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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (46)
Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino Novembre caldo, dicembre folle! A novembre in maniche di camicia, a dicembre sott'acqua: ma che succede? Comè cambiato il mondo! Chi non conosce - e chi non ha studiato a scuola - Novembre la celebre poesia di Giovanni Pascoli! Comè noto, il poeta parte dallimpressione di primavera suscitata dal cielo limpido e luminoso - condizione che solitamente si verificava nella prima metà di novembre, durante la cosiddetta "estate di San Martino" - per poi constatare che gli alberi sono spogli, il cielo è senza rondini, il terreno senza vita. E conclude: È lestate/ fredda, dei morti. Questanno potremmo utilizzare gli ultimi due versi pascoliani per dire: È lestate calda dei morti. Certo, ormai sono decenni che lestate di San Martino non esiste più: il clima è cambiato, anche se le tradizioni sono lunghe a morire. Ormai novembre è statisticamente un mese grigio e piovoso. Ma, questanno, le temperature gradevoli sono state anche più evidenti del solito. Mentre di pioggia (a novembre!) ne è caduta anche meno del solito: 115 mm contro i 135,8 della norma. Dicembre da record! Non così nei primi giorni di dicembre. E qui cè da segnare un vero e proprio record. Al momento di andare in stampa, posso comunicare (ma potrebbe anche piovere e nevicare di più) che fra il 5 e il 7 dicembre, quindi in soli tre giorni, a Gualdo Tadino sono caduti ben 248 mm di pioggia. In due parole: in tre giorni è caduto un quinto di tutta la pioggia di un anno! Un autentico diluvio universale, i cui risultati si sono visti molto bene nel territorio di Gualdo: il fiume Feo ha allagato scantinati e parcheggi in zona Santa Margherita, decine di tratti della Flaminia sono stati allagati, fontanili e piccole frane ovunque. Quello che era un anno nel complesso arido si è chiuso, quindi, con un inatteso acuto. E la cosa più incredibile è che a poca distanza da Gualdo, ad esempio a Nocera, di pioggia ne è caduta neppure la metà. Perché tanta pioggia? Avere una depressione come quella che ha interessato per oltre una settimana il centro Italia, con ben sei fronti occlusi in tre giorni è una situazione tipicamente invernale: trentanni fa, quando le temperature invernali erano inferiori, i 248 mm di pioggia sarebbero stati due metri e mezzo di soffice neve! Novembre caldo, ma non caldissimo E, in effetti, a parte questi giorni, il caldo è stato la caratteristica degli ultimi trenta giorni. Osservando i dati della tabella 2, si nota che lo scorso mese è stato di oltre 2°C più caldo del normale e il dato può apparire eccezionale. In realtà, in passato, è accaduto anche di peggio: il mese di novembre ci aveva abituati, infatti, a improvvisi "colpi di calore", come nel 1984, nel 1992 (che ha la palma del mese di novembre più caldo del secolo appena trascorso) e nel 1994. Non abbandoniamoci a facili allarmismi: il peggio deve, purtroppo, ancora venire e ce accorgeremo col passare del tempo. Su e giù, giù e su ... Venendo più strettamente allesame dei dati: osservate che, in primo luogo, fra la temperatura più bassa del mese (-1,8°C) e quella più alta (23,6°C) cè unescursione di ben 25,4°C, che è senza dubbio notevolissima, quasi da piccola Siberia. In secondo luogo, come molto spesso è capitato in questi ultimi anni, landamento delle temperature del mese di novembre è decisamente schizofrenico: la prima decade è stata più fredda della norma, la seconda ben più calda (4-5°C), come la terza (3-4°C). Quindi, anziché diminuire - come avrebbe dovuto fare - la temperatura è andata aumentando nel corso del mese ed osservando il grafico delle temperature (tabella 1), si ha proprio davanti agli occhi la stranezza di questandamento termico, che è ormai divenuto quasi la norma. È come se il nostro pianeta avesse un gran febbrone, un febbrone da cavallo, una febbre malarica, che va e che viene, ma che non dimostra certo buona salute. Ad ogni acuto, corrisponde subito un raffreddamento; e ad ogni raffreddamento segue un nuovo attacco febbrile. Insomma: brividi e deliri ... Meteostranezze ... Prima un inizio novembre gelido, poi due settimane di assoluta primavera, poi una settimana di piogge torrenziali, poi unaltra di gelidi venti di tramontana e (come sembra) di spruzzate di neve. E poi? Che succederà ancora? Se, come sembra, si verificherà ancora la saldatura fra lanticiclone delle Azzorre e quello siberiano, allora avremo un inverno fotocopia di quello già eccezionale del 2001-2002. Insomma: scordiamoci le norme e le medie. Qui la media è divenuta lirregolarità.
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Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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