L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 4 - 23 febbraio 2003

RICORDI

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Le celebrazioni della scuola media

In occasione della giornata della memoria lunedì 27 gennaio la nostra scuola media "F. Storelli" ha organizzato diverse iniziative (proiezione di film, documenti inediti, interviste) ed ha invitato un reduce dai campi di concentramento di Mauthausen, il signor Bonomi, per ricordare tutti i perseguitati che sono morti nei vari campi di concentramento.

Questo signore, dall'aspetto molto gentile e dai toni pacati, ci ha raccontato la sua triste esperienza e ci ha fatto leggere alcuni brani di un libro scritto da un suo compagno riguardante la vita vissuta in quel campo. Ha iniziato dicendo che lui e il suo gruppo, saliti su un treno, sono arrivati nel campo di concentramento di Mauthausen e, giunti a destinazione, sono stati costretti a camminare lungo una ripida salita e dopo ore di marcia i capò (carcerati messi al comando) hanno loro comandato di togliersi i vestiti; le uniche cose che potevamo tenere erano le scarpe e la cintura. Sono rimasti nudi al freddo per molte ore e poi portati nella capanna numero 24.

Nel campo c'erano anche bambini vecchi e donne. I bambini, se troppo piccoli e incapaci di lavorare venivano subito uccisi, i vecchi pure, mentre i giovani erano mandati a lavorare nelle gallerie. Le donne venivano avviate alla prostituzione e, se rimanevano incinte, venivano soppresse. Il cibo era scarsissimo e i detenuti mangiavano tutto quello che potevano trovare liberamente, compresi i vermi della galleria. Si lavorava incessantemente per tante ore consecutive: alcuni estraevano la pietra, altri la scalpellavano, altri ancora la portavano in cima ad una scala di 168 gradini. Spesso succedeva che le guardie, per divertimento davano un calcio a qualcuno dei detenuti già arrivati verso la fine della scala e questi, cadendo insieme alle pietre che trasportavano, travolgevao gli altri che erano nei gradini sottostanti.

Il signor Bonomi ha poi continuato dicendo che tanti detenuti sono finiti nelle camere a gas e cremati nei forni e succedeva spesso che gli stessi forni crematori non riuscivano a "smaltire" i tanti corpi senza vita, e a questo punto del racconto si è commosso. Successivamente ci ha mostrato delle fotografie che ritraevano scene agghiaccianti di esseri umani ridotti pelle e ossa, con gli sguardi assenti nel vuoto o corpi esamini ammassati gli uni sugli altri; infine egli ci ha raccontato come è riuscito a scappare da questo inferno, cercando protezione in un convento.

Tutti noi siamo stati in silenzio ad ascoltare questa triste esperienza e ci siamo sentiti molto coinvolti poiché, nonostante le tante letture effettuate sui campi di concentramento e sulle discriminazioni razziali, non avevamo mai sentito da viva voce esperienze di questo genere e ci sono sembrate "più vere". Alla fine di questo incontro ognuno di noi è uscito senz'altro più arricchito e portato a riflettere su certi drammi che non fanno solo parte di un passato, ma che si verificano anche nei nostri giorni.

Nicola Giombini, Diego Giovagnoli, Luca Gammaitoni (II - A)

 

Giorno della memoria

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