonianze della loro presenza. La zona circostante "la sorgente dello Scirca", è chiamata "lOrsaia" a testimonianza che in quella zona abitavano gli orsi. Lursus speleaus è unorso fossile di dimensioni gigantesche, i cui resti risalgono al periodo glaciale, dei quali alcuni, tra cui la testa, trovati appunto nelle grotte dellOrsaia. Altri resti danimali, trovati nella caverna del Cucco, dove esiste una zona chiamata "la galleria delle ossa", si trovano al Museo Paleontologico di Bologna. Ne fa menzione Giovanni Battista Miliani, in una relazione sul Bollettino del Cai, nel 1898, precisando che furono portate al Museo di Bologna, ad un suo amico professore per studiarle; il risultato di tali studi non è a nostra conoscenza; ma le ossa non sono né a Sigillo, né a Costacciaro. Di recente, è apparso un articolo del Gruppo Speleologico di Costacciaro, dove si diceva che erano state trovate delle ossa nella caverna del Monte Cucco, portate al Museo di Perugia. Nella Legge Regionale istitutiva del Parco del Monte Cucco, si cita più volte listituzione nei quattro comuni della fascia, di musei territoriali per la valorizzazione delle risorse locali; a Sigillo doveva sorgere un Museo Paleontologico, a Costacciaro un Museo Speleologico, a Scheggia un Museo Archeologico. I fossili donati dal dott. Brascugli, in ricordo della moglie dott. Anzia Mercuri, sostano a Villa Anita in attesa di una collocazione adeguata (circa 3500 esemplari); Costacciaro, grazie al CENS, ha dato vita a qualche iniziativa speleologica, per Scheggia, dove è venuta alla luce una necropoli di "sepolture Longobarde", non si ha notizia di ripresa dei lavori. (certo! se fossero venute alla luce in quel di Gubbio!!). Nella guida Touring, si legge: "Parco Monte Cucco, protegge un angolo intatto di natura umbra nellalta valle del Chiascio, compreso tra gli Appennini e lantica Via Flaminia, larteria voluta da Caio Flaminio nel 220 A. C. (ex Flaminia), per collegare Roma con lAlto Adriatico; lintegrità ambientale del territorio ha consentito il ritorno danimali altrove rari o estinti, come il lupo, laquila reale, il gufo reale e il gambero di fiume. Significativa la presenza di daino, gatto selvatico, istrice, martora, martin pescatore, coturnice e trota fario (si sono volutamente dimenticati del cinghiale?). Situato a brevissima distanza da Gubbio e Gualdo Tadino, il parco racchiude testimonianze del passato ...
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