L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 2 - 26 gennaio 2003

ENTE GIOCHI

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"Quest'anno più qualità"

di Riccardo Serroni

01paciotti.jpg (21501 byte)Fausto Paciotti, da tre anni priore di San Benedetto, è stato riconfermato, per il secondo anno consecutivo, gonfaloniere dell’Ente Giochi de le Porte.

Quarant’anni, un’esperienza giovanile da calciatore nelle file del Gualdo, un amore viscerale per il basket del quale è stato un prezioso dirigente, Paciotti è arrivato all’apice della struttura dei Giochi de le Porte partendo dal basso, dalla manovalanza, e attraversando diversi strati di questa complessa macchina. Un’esperienza profonda, quindi, che gli ha permesso di conoscere i Giochi dal di dentro nelle diverse sfaccettature e problematiche:

"Nei Giochi de le Porte sono entrato sin dalla prima ora- racconta- ma agli inizi non ero un costante frequentatore della mia Porta. In pianta stabile sono entrato da circa diciotto anni. Ho tirato con l’arco per la Porta nell’89 e nel ’90, ho fatto parte del Comitato, sono stato Vice Priore per quattro anni al tempo di Lucio Angeletti e sono anche stato responsabile dei giudici della Porta".

L’aver fatto tutta la trafila ti ha aiutato nell’espletare l’incarico di Gonfaloniere?

"Certamente. La Porta forma molto dal punto di vista organizzativo. Fortunatamente ho avuto la possibilità di fare esperienze anche in altre associazioni, come il basket, come le esperienze di vita associativa con i Salesiani. Inoltre anche il mondo del lavoro mi ha dato una mano perché avendo una ditta per conto mio sono sempre stato costretto a decidere in prima persona assumendomi tutte le responsabilità".

Prima del tuo arrivo l’Ente aveva vissuto momenti di difficoltà, sembrava un organismo non pienamente riconosciuto dalle Porte. Oggi com’è la situazione?

"Io forse ho portato nell’Ente il coinvolgimento di più persone, forse anche un pizzico di entusiasmo in più. Io sono un tipo che quando prende un impegno lo porta avanti fino in fondo. Quest’anno abbiamo fatto un lavoro difficile e a volte, purtroppo, anche confusionario. La voglia di fare tante cose ha penalizzato un po’ l’organizzazione delle stesse, che non è sempre stata ottimale. Però l’abbiamo anche fatto volutamente. Lo scorso anno abbiamo puntato alla quantità, da quest’anno in poi punteremo di più sulla qualità."

In cosa pensi che si debba soprattutto migliorare?

"Si deve migliorare nella organizzazione della festa e delle attività collaterali. Abbiamo puntato su una forte segreteria. Abbiamo richiamato nell’Ente persone che avevano già lavorato con noi come Barbara Bruno, abbiamo riallacciato rapporti con Sandro Ursi, abbiamo la fortuna di avere un Priore come l’ing. Luciano Meccoli che ha molta esperienza in altri campi, e collaboratori come Lucio Angeletti, Salvatore Zenobi, Francesco Macchiaroli la cui esperienza è fondamentale. Poi ci sono anche tante persone giovani che hanno grandissime potenzialità professionali e sanno lavorare. Bisogna soltanto dar loro fiducia e possibilità di esprimere quelle che sono le loro capacità".

C’è quindi anche un ricambio generazionale:

"Sì, e sto anche notando che a Gualdo ci sono tante buone teste, soprattutto giovani. Tanta gente capace, tanta gente che ha voglia di fare e tanta gente che ha iniziative da proporre. A costoro non bisogna tagliare le ali né chiudere la bocca, ma bisogna consentire di emergere, non soltanto facendo manovalanza ma anche proponendo progetti".

Credo che ultimamente si siano anche rinsaldati maggiormente i rapporti dell’Ente Giochi con il resto della città:

"Abbiamo instaurato un buon rapporto con la Pro Tadino. Con il presidente Gianni Smacchi siamo entrati in sintonia, la sua segreteria è stata per noi un punto di appoggio importante. Un ottimo rapporto l’abbiamo avuto anche con il Comune, che ci ha sempre lasciato le porte aperte per qualsiasi esigenza. Si è instaurata una buona collaborazione anche con alcune Pro Loco. Per Eurochocolat abbiamo coinvolto anche alcune società sportive e la Confcommercio e con l’associazione dei commercianti abbiamo instaurato un rapporto per quello che riguarda il tesseramento. Quest’anno faremo una lista di negozi convenzionati in cui i nostri tesserati potranno avere degli sconti".

L’attività dell’Ente, con l’organizzazione dei Giochi e delle manifestazioni collaterali, è finalizzata in prevalenza alla valorizzazione del Centro Storico. C’è un’equivalente rispondenza anche da parte della attività commerciali del Centro Storico?

"Non mi piace nascondermi dietro un dito. Non si può generalizzare, né tantomeno adesso posso fare un elenco. Però ci sono tanti commercianti disponibili a dare un loro contributo ed altri, pur traendo dei vantaggi dal nostro lavoro, non sono altrettanto sensibili. La raccolta pubblicitaria, comunque, quest’anno, che abbiamo organizzato anche con una nostra fatturazione diretta, ci ha dato un ottimo riscontro anche perché abbiamo avuto degli interlocutori fuori Gualdo, verso Fossato di Vico. E su questo punteremo ancora molto e saremo anche più capillare nella raccolta, almeno così nessuno potrà dire che non gli è stato chiesto nulla".

Credo, comunque, che il problema finanziario non sia il problema principale dell’Ente:

"Il discorso economico è molto importante. Fino ad ora noi siamo vissuti soltanto grazie al contributo che ci assicurava la convenzione con il comune che è di circa 15.000 euro e solo per l’affitto delle tendostrutture diamo un contributo alle Porte San Martino e San Donato di 14.000 euro. Quindi non abbiamo soldi per la gestione spicciola. Quest’anno abbiamo sopperito con la raccolta pubblicitaria ma le spese sono state tante per l’addobbo del palazzo comunale, per l’acquisto di nuovi mezzi".

Le Porte in quale misura contribuiscono?

"Contribuiscono con il lavoro e con la quota annuale come soci dell’Ente Giochi che è di 200 euro. Ci sono poi altre iniziative che ci consentono di avere qualche piccolo finanziamento come la cena dei 100 o il pranzo del portaiolo. Diciamo che economicamente viaggiamo sul filo del rasoio e per i progetti che vogliamo fare non abbiamo i soldi a sufficienza. Però ci stiamo attrezzando per trovarli. Chiederemo qualcosa in più anche al comune perché abbiamo delle spese in più anche per l’affitto della taverna di San Facondino che ci costa circa 8 milioni l’anno".

Quindi possiamo dire che Le Porte, economicamente, stanno meglio dell’Ente avendo la possibilità di finanziarsi con l’attività delle taverne?

"Non direi proprio così. Intanto le Porte devono spendere molto per l’affitto delle tensostrutture, perché noi contribuiamo soltanto al 50%, poi devono pagarsi tutte le altre spese come allacci, ecc. Inoltre tutto quello che guadagnano lo spendono per l’organizzazione della festa. Da quest’anno le Porte hanno un’autonomia amministrativa, l’Ente ha una propria partita IVA e da quest’anno intendo dare al comune una copia del nostro bilancio, perché il comune deve sapere dove vanno a finire i soldi che ci vengono dati".

Di questo e di altro abbiamo parlato con il gonfaloniere Fausto Paciotti. La prossima settimana l’Ente si riunirà, le commissioni presenteranno i progetti (tra i quali un libro in collaborazione con il Gruppo Fotografico per i 25 anni dei Giochi) e l’assemblea del 21 febbraio approverà il bilancio preventivo ed i progetti che avranno una loro priorità e per i quali verranno cercati i finanziamenti adeguati. Pianificando con largo anticipo il lavoro c’è anche la possibilità di organizzarlo meglio.

Qualcosa in più, e non è detto che debba farlo soltanto l’Ente Giochi, si può e si deve fare in campo promozionale. Seguendo la TV vediamo tanti collegamenti in diretta, al mattino ed al pomeriggio, con manifestazioni alle quali i nostri Giochi non hanno nulla da invidiare. L’Ente, il Comune, la Pro Tadino e chi altri, sin da ora, dovrebbero attivarsi a destra e a manca per trovare gli agganci giusti affinché anche la nostra manifestazione abbia tutta la visibilità che merita.

 

Fausto Paciotti ancora gonfaloniere


Per i 25 anni dei Giochi sarà stampato un libro in collaborazione con il Gruppo Fotografico Gualdese

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