L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 3 - 9 febbraio 2003

ARTE

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Gli stendardi nucciani di San Pellegrino

La vicenda del ritrovamento sul mercato antiquario londinese dei due stendardi che l'eugubino Benedetto Nucci dipinse tra il 1560 e il 1562 per la Confraternita di San Pellegrino e Santa Maria delle Grazie in San Pellegrino di Gualdo Tadino ha portato con sé l'impegno d'indagini archivistiche in loco sull'argomento.

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Queste le preziose notizie raccolte dal sottoscritto insieme al parroco Don Luigi Merli ed Ugo Giacometti, storico locale. In sintesi, è stato un registro della Confraternita predetta ad indicare che i priori Panto e Marsilio, ricordati nella cornice dello stendardo di San Pellegrino, ressero tale compagnia laicale nel 1562, ma è il registro medesimo ad informare che essa si attivò per detta opera a partire dal 1560. (Una conferma cronologica per precedenti miei studi sul tema per cui proponevo gli anni sessanta del Cinquecento).

Ma l'indagine documentaria fornisce ulteriori, interessantissimi dati. Da una nota di spese del 6 gennaio 1560 si evince che per il lavoro ricevono denaro "a bono/chonto" "Antonio de Mafeio per l'ornamento de legname" e "Benne del Nucio per pegniere".

L'alterazione, allora non infrequente, dei nomi non impedisce di riconoscere nel secondo colui che firma l'opera, il pittore Benedetto Nucci, mentre è il primo ad aggiungere significati alla stessa. Si viene, in sostanza, a conoscere l'autore delle belle cornici lignee, il famoso intagliatore eugubino Antonio Maffei, rinomato maestro di legname, attivo per la sua città, per Todi, etc. Un sodalizio, quello del Nucci con il Maffei , che di lì a poco, nel 1563, sarà altamente sperimentato nella "Pentecoste" e nel suo fastoso fastigio ligneo intagliato e dorato, assegnato al Maffei dalla storiografia eugubina, già in Santo Spirito (altar maggiore ) ora nella Pinacoteca Comunale di Gubbio.

Ho scritto questa nota con la viva speranza che i due stendardi, riportati tra noi da un noto antiquario eugubino dopo un lungo esilio (dovettero espatriare tra fine Ottocento - inizio Novecento), possano tornare nel luogo per cui sono stati concepiti, realizzati, dove sono stati amati, venerati. Ogni altra destinazione sminuirebbe fortemente la loro storia, il loro valore.

Non è superfluo sottolineare che l'ormai imminente celebrazione del millenario (2004) del "Beato Pelegrino" (così lo indica il suo Stendardo) renderebbe ancor più significativo il loro recupero alla cultura locale.

Enzo Storelli

 

Importanti documenti d'archivio ne attestano l'origine; se ne può auspicare il ritorno nella terra di origine per il millennio di San Pellegrino?

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