L'ECO del Serrasanta

 

N. 24 - 15 dicembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (46)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Novembre caldo, dicembre folle!

A novembre in maniche di camicia, a dicembre sott'acqua: ma che succede?


Com’è cambiato il mondo! Chi non conosce - e chi non ha studiato a scuola - Novembre la celebre poesia di Giovanni Pascoli! Com’è noto, il poeta parte dall’impressione di primavera suscitata dal cielo limpido e luminoso - condizione che solitamente si verificava nella prima metà di novembre, durante la cosiddetta "estate di San Martino" - per poi constatare che gli alberi sono spogli, il cielo è senza rondini, il terreno senza vita. E conclude: È l’estate/ fredda, dei morti. Quest’anno potremmo utilizzare gli ultimi due versi pascoliani per dire: È l’estate calda dei morti. Certo, ormai sono decenni che l’estate di San Martino non esiste più: il clima è cambiato, anche se le tradizioni sono lunghe a morire. Ormai novembre è statisticamente un mese grigio e piovoso. Ma, quest’anno, le temperature gradevoli sono state anche più evidenti del solito. Mentre di pioggia (a novembre!) ne è caduta anche meno del solito: 115 mm contro i 135,8 della norma.

Dicembre da record!

Non così nei primi giorni di dicembre. E qui c’è da segnare un vero e proprio record. Al momento di andare in stampa, posso comunicare (ma potrebbe anche piovere e nevicare di più) che fra il 5 e il 7 dicembre, quindi in soli tre giorni, a Gualdo Tadino sono caduti ben 248 mm di pioggia. In due parole: in tre giorni è caduto un quinto di tutta la pioggia di un anno! Un autentico diluvio universale, i cui risultati si sono visti molto bene nel territorio di Gualdo: il fiume Feo ha allagato scantinati e parcheggi in zona Santa Margherita, decine di tratti della Flaminia sono stati allagati, fontanili e piccole frane ovunque. Quello che era un anno nel complesso arido si è chiuso, quindi, con un inatteso acuto. E la cosa più incredibile è che a poca distanza da Gualdo, ad esempio a Nocera, di pioggia ne è caduta neppure la metà. Perché tanta pioggia? Avere una depressione come quella che ha interessato per oltre una settimana il centro Italia, con ben sei fronti occlusi in tre giorni è una situazione tipicamente invernale: trent’anni fa, quando le temperature invernali erano inferiori, i 248 mm di pioggia sarebbero stati due metri e mezzo di soffice neve!

Novembre caldo, ma non caldissimo

E, in effetti, a parte questi giorni, il caldo è stato la caratteristica degli ultimi trenta giorni. Osservando i dati della tabella 2, si nota che lo scorso mese è stato di oltre 2°C più caldo del normale e il dato può apparire eccezionale. In realtà, in passato, è accaduto anche di peggio: il mese di novembre ci aveva abituati, infatti, a improvvisi "colpi di calore", come nel 1984, nel 1992 (che ha la palma del mese di novembre più caldo del secolo appena trascorso) e nel 1994. Non abbandoniamoci a facili allarmismi: il peggio deve, purtroppo, ancora venire e ce accorgeremo col passare del tempo.

Su e giù, giù e su ...

Venendo più strettamente all’esame dei dati: osservate che, in primo luogo, fra la temperatura più bassa del mese (-1,8°C) e quella più alta (23,6°C) c’è un’escursione di ben 25,4°C, che è senza dubbio notevolissima, quasi da piccola Siberia. In secondo luogo, come molto spesso è capitato in questi ultimi anni, l’andamento delle temperature del mese di novembre è decisamente schizofrenico: la prima decade è stata più fredda della norma, la seconda ben più calda (4-5°C), come la terza (3-4°C). Quindi, anziché diminuire - come avrebbe dovuto fare - la temperatura è andata aumentando nel corso del mese ed osservando il grafico delle temperature (tabella 1), si ha proprio davanti agli occhi la stranezza di quest’andamento termico, che è ormai divenuto quasi la norma. È come se il nostro pianeta avesse un gran febbrone, un febbrone da cavallo, una febbre malarica, che va e che viene, ma che non dimostra certo buona salute. Ad ogni acuto, corrisponde subito un raffreddamento; e ad ogni raffreddamento segue un nuovo attacco febbrile. Insomma: brividi e deliri ...

Meteostranezze ...

Prima un inizio novembre gelido, poi due settimane di assoluta primavera, poi una settimana di piogge torrenziali, poi un’altra di gelidi venti di tramontana e (come sembra) di spruzzate di neve. E poi? Che succederà ancora? Se, come sembra, si verificherà ancora la saldatura fra l’anticiclone delle Azzorre e quello siberiano, allora avremo un inverno fotocopia di quello già eccezionale del 2001-2002. Insomma: scordiamoci le norme e le medie. Qui la media è divenuta l’irregolarità.

Pierluigi Gioia

 

 

Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.

 

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