L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| NOCERA UMBRA |
Vittorio Sgarbi molto ironicamente disse: "Tanto era un gioiellino di arte romanica situato ad Isola. Isola, appunto, un paesino che di certo non deciderà le sorti dell'intera nazione!!!". Queste forti parole di Sgarbi furono le prime che denunciarono l'abbattimento della chiesa del Beato Giacomo, nella frazione tanto martoriata dalle ferite dell'evento sismico. Le parole di un personaggio così eminente destarono grande scalpore e l'opinione pubblica venne a conoscenza dello scempio. Ma cosa successe veramente? La confusione e il panico di quei giorni, dove il sisma continuava imperterrito a manifestarsi, non possono darci una risposta concreta. La chiesa, un edificio risalente XIII-XIV sec. ad una sola navata con due antichi affreschi rappresentanti la crocifissione di Cristo, era di certo fulcro fondamentale del paese e simbolo dell'unità spirituale rappresentata dal patrono San Giacomo. Il terremoto lesionò gravemente l'edificio: gli affreschi si staccarono dalla parete, e il tetto rischiava di crollare da un momento all'altro se non messo adeguatamente in sicurezza. La causa cagionante il grave gesto dell'abbattimento fu duplice: da un lato la chiesa era così malridotta che a nessuno venne in mente di cercare soluzioni alternative per evitare l'abbattimento; dall'altro la popolazione vedeva l'edificio come una minaccia, in quanto sovrastante una strada e degli edifici privati. E così la paura, la fretta e la noncuranza permisero l'arrivo di un grande escavatore dei vigili del fuoco davanti al malcapitato monumento: l'abbattimento, documentato da registrazioni video della Rai, divenne solamente un evento mediatico. Poi arrivò la denuncia di Sgarbi, che nel corso di una sua trasmissione ("Sgarbi quotidiani") pretese delle spiegazioni chiare che giustificassero l'avvenuto abbattimento: il problema è che nessuno sapeva dare delle spiegazioni!!! Malcapitati furono i Vigili del Fuoco, che fecero diligentemente ciò che gli fu ordinato; spaesati furono gli abitanti di Isola, che si resero conto solo dopo del gran danno subito; non curanti furono i Beni Culturali, che non si degnarono neanche di salvare in un modo adeguato gli affreschi della chiesa. L'edifico, o meglio ciò che ne restò fu messo sotto sequestro dai carabinieri e da quel momento il problema passò nelle mani della giustizia ordinaria, per cercare finalmente da quale bocca usci l'ordine d'abbattimento. Sfortunatamente non si è saputo più nulla di questa questione che è riuscita ad oscurare un ambito, quello del salvataggio del patrimonio artistico dal terremoto, dove si è avuto un ottimo successo. Ricordiamo, infatti., la task-force dei vigili del fuoco e dell'arma dei carabinieri che mise al sicuro le opere d'arte del territorio, quali ad esempio la Pala di Stravignano o le importanti opere della pinacoteca di Nocera. Ma resterà per sempre questo neo, e il paese avendo perso il suo simbolo non sarà più lo stesso: ma a detta di molti la verità dovrà per forza uscire fuori, non è infatti ammissibile che un edificio così prezioso culturalmente e artisticamente venga distrutto senza una giusta causa. Il dato di fatto: non si volle mettere in sicurezza l'edificio, e questa gravissima mancanza lascerà il comune di Nocera senza uno dei suoi tanti gioielli che lo caratterizzavano. Gianni Lispi
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Isola |