L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| LA POSTA |
Solo oggi ho deciso di divulgare ciò che ho nel cuore perché in un clima di insofferenza, terrorismo, guerra e morte, si levi una parola veritiera che viene dall'anima, senza alcuna presunzione, ma che è solo frutto di osservazione e rispetto verso degli stranieri che vivono nel nostro territorio. E' iniziato il Ramadan, chi non l'ha vissuto da vicino lo ignora, prova assoluto disinteresse, o lo ridicolizza; io, cattolica, l'osservavo da lontano, non lo criticavo, lo ritenevo un po' eccessivo ma, ad ognuno le sue scelte. Oggi no, non posso tacere, perché il confronto con molti nostri giovani salta subito agli occhi e non bastano "i mea culpa" per consolarci, sono proprio i nostri giovani che ridicolizzano e ... Ora vi parlo di altri giovani. Silenziosi, si alzarono al mattino ed uniti da una forza interiore, sorretta dai compagni della fede e dai loro programmi televisivi, iniziarono il Ramadan. Dopo giorni, alla mia domanda, risponde il padrone di casa: (ometto i nomi per la privacy), sì, i primi tre giorni è stata dura, devi abituare l'organismo ad orari diversi, a lunghe astinenze, devi lavorare e non puoi neanche fumare!!! Poi piano piano ti abitui. La sera in compagnia di altri si siedono avanti ad una tavola ben imbandita, il televisore è acceso si ascolta, si prega, si mangia con tranquillità con calma, assaporando un po' di tutto, ma senza eccessi ... come ho sentito dire ... E come ci fa comodo divulgare e credere. I giorni passano, i loro movimenti sono più lenti, i loro volti più pallidi, ma ogni giorno è come il primo, a volte hanno ospiti o sono ospitati. Passano le settimane, le mie visite sono saltuarie, ma sempre più o meno a inizio pasto o fine pasto. Li trovo sempre più silenziosi, ma sempre più uniti, mi vogliono bene, mi accettano. Qualche volta li stuzzico ... Ma la loro "dignità" mi rivela la "veridicità" della scelta. Li confronto con i miei figli ... che abisso!!! La mia mente ritorna a loro, intorno a quel desco imbandito, gli occhi un po' spenti, le occhiaie, il viso smunto i movimenti lenti. Il più svelto (con la lingua) un giorno mi rispose: "Il Corano lo chiede, è l'unica cosa che facciamo noi per Allah, la facciamo per il Dio di tutti", mi stoppò, mi fece riflettere. La mente ritornò ai miei figli, generi, nuore, nipoti cosa fare? Dico che un gruppo di giovani ogni giorno innanzi ai miei occhi al calar del sole, stranieri tra gli stranieri, si avvicinano al desco ascoltando il Corano ed io li ammiro. Sì li ammiro, ed invito coloro che deridono, ammiccano, insinuano, a riflettere ... Riflettere ... (Quanti mesi e mesi di sacrifici abbiamo fatto soprattutto noi donne, per la dieta, per il corpo ... e per l'anima?), quanti eccessi per le nostre festività? Oggi il Ramadan è terminato, con festa e gioia si torna alla normalità, una grande lunga festa senza eccessi, ma con tanta felicità e purificazione interiore che li rende ai miei occhi dopo un lungo mese di sacrificio, più giovani, più forti, più belli. Busso alla loro porta, ho fatto una crostata, hanno volti radiosi, li saluto e li ringrazio: per essersi sacrificati. Anche per il mio Dio. Grazie Ragazzi. Elsa Monizzi
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Riceviamo e pubblichiamo |