L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 12 gennaio 2003

TERRITORIO

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Quando la guida fa male al turismo

Non sappiamo quanto è costata, né quante copie sono state diffuse, ma su questa guida turistica del GAL, un'associazione sostanzialmente pubblica, abbiamo fatto delle riflessioni; molte positive, altre molto negative. Ci piace lo slogan, ci piace l'impaginazione, la grafica, le immagini, un po’ meno l’impostazione della proposta turistica, ma su altro esprimiamo forti perplessità pensando che possa danneggiare l'immagine turistica. Quando su una guida si dà un’indicazione, deve essere mirata alla soddisfazione di alcuni interessi, perché suscita aspettative ed anche immaginazione. Quando il turista al momento pratico della visita si rende conto che l’indicazione non corrisponde a quanto presentato sopraggiunge la delusione e la reazione di ostilità per la presa in giro. Queste cose vengono definite "ingannevoli", ma nel lessico comune, oggi è in auge il termine "taroccate". E di taroccate nella guida del GAL ne abbiamo rilevate più d'una.

Per quanto riguarda Gualdo Tadino, a pag.25, la foto del polittico di Nicolò Alunno (XV secolo) conservato presso il Museo Civico, è gabellata come "Tabernacolo della cattedrale (XIII secolo); a pag. 26 la foto del grande Crocifisso trecentesco conservato nella Chiesa di San Francesco, è gabellata come opera di Alfredo Santarelli (inizio '900) presso la Rocca Flea; a pag. 27 la pala d'altare in ceramica quattrocentesca, conservata nella chiesa di San Francesco, è gabellata come "altare opera di Alfredo Santarelli".

Per quanto riguarda Fossato di Vico, "L’antica Via Flaminia - dal ponte della ferrovia a Capodacqua ...", un turista con interessi archeologici si aspetterebbe un tratto di strada antica con selciato di pietre e magari tracce di carri, qualche cippo. Invece niente; il turista si trova di fronte una carrereccia sterrata fra greppi e rovi al servizio delle proprietà rurali della zona. Bella delusione. Ancora: "Diverticulum ab Helvillo-Anconam"; anche qui il turista si reca "al ponte romano" e pensa di "risalire" il diverticulum per la "valle del Fosso, o valle Alceto sul fianco che sovrasta la riva sinistra, raggiungendo sul Monte della Rocca, il pianoro di confine tra Fossato e Fabriano". Trova invece la sponda del fiume impraticabile per i rovi e la vegetazione fluviale, boschi e macchia; del "diverticulum" romano nessuna traccia; anzi trova una discarica abbandonata da anni che il Comune ed il Parco dovrebbero riambientare. Altro che "diverticulum"! ...

Quanto poi ai "ponti di epoca romana" si reca presso il Ponte di S. Giovanni, che dovrebbe essere l’inizio del "diverticulum" e lo trova sommerso di spini e vegetazione fluviale e qualche discarica abusiva, mentre quello in località Case Bruciate, restaurato e ben tenuto, manca di qualsiasi indicazione segnaletica e di una stradina di accesso, quasi si preferisse non farlo vedere. Quanto al "Centro Museale della Civiltà Contadina", è un semplice deposito privato di attrezzi e materiali della civiltà contadina, raccolti ed accatastati senza alcun ordine scientifico, scimmiottando esperienze effettuate altrove e collocato su un contenitore pubblico. Infine, quanto alle "Manifestazioni", il "29 giugno Fiera di San Pietro" forse una trentina di anni fa era una bella fiera: attualmente un paio di bancarelle non possono fare un mercato, né tantomeno una fiera; così come la "Fiera dell’Industria e dell’Artigianato" che dopo un paio di edizioni, invece di decollare, ha chiuso i battenti.

E, per quanto riguarda sovratitolo e apprezzamenti, riteniamo che possa bastare. Nel fare promozione turistica è necessario essere più seri, specialmente se si spendono denari pubblici; queste cose fanno male al turismo, perché invece di incentivarlo, lo inibiscono, poiché il turista gira, parla, racconta, diffonde opinioni. E quando un posto viene sputtanato per riprendere credibilità ce ne vuole; o forse non si riacquista più. Che queste cose siano fatte dal GAL, associazione preposta alla valorizzazione locale, sorprende e induce a qualche riserva e qualche critica sulla professionalità dell’operazione.

 

E' UMBRIA ...

I NOSTRI COMPLIMENTI AL GAL

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