L'ECO di Fossato di Vico |
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Fossato di Vico
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Nuove religiose a Santa Maria del Fonte "Ora et labora". Loro
rispettano in pieno la regola del fondatore, San Benedetto;
per pregare non hanno problemi, ma per il lavoro sì. Ed allora se lo cercano. Come fanno
tutti, del resto. Protagoniste un gruppo di otto religiose benedettine, quattro monache e
quattro novizie approdate al Monastero
di Santa Maria del Fonte, provenienti dal convento di Bastia Umbra. A Fossato
c'è già un'altra comunità di benedettine, molto anziane, che si mantengono lavorando
soprattutto di cucito e ricamo; negli ultimi anni si è ridotta numericamente e le nuove
religiose, guidate da madre Giuseppina Moretti da Nocera Umbra, hanno
occupato l'ala nuova del vecchio monastero, quella destinata al noviziato; lì vivono
autonomamente rispetto alle poche consorelle più anziane. "Siamo qui per
dare il nostro piccolo aiuto alle consorelle di Fossato che, purtroppo, sono rimaste in
poche ed alcune delle quali sono molto anziane; per non arrecare disturbo -
dice madre Giuseppina - e considerato che, per la loro
veneranda età, hanno orari diversi dai nostri, sia per le attività che per i pasti; i
momenti più importanti, però, come le preghiere, li viviamo insieme".
Ma cercano anche il lavoro. "Sì, stiamo cercando lavoro -
dice la madre Giuseppina - e siamo brave a fare lavori di
ricamo, rammendi, tovagliati, sfilati, tende, bomboniere, ci riescono bene il lavoro a
maglia, i merletti con l'uncinetto; nostra specialità è il chiacchierino, un merletto
molto pregiato lavorato a mano, facciamo l'infilatura delle perle";
quindi, tutti coloro che avessero bisogno di questi lavori possono rivolgersi al monastero
di Santa Maria del Fonte in Via Marconi n. 6 a Fossato di Vico.
Ma le religiose non si fermano qui: madre Giuseppina parla con entusiasmo dei progetti futuri che intende portare avanti assieme alle altre monache. "La struttura che ci ospita è abbastanza grande ed ha una foresteria che ci permetterà di accogliere chiunque voglia conoscere la vita monastica e vivere dei momenti di "deserto" per avvicinarsi a Dio attraverso la preghiera e la contemplazione. Stiamo lavorando affinché il nostro monastero diventi un luogo di ritiro e di accoglienza, per gruppi, per associazioni, per giovani e meno giovani, insomma per tutti coloro che sentono il bisogno di distaccarsi per un po di tempo dai ritmi complessi ed esasperati della società contemporanea che spesso fanno allontanare le persone da Dio". Il sindaco Monacelli, ha espresso così la propria soddisfazione per l'arrivo delle nuove religiose: "Si tratta di una bella notizia perché i cittadini sono molto attaccati alle benedettine che da secoli vivono nel monastero."
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