L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 2 - 26 gennaio 2003

FOSSATO DI VICO

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Se il centro-sinistra vuole vincere ...

So bene in quale situazione di crisi versino i DS e so altrettanto bene che un’azione di rilancio in tempi brevi è praticamente impossibile, ma le elezioni comunali si avvicinano ed i DS sono il punto di riferimento della coalizione di centro-sinistra che affronterà il centro-destra nelle prossime elezioni del 2004. Così se il centro-sinistra vorrà essere competitivo bisognerà che alcuni accorgimenti li prenda subito per non compromettere anche questa ulteriore possibilità che è alla sua portata, dopo che per ben due volte consecutive è dovuto soccombere a causa propria. Innanzitutto deve dire che una fase si è chiusa e che i vecchi dirigenti non avranno alcuna incidenza sulla nuova amministrazione. In secondo luogo occorre rivolgersi direttamente alla società civile, all’elettorato e non ai partiti ed al mondo della politica, stabilendo insieme un progetto, che non comprenda soltanto i "valori del centro-sinistra", ma che abbia il "senso della società", come suggerisce D’Alema per il programma dell’Ulivo.

La scelta di rivolgersi direttamente alla società civile ed all’elettorato è fondamentale, perché dopo la caduta dell’ipotesi di "della società socialista" il raggiungimento degli obiettivi di giustizia sociale e di benessere dei cittadini è tutto in questa società, entrando in concorrenza con il centro-destra sul "Progetto comune". Dunque il "Progetto comune" è il terreno di confronto con il centro-destra, che non è più il nemico, ma il concorrente e per questo il cittadino deve avvertire che se vince l’uno o l’altro non vi saranno sconvolgimenti o peggio ancora vendette, ma solo aggiustamenti per adeguare alle sensibilità emergenti il "progetto comune". Questo è il riformismo: questa è la radice del centro-sinistra. L’obiettivo è vincere un'elezione, prevalere sul concorrente e non costruire "un’altra" società. L’altro elemento è la qualità del progetto e degli uomini che si presentano. Intendiamoci, non qualità intellettuale, fondata su astruse e scolastiche conoscenze culturali, ma semplicemente obiettivi popolari, su cui aggregare sentimenti e bisogni di massa. Il ruolo della sinistra non è con i pochi eletti, ma accanto a coloro con i quali percorrere un cammino comune per migliorare la propria condizione di vita e la propria umanità.

Ho fatto questa premessa, riflettendo sui contenuti dell’intervista che F. Bonerba ha rilasciato a un giornale locale ove ho notato l’atteggiamento di chi si sente già sconfitto e fa affermazioni pretestuose e paradossali, per evitare di metterle a confronto, negando in qualche caso pure l’evidenza. Per esempio l’espressione lo "sviluppo della zona artigianale-commerciale di Osteria del Gatto" ha portato "... vantaggi evidenti per poche persone senza produrre in ricaduta servizi per il resto della popolazione", è il tipico esempio di opposizione preconcetta, perché lo sviluppo ha portato ricchezza per tutti i cittadini ed ha incrementato notevolmente i servizi commerciali ed artigianali non solo per il comune, ma anche per l’intera zona. E’ un patrimonio che non appartiene al centro-destra, sebbene il sindaco Monacelli ne sia stato un artefice, anche se non esclusivo, ma a tutti i cittadini ed al futuro del comune e che il centro-sinistra deve fare proprio senza remore e preconcetti.

Passiamo ad altri esempi. Il "palazzetto dello sport nuovo di zecca completamente inutilizzato" oltre la difesa cieca di una scelta sbagliata, è una cattedrale nel deserto, tipico esempio di spreco e di malgoverno, non perché non utilizzato, ma perché non serve; perché non c’è domanda di utilizzo e gli eventuali costi di gestione imporrebbero tariffe inaccessibili per gli utenti o indicibili salassi per le casse comunali. Bisogna riconoscere che è stato uno sbaglio della amministrazione di sinistra, in particolare dell’allora sindaco. La gente lo sa, perché volere gettare fumo negli occhi o difendere l’indifendibile?

Nel centro storico il centro-sinistra prende solamente una manciata di voti e Bonerba sostiene: "Il centro storico si dequalifica sempre di più, avviandosi verso un lento ed inesorabile declino". Rivisitando altri suoi scritti per "dequalificazione" egli intenderebbe una mancata rigorosità nella conservazione degli edifici ed anche questa è una motivazione. Tuttavia la causa maggiore di dequalificazione del centro-storico è l’impoverimento demografico, l’invecchiamento degli abitanti, la appropriazione abitativa degli extracomunitari, che non permettono di intraprendere iniziative di riqualificazione e rilancio. E questo è dovuto ad una impostazione museale che è stata data dalla passata amministrazione di sinistra, vietando l’ammodernamento delle parti meno significative del tessuto urbano antico ed impedendo l’espansione residenziale in aree contigue fuori delle mura, richiesta da sempre formulata a gran voce dagli abitanti del centro storico, che non è stata permessa dall’ottusità e dall’ostinazione di posizioni personali ed ideologiche, in netto contrasto con le volontà dei cittadini.

Il centro-sinistra di Fossato pensa che si può vincere contro le volontà dei cittadini "per dispetto dei santi?". Sono invece d’accordo con la critica di una scarsa collaborazione con gli enti sovracomunali (Provincia e Regione) per mettere in campo sinergie adeguate alle necessità dello sviluppo comunale. " Se fossi stato il sindaco ... avrei cercato di far convivere all’interno del comune sia il Parco sia la zona industriale": condivido questa affermazione, aggiungendo che Fossato ha una vocazione prioritaria per lo sviluppo produttivo e verso di essa vanno indirizzati gli interventi; se il Parco costituisce un motivo di intralcio debbono prevalere le ragioni dello sviluppo economico. Questo significa che anche per le eventuali aggregazioni intercomunali per la gestione dei servizi non debbono esservi equivoci: lo sviluppo è il bene più prezioso che il comune deve preservare. Non debbono essere escluse le opportunità e le esperienze nell’ambito della tutela dell’ambiente e del turismo che possono provenire dal Parco del Monte Cucco e dalla città di Gubbio, ma il fondamentalismo ecologico e della conservazione dell’esistente è foriero di regresso e sottosviluppo e non appartiene alla nostra cultura di sinistra.

Ottavio Giombetti

 

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Lettera aperta a Franco Bonerba, segretario DS

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