L'ECO del Serrasanta |
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Ambiente |
LE FOGLIE Calvario d'autunno in via XXIV Maggio e via Veneto Una vecchia canzone diceva pressappoco: "il vento fa cader le ultime foglie/ che il vento raccoglie e porta con sé". In parte quanto dice la canzone è vero, ma per quanto riguarda la raccolta delle foglie che il vento porta con sé non c'è niente di più falso, se si guarda quanto succede nei Viali XXIV Maggio e Vittorio Veneto. Le foglie vengono spostate dal vento ed ammucchiate lungo le abitazioni e i marciapiede delle due vie. Quei maledetti platani che daranno anche decoro alla città, oltre a rappresentare un vero e proprio tedio per chi vi si abita, per la presenza di insetti di tutte le specie, lasciano a terra tantissime foglie "che nessuno raccoglie" in dissenso forse con la canzone in auge negli anni sessanta. Rappresentano una vera e propria tribolazione per gli abitanti delle due vie, dove la gente le ammucchia nella speranza che qualche operatore ecologico se ne prenda la dovuta cura, vale a dire le porti via. Veri e propri materassi di fogliame colore del tabacco creano un reale impedimento per chi transita le predette vie. Saltuaria e sporadica avviene l'eliminazione del fogliame in questione, come se la cosa dovesse interessare gli abitatori che, pur tuttavia armati di robuste scope, giornalmente sono costretti a levare le foglie per avere normale accesso alle abitazioni. Le lagnanze non sono mai servite ad eliminare l'inconveniente che da anni tedia la gente che abita lungo la cosiddetta "strada della Stazione". Da più parti si sente ripetere che quei platani sono malati; che sarebbe ora di sostituirli con altre piante, ma nessuno ascolta le lamentazioni dei due quartieri che troppi anni attendono un provvedimento risolutore. Scriveva S. Matteo (XX, l6): "multi sunt vocati, pauci vero electi" (molti sono chiamati, ma pochi gli eletti) e in queste circostanze la frase di S. Matteo sembra che calzi alla perfezione in quanto molti cominciano le loro imprese ma pochi le conducono a termine ... E' una questione di manico di scopa o di manico nel senso che chi dovrebbe soprintendere a tali questioni si gingilla in altre? Ormai le foglie sono quasi tutte cadute. Il tedio è finito. Abbiamo dalla nostra un anno dì tempo per studiare a fondo la questione. Se i platani dovessero restare, organizziamoci per togliere in tempo reale (come si dice oggi) le foglie: basta scoparle giorno per giorno. Se il vento d'autunno riesce a rimuoverle l'operatore ecologico non dovrebbe neanche impegnarsi in una grossa fatica ... È vero che minuto dopo minuto le foglie cadono, ma è altrettanto vero che se la pulizia avviene solo dopo 10-15 giorni si avrà la situazione degli abbondanti materassi di fogliame. Dico il giusto o no!? Il vento non le raccoglie, statene certi! Giancarlo Franchi
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