L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 4 - 23 febbraio 2003

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E' crisi politica

01matarazzi.jpg (7327 byte)La Margherita affonda il bisturi nella piaga. Con un durissimo comunicato stampa a firma del Coordinamento Politico di Gualdo Tadino, il gruppo centrista della maggioranza attacca pesantemente i Democratici di Sinistra di Gualdo che "si stanno collocando fuori da una prospettiva ulivista".

Il coordinatore della Margherita Costantino Matarazzi

Tre sono i punti nodali della denuncia della Margherita.

Il primo è il ruolo dei partiti che sostengono la maggioranza. "L'Ulivo non è il nome che si può dare ad un comitato elettorale estemporaneo da insediare in prossimità delle elezioni. Riteniamo che sia fondamentale riconoscere l'importanza di una dimensione politica complementare ad una dimensione amministrativa per poter correttamente e proficuamente provvedere al governo della città. Lo squilibrio tra queste due dimensioni può essere dannoso, può predisporre a gravi errori, può portare ad atteggiamenti di autoreferenzialità e di autoconservazione che sterilizzano ogni prospettiva di futura rigenerazione. I D.S gualdesi, con il loro comportamento, stanno negando qualsiasi spazio alla politica, non sembrano interessati a costreuire un futuro per questo centro-sinistra né per un Ulivo gualdese". La denuncia nasce dalla convocazione della giunta dell'assemblea di partecipazione con le associazioni per raccogliere indicazioni da introdurre nel bilancio 2003. Partecipazione quanto mai necessaria e doverosa, puntualizza La Margherita; ciò che viene contestato è il non coinvolgimento dei partiti.

Il secondo è la presunzione dei DS di decidere anche per gli altri. La direzione dei DS ha dichiarato che Rifondazione si è formalmente estromessa dalla maggioranza, sancendo una rottura di fatto: "La maggioranza di centro sinistra è sostenuta da quattro partiti: DS, Margherita, PRC e SDI - puntualizza il Coordinamento Politico della Margherita - Solo un'assise di questi organismi può legittimare e formalizzare una decisione di questa portata". Tanto più, si aggiunge, che Rifondazione è pienamente coinvolta nella maggioranza con l'assessore Lucia Cappelletti.

Il terzo punto è l'assenza di una dialettica interna alla maggioranza: "Il partito di Rifondazione Comunista, in particolare con il suo capogruppo Gianluca Graciolini, ci ha messo sicuramente del suo nello sviluppare un'azione disorganica rispetto alla maggioranza di cui fa parte, ma tale processo è stato favorito anche dall'assenza di una dialettica interna".

 

L'ULIVO" PARALIZZATO DAL GELO


Siluri della Margherita contro i DS


Protesta la Margherita, si dissocia Rifondazione

L'inquieto pollaio

Protesta la Margherita, si dissocia Rifondazione

Acque agitare nell'Amministrazione Comunale. Dopo che in Consiglio il segretario di Rifondazione Comunista si è dissociato dalla maggioranza (voto contro sulla fidejussione per la ristrutturazione della piscina ed astensione sulla convenzione con l'APM per i trasporti pubblici) la Margherita ha diffuso un comunicato nel quale denunzia che dopo aver lavorato per risaldare i rapporti all'interno della maggioranza di centro-sinistra che governa la città, con un approccio politico onesto teso a creare le condizioni per una progettualità politica che potesse proiettarsi al di là della scadenza di questo mandato amministrativo, "il risultato di cui dobbiamo prendere atto è che ogni impegno preso dai partiti della coalizione nel senso di favorire la riapertura di una dialettica interna è stato poi nei fatti puntualmente eluso".

Il documento chiude poi con l'affermazione che "la Margherita considera del tutto inadeguato lo spazio ed il livello di confronto sulle politiche di gestione della città all'interno della maggioranza che la governa". Sulla questione ha messo un carico da 90 la direzione DS dichiarando che "Rifondazione si è posta sostanzialmente fuori dalla maggioranza".

Storie di ordinaria dialettica politica? Per il bene e l'interesse della città vorremmo crederlo, anche perché l'apertura di una campagna elettorale all'insegna dei veleni, con così largo anticipo, ci sembra prematura e per la soluzione dei tanti problemi della collettività non è proficuo che a reggerne le sorti sia una "non sana alleanza".

 

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