L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
|
|
| PRIMA PAGINA |
In mattinata c'è stato il taglio del nastro alla presenza degli studenti delle scuole superiori gualdesi e del giornalista televisivo Tiberio Timperi. Presenza importante quella degli studenti che ha voluto sottolineare come la nuova struttura sia soprattutto rivolta ai giovani, agli studenti, che vi potranno trovare numerosi libri di testo. "Un taglio del nastro importante per la città - ha dichiarato il sindaco Pinacoli - con un recupero della struttura per la quale devo ringraziare l'architetto Nello Teodori e la ditta Monumenta. E' un vero e proprio monumento dei gualdesi alla cultura, una soddisfazione non solo per l'amministrazione ma per l'intera città. Una biblioteca moderna e luminosa, non severa e austera, ma una biblioteca vivace, esempio di una ricostruzione di qualità."
Nel pomeriggio, alle 16.30, è si è svolta una tavola rotonda (moderatore l'assessore Ridolfi) sul tema "Il ruolo e la funzione della comunicazione in una società multiculturale". Sono intervenuti come relatori, oltre al sindaco Pinacoli, i professori Antonio Pieretti, Pasquale Tuscano, Gaetano Mollo dell'Università di Perugia e l'assessore regionale alla Cultura Gianfranco Maddoli. Il dibattito è stato molto interessante e molto partecipato. Un intervento conclusivo del prof. Antonio Pieretti sul quale si sono trovati sostanzialmente tutti d'accordo ha toccato il tema dell'integrazione degli stranieri nel nostro paese. E' giusto che rispettiamo la loro identità e le loro tradizioni, ha detto il prof. Pieretti, ma bisogna altrettanto dire che noi, per questo, non possiamo e non dobbiamo rinunciare alla nostra identità ed alle nostre tradizioni.
|
GUALDO TADINO |
|
|
I locali sono veramente accoglienti e non ci fanno rimpiangere l'antico manufatto. Finalmente quanti avranno bisogno di consultare il materiale presente in Biblioteca saranno in grado di farlo. La nuova sede rimarrà aperta tutti i giorni feriali per le prenotazioni e le consultazioni di libri e documenti e potrà divenire un punto di incontro per chi ama la cultura, e per chi vorrà arricchire il proprio bagaglio culturale. Anche all'esterno la palazzina della Biblioteca Comunale appare particolarmente valido grazie alle trasformazioni e alle rivisitazioni architettoniche che, in un certo senso, hanno mantenuto il vecchio stile. Unica nota stonata in tale contesto è il trattamento riservato alla torre civica esistente sul lato dell'edificio, strozzata dal cemento e da marmi che hanno "nascosto" la struttura sopra la quale è stato realizzato un piccolo belvedere che non avrebbe dovuto essere assolutamente autorizzato. Il recupero andava fatto con sistemi assolutamente diversi e tali da consentire almeno la visione di quella importante testimonianza del passato e che è una delle 17 torri inserite nelle mura urbane che racchiudevano la città, fatte realizzare da Federico II. Cultura non è solo libri, non solo manoscritti. Il suo significato e molto più grande e, sicuramente, non possono essere cancellati (o meglio affossati) i segni della nostra civiltà, delle nostre origini con il cemento e altri materiali edili. Pochi nostri concittadini conoscono l'esistenza della piccola "gironda" in quanto per anni è stata coperta dal locale costruito per ospitare i servizi igienici del vicino mattatoio. Si tratta di una torre circolare, unica testimonianza ancora esistente, decapitata e nascosta al solo scopo di realizzare una minuscola terrazza che - va detto e sottolineato - non serve a nessuno. La ristrutturazione andava effettuata per restituire alla collettività l'importante testimonianza, in considerazione anche del fatto che molte delle 17 torri di difesa fatte costruire dal munifico Imperatore sono state inglobate nelle abitazioni cittadine. Restituire la torre alla visione dei cittadini (e no) era dovere sacrosanto. Come sarebbe stato altrettanto opportuno che, quando segnalammo l'incidente in un nostro precedente articolo, ci fosse stata una presa di posizione da parte dei tanti che - forse solo a parole - si atteggiano a difensori delle memorie del passato. All'interno della torre era nata spontaneamente una pianta di "sempreverde" che nascondeva la parte culminante del resto della costruzione. Quell'edera rappresentava 1a speranza che la costruzione venisse addirittura riportata alla grandezza naturale di un tempo. Invece no, è stata addirittura abbassata per armonizzare il piano della terrazza con il piano della Via Bersaglieri. Domanda. "Non si potrebbe intervenire per rimediare alla dissacrazione operata? Giancarlo Franchi
|