L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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"Per la prima volta l'Eco del Serrasanta ospita parole sul Museo Contadino di Fossato, ma anonime e nemiche. Lo definiscono "semplice deposito privato di attrezzi ... accatastati senza alcun ordine scientifico, scimmiottando esperienze effettuate altrove e collocato in un contenitore pubblico", praticamente come dire che era meglio se non c'era. Ma purtroppo c'è, ha una convenzione con il Comune per la sua allocazione e per altro, è in attesa di interventi pubblici promessi a titolo museografico e museologico, pur nelle sue precarie condizioni continua a ricevere visite scolastiche e non, sempre gratuite, in particolare dall'Italia centrale e sui suoi registri di visita si contano ormai oltre 20.000 (ventimila) firme, tra cui quelle dei Presidenti della Regione e della Provincia, del Prefetto di Perugia, di Direttori Generali ministeriali, di Bruno Toscano, di personalità di ogni tipo ed in assenza - bisogna aggiungere - di dépliants museali e di cartelli stradali di segnalazione. Ha superato i 3.000 (tremila) pezzi relativi ai cicli di lavoro del vecchio mondo (fienagione, vendemmia, taglio del bosco, tessitura ecc), agli ambienti di vita (cucina, camera da letto, cantina, stalla, aia ecc), ai vecchi mestieri (falegname, fabbro, calzolaio, pastore ecc) e per 1' Ufficio Musei della Regione Umbria è perfino troppo ricco, cosi che in futuro sarebbero possibili esposizioni tematiche (si pensi per esempio ad una cantina completa, fatta di un centinaio di pezzi ottocenteschi), mentre per il prof. Baronti del Dipartimento di Antropologia dell'Università di Perugia, tra questo di Fossato ed altri consimili c'è una differenza: in questo di Fossato ci sono più oggetti che parole. Ha avviato la costituzione della prima xiloteca dell' Umbria ed ha già raccolto nel territorio più di cento alberi di altrettante specie, ha ospitato l'attività di LSU inviati dal Parco di M. Cucco per l'avvio di una catalogazione e per altro, ha ospitato quella di studenti inviati da scuole statali, private ed Università, ha tenuto un primo Convegno pubblico patrocinato da Comune e CAMS (Centro di Ateneo per i Musei Scientifici, Univ. Di Perugia), è invitato dalla Comunità Montana -in quanto maggior espressione antropologica del territorio- ad abbellire con suoi oggetti l'annuale Mostra mercato del tartufi) bianco e dei prodotti agro alimentari (nell'ultima edizione ha esposto gli attrezzi delle cinque fasi dell'antica lavorazione della terra). Come Museo antropologico cura anche l'iconografia locale (raccolta di foto, manifesti ecc), come cura la parte narrativa raccogliendo quanto riguardi le tradizioni, I' immaginario popolare ed il dialetto della zona: quest' ultimo ha superato le 3.500 parole, costituendo così una delle maggiori raccolte umbre. Si potrebbe continuare, ma fermiamoci qui, ritornando un attimo all'anonimo secondo cui la Guida G.A.L. che riferisce anche del Museo "fa mule al turismo...perché invece di incentivarlo lo inibisce, poiché il turista gira, gira, parla, diffonde opinioni. E quando un posto viene sputtanato per riprendere credibilità ce ne vuole o forse non si riacquista più ". E' quanto il nostro anonimo spera, sputtanando il Museo fossatano costituente una delle più grandi raccolte antropologiche umbre".Il Presidente dell'Associazione" Radici"
Risposta
L'articolo non ha alcun intento di "sputtanare" il lavoro altrui: una raccolta di materiale eseguita da un privato ed ospitata per convenzione in un locale comunale "in attesa di interventi pubblici promessi a titolo museografico e museologico pur nelle sue precarie condizioni" può essere considerata Museo antropologico da chi meritoriamente l'ha realizzata e la cura, ma non necessariamente anche da altri, che non vi ravvisano i necessari requisiti. Del resto le stesse affermazioni contenute nella lettera "in attesa di interventi pubblici promessi a titolo museografico" e "precarie condizioni" sono conferma che il museo deve ancora diventare tale. Possiamo aggiungere "Ben vengano i finanziamenti e le promesse, tutto ciò che arricchisce il territorio non può che farci piacere".
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