L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 12 gennaio 2003

SIGILLO

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Le festività natalizie

16festnata.jpg (11788 byte)Il periodo natalizio è trascorso con le brezze montanine e imbevuto di aromi invernali, mentre, dal cielo terso di nubi e lucente di stelle, pareva prorompere da un momento all'altro l'inno della vittoria e della pace nelle arcane melodie degli angeli. Nell'antica chiesa agostiniana più non cantano i Padri la Compieta, e nemmeno il "concerto impetuoso di campane "che inondava l'aria per annunciare la Messa. Gesù Bambino non è venuto più da Sant'Agostino. L'aria natalizia ha esultato per le strade. Nelle case il "mistico tempo", è tramontato da molto, e la vigilia, nella cui notte fonda, per la cappa del camino, il Bambino che portava a tutti, buoni e cattivi i suoi doni, ha fatto posto alle fantastiche vetrine televisive.

Per Natale si è riscoperto nei cuori il ricordo del passato. Sono tornati i lontani, per i quali è comando imperioso il detto paesano: "Natale coi tuoi". Vecchie usanze di provincia che fanno piangere di nostalgia e di tenerezza chi ne gustò l'incanto e la vita sospinse nel vortice della città, senza speranza di ritorno. Attorno al parroco, nella Pieve di Sant'Andrea, lontani dalla tradizione, negli stalli del coro in noce scura, sedevano artigiani e contadini. Sull'Altare è scomparso il fiammeggiare di ceri, per le panche, un tintinnar di medaglie e di rosarii, mentre l'incenso ascende verso l'alto, caldo e silenzioso come le orazioni dei fedeli, in contrasto con il freddo pungente della chiesa. E poi, a coronamento della Benedizione, l'antica pastorella che ripete nei secoli l'anelito della fede e dell'amore: "Tu scendi dalle stelle, o Re del cieli e vieni in una grotta al freddo e al gelo".

Natale, ancora oggi, è una delle feste più belle: la festa dei piccoli, che fanno splendere tutto con la luminosità dei loro occhi vivaci e la serena innocenza dei loro cuori.

Più tardi, quando dalla torre dell'orologio è scoccata la mezzanotte la gente si è scambiata gli auguri, la luce delle case si è proiettata sulle strade illuminandole insieme ai raggi della luna, quasi per fondere il saluto degli uomini con la luce che, propiziatrice di bene, scendeva dal cielo.

Staccarsi dalle feste di Natale è come destarsi da un sogno che per tanti giorni, ci ha fatto tornar bambini con la poesia e il fascino di quegli anni lontani.

E' caduto il velo che copriva il Presepio ed ha mostrato la figurazione francescana della Natività, portando una nota di celeste umanità nel gioioso lirismo della mistica funzione: prima con tocco lieve e con ritmo lento, che gradatamente aumentava di tono e di foga fino a diventare concerto impetuoso, il doppio di Sant'Agostino inondava l'aria per annunciare "Buon Natale". Ma le campane di Sant'Agostino non suonano più! E' vero ... ma anche il Bambino non nasce più a Sant'Agostino ...

Un antico sigillano

 

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