L'ECO del Serrasanta |
|
Ambiente |
CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (49)
Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino La neve racconta ... anche questa è storia Il giovedì 2 del mese di febbraio, dopo un inizio stagione piuttosto mite, con poche gelate in gennaio, il cielo si chiuse e da Oriente imperversò la bufera ... che sia di buon auspicio per far fare linverno allinverno anche questanno, anche se a primavera poco rimane! Quella del febbraio-marzo 1956, viene ricordata come una delle più intense ondate di gelo e neve sulla nostra penisola, nel secolo scorso. Era un giovedì, quando la bufera imperversava, ed il vento creava cumuli di neve a misura duomo; fortunatamente a quei tempi esistevano le squadre di spalatori, un evento simile ai nostri giorni ci costringerebbe a rintanarci in casa e ad imprecazioni per le strade bloccate. Dalla carta meteorologica si può notare la configurazione barica della prima ondata di gelo e neve: un intenso vortice depressionario stazionava con il suo minimo di 995hPa, tra il Mar Ionio e lEgeo; una vasta area di alta pressione, anchessa ben strutturata, interessava lEuropa settentrionale, dalle Isole Britanniche alla penisola di Cola, con il suo centro sui paesi scandinavi e valori di pressione fino a 1045hPa. Il risultato di questa configurazione non poteva che essere: correnti gelide a tutte le quote dallEuropa Orientale e tormente di neve per diversi giorni in gran parte dItalia, Sicilia e Sardegna comprese. Dalle testimonianze che abbiamo raccolto, si sono registrati pesanti disagi anche nella nostra regione, con il blocco del direttissimo Roma-Ancona, nei pressi della stazione di Gaifana a causa della notevole coltre di neve che copriva la linea ferroviaria, la forza della locomotiva a vapore, nulla ha potuto contro il muro di neve accumulato dal vento. Le temperature registrate in quel periodo presentano valori siberiani, si segnalano 24°c a Fiorenzuola, 23°c a Tarvisio, -19°c a Torino, -14°c a Padova, 10°c a Firenze, -6°c a Roma, -5°c a Nuoro, 0°c a Palermo. Incredibili i valori relativi alle precipitazioni nevose sulla fascia appenninica: le stazioni nivometriche di Bagnara (620 m.s.l.m.) e nei pressi di Preci (907 m.s.l.m.) segnarono rispettivamente 204cm e 137 cm tra febbraio e marzo; nellAppennino abruzzese e molisano si superarono abbondantemente i 3 metri di neve, così come a Montemonaco (987 m.s.l.m.) nel versante marchigiano dei Monti Sibillini con 335cm. Un inverno coi fiocchi, così come il gennaio-febbraio del 1929 e il gennaio del 1963, ai quali si uniscono le nevicate recenti del gennaio 1985 e dicembre 1996, che approfondiremo prossimamente.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||